Diabete

Diabete di tipo 1, variabilitÓ della glicata predittiva di danno a reni e retina negli adolescenti

Negli adolescenti con diabete di tipo 1, un'ampia variabilitÓ dei livelli di emoglobina glicata (HbA1c) sembra essere un fattore predittivo di retinopatia, nefropatia precoce e neuropatia autonomica cardiaca. ╚ questa la conclusione di uno studio prospettico osservazionale pubblicato di recente sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism.

Negli adolescenti con diabete di tipo 1, un’ampia variabilità dei livelli di emoglobina glicata (HbA1c) sembra essere un fattore predittivo di retinopatia, nefropatia precoce e neuropatia autonomica cardiaca. È questa la conclusione di uno studio prospettico osservazionale pubblicato di recente sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism.

Nell’introduzione, Maria E. Craig, dell'Università di Sydney, e i suoi colleghi spiegano che fino alla pubblicazione del loro studio c’erano pochi dati sull’associazione fra HbA1c e complicanze microvascolari negli adolescenti con diabete di tipo 1.

 I ricercatori hanno quindi deciso di colmare questa lacuna, e a tale scopo hanno valutato i dati di 1706 adolescenti (età media: 16,9 anni) con diabete di tipo 1 afferiti al Children’s Hospital di Westmead per varie complicanze fra il gennaio 1990 e il maggio 2014.

Per poter essere inclusi nello studio, i partecipanti dovevano essere malati da almeno 5 anni (lo erano in media  da 8,1 anni) e avere cinque misurazioni consecutive dell’HbA1c disponibili dal momento della diagnosi in avanti.

I ricercatori hanno valutato il controllo glicemico tramite misurazione calorimetrica dell’HbA1c, prima del febbraio 1994, e tramite HPLC, dopo il febbraio 1994. Sono stati calcolati la media intrapersonale di ogni partecipante e la deviazione standard (SD) di tutte le misurazioni registrate del controllo glicemico, e come misura della variabilità glicemica è stata utilizzata l’SD-HbA1c. Inoltre, i ricercatori hanno calcolato anche il coefficiente di variazione, un parametro normalizzato della variabilità glicemica.

La retinopatia è stata valutata mediante fotografia stereoscopica del fondo oculare a sette campi, mentre la velocità di escrezione dell’albumina è stata determinata facendo la media di tre campioni consecutivi di urina raccolti durante la notte. Il funzionamento dei nervi periferici, invece, è stato valutato utilizzando il test della soglia termica per la sensazione di caldo e freddo al dorso del piede sinistro, e il test della soglia di percezione vibratoria sul malleolo sinistro e sull’alluce sinistro. La neuropatia autonomica cardiaca è stata valutata misurando la variabilità della frequenza cardiaca acquisita mediante letture elettrocardiografiche continue di 10 minuti.
La neuropatia periferica è stata definita come un punteggio di sopra del 95° percentile nel test della soglia di percezione vibratoria o nel test della soglia termica, mentre la neuropatia cardiaca autonomica è stata definita come una misura al di sotto del quinto percentile nella variabilità della frequenza cardiaca.

L' analisi multivariata ha evidenziato un'associazione tra SD-HbA1c e retinopatia (OR 1,32; IC al 95% 1-1,73), albuminuria (OR 1,81; IC al 95% 1,04-3,14), aumento del log10 del tasso di escrezione dell’albumina (OR 1,1; IC al 95% 1,05-1,15) e neuropatia autonomica cardiaca (OR 2,28; IC al 95% 1,23-4,21).

Ogni aumento un’unità dell’SD-HbA1c è risultato correlato con una probabilità superiore del 32% di sviluppare retinopatia, dell’81% di sviluppare albuminuria, del 128% di sviluppare neuropatia autonomica cardiaca e del 10% di avere un aumento del log10 del tasso di escrezione dell’albumina.

Non si è osservata, invece, nessuna associazione tra neuropatia periferica e variabilità glicemica.

"La nostra scoperta più nuova è quella relativa alla presenza di un’associazione significativa tra variabilità glicemica e neuropatia autonomica cardiaca. Un aumento di un’unità dell’SD-HbA1c ha più che raddoppiato le probabilità di sviluppare neuropatia autonomica cardiaca. L’entità dell’effetto è risultata maggiore rispetto a quella osservata per qualsiasi altra complicanza microvascolare, ed è di notevole importanza clinica visto che la neuropatia autonomica cardiaca è correlata a un aumento della mortalità e un maggior rischio di morte cardiaca improvvisa" scrivono i ricercatori nella discussione.

Inoltre, sottolineano la Craig e i colleghi, minimizzare la fluttuazioni a lungo termine della glicemia potrebbe fornire una protezione aggiuntiva nei confronti dello sviluppo di complicanze microvascolari.

S.A. Virk, et al. Association Between HbA1c Variability and Risk of Microvascular Complications in Adolescents with Type 1 Diabetes. J Clin Endocrinol Metab. 2016; doi:10.1210/jc.2015-3604.
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