Diabete di tipo 2, bendaggio gastrico previene la malattia nel breve termine quanto la metformina #EASD2018

Negli adulti moderatamente obesi con prediabete o diabete di tipo 2 di recente diagnosi, il bendaggio gastrico e la metformina hanno la stessa efficacia nel preservare la funzionalitą delle cellule beta e stabilizzare o migliorare i livelli di glucosio nell'arco di due anni, secondo i risultati di uno studio presentato al congresso della European Association for the Study of Diabetes (EASD) di Berlino e pubblicato simultaneamente su Diabetes Care.

Negli adulti moderatamente obesi con prediabete o diabete di tipo 2 di recente diagnosi, il bendaggio gastrico e la metformina hanno la stessa efficacia nel preservare la funzionalità delle cellule beta e stabilizzare o migliorare i livelli di glucosio nell'arco di due anni, secondo i risultati di uno studio presentato al congresso della European Association for the Study of Diabetes (EASD) di Berlino e pubblicato simultaneamente su Diabetes Care.

«La risposta principale delle cellule beta è stata una riduzione della secrezione per mantenere una compensazione relativamente costante della resistenza all'insulina, con solo un piccolo miglioramento nei livelli di glucosio», ha dichiarato Thomas Buchanan, della University of Southern California, Los Angeles.

I ricercatori spiegano che il diabete di tipo 2 deriva generalmente da una progressiva perdita di compensazione delle cellule beta per l'insulino-resistenza cronica, una misura importante della loro funzionalità. «La compensazione delle cellule beta diminuisce per anni prima che si sviluppi il diabete, raggiungendo spesso il 50% del normale nelle persone con ridotta tolleranza al glucosio (IGT) o diabete precoce. Gli sforzi per rallentare o prevenire lo sviluppo del diabete di tipo si sono concentrati proprio su questa fase di prediabete».

Bendaggio gastrico meglio della metformina?
Per lo studio «si è scelto di valutare l'obesità moderata, che è comune tra le persone con IGT o diabete di tipo 2 ed è più adatta al bendaggio gastrico rispetto ad approcci bariatrici più importanti come il bypass gastrico». Come comparatore è stata scelta la metformina per via del suo largo impiego come terapia ipoglicemizzante di prima linea e per l’efficacia nel ridurre il rischio di diabete nei soggetti con prediabete.

L'ipotesi era che la perdita di peso indotta dal bendaggio gastrico e dal controllo dietetico avesse un effetto superiore alla metformina nel preservare o ripristinare la funzionalità delle cellule beta.

I due outcome primari per valutare diversi aspetti della compensazione delle cellule beta per l'insulino-resistenza erano le concentrazioni del peptide C allo steady state, aggiustate per la concentrazione media di insulina plasmatica (M/I), e la risposta acuta del peptide C all'arginina al massimo potenziamento glicemico, anch’essa aggiustata per M/I.

Funzione beta-cellulare migliorata in ugual misura
Perdita di peso a 2 anni - Il gruppo con bendaggio ha perso 10,7 kg, mentre il gruppo metformina 1,7 kg (p<0,01).

Sensibilità all'insulina - A 12 mesi era aumentata del 55% con bendaggio (p<0,0001) e del 45% con metformina (p=0,007), mentre a 24 mesi era diminuita, pur rimanendo superiore del 45% rispetto al basale nel gruppo bendaggio (p=0,0002) e del 25% nel gruppo metformina (p=0,055). Non differiva tra i due gruppi in entrambi i momenti (p>0,14).

«Le cellule beta hanno compensato in modo relativamente stabile la resistenza all'insulina, anche se non perfettamente», ha detto Buchanan. «La compensazione acuta delle cellule beta al glucosio è migliorata in modo significativo con il bendaggio gastrico, sia sui parametri dell'insulina che sul peptide C, mentre alla massima stimolazione è diminuita significativamente con la metformina».

HbA1c - È diminuita a 12 e 24 mesi nel gruppo bendaggio (p<0,004), ma a 12 mesi solo nel gruppo metformina (p<0,01) (p>0,14 tra i gruppi). A 24 mesi erano normoglicemici rispettivamente il 22% e il 15% dei partecipanti con bendaggio e con metformina (p=0,66 tra i gruppi).

Livelli di glucosio a digiuno - Sono diminuiti in entrambi i gruppi a 12 mesi (p<0,002) e sono rimasti al di sotto del basale a 24 mesi nel gruppo bendaggio (p=0,003) e meno nel gruppo metformina (p=0,08), senza differenze significative tra i gruppi.

«Il più importante predittore della progressione da prediabete a diabete è la glicemia a digiuno», ha commentato Roy Taylor del Newcastle University Campus for Ageing & Vitality, UK. «Essendo diminuita in modo significativo rispetto al basale con il bendaggio ma non con la metformina, è chiaro che, a patto che la perdita di peso venga mantenuta, gli individui sottoposti a bendaggio non svilupperanno il diabete di tipo 2».

Colesterolo HDL e trigliceridi – Dopo 24 mesi il colesterolo HDL è aumentato in modo significativo con entrambi gli interventi (rispettivamente p=0,001 e p=0,004 per bendaggio e metformina), ma solo il primo ha ridotto significativamente il colesterolo VLDL (p=0,007) e i trigliceridi totali (p=0,007). L’alanina aminotransferasi era significativamente ridotta in entrambi i gruppi.

«La nuova comprensione dell'eziologia del diabete di tipo 2 è che il grasso in eccesso si accumula nel fegato. L'eccesso di grasso viene esportato dal fegato e questo aumenta il contenuto di grasso del pancreas e lo stress metabolico, tutti passaggi reversibili», ha detto Taylor. «Nel gruppo con bendaggio gastrico osserviamo una diminuzione dei trigliceridi plasmatici, quindi si è normalizzata l'esportazione del grasso del fegato, e una diminuzione di ALT, quindi gli epatociti non sono più sotto stress e si è arrestata la transizione al diabete».

Conclusioni
«Nelle persone con IGT o diabete di tipo 2, non abbiamo osservato alcun miglioramento nella funzione delle cellule beta e solo modesti miglioramenti nella glicemia, nonostante i grandi miglioramenti nella sensibilità all'insulina», scrivono gli autori.

Presi nel loro insieme, questi risultati suggeriscono un'evoluzione delle risposte delle cellule beta al miglioramento della sensibilità all'insulina. Nello sviluppo dell'iperglicemia i cambiamenti a breve termine nella sensibilità all'insulina sono associati a una riduzione della produzione di insulina, a una compensazione delle cellule beta relativamente stabile e a una modesta variazione del glucosio circolante.

«Una volta che l'iperglicemia si è completamente sviluppata, i cambiamenti di sensibilità sono accompagnati da una migliore compensazione delle cellule beta e da livelli di glucosio più bassi», concludono i ricercatori. «È necessario un ulteriore follow-up per capire se questi interventi si tradurranno in una protezione a lungo termine delle cellule beta».

Bibliografia

Anny H. Xiang AH et al. Impact of Gastric Banding Versus Metformin on β-Cell Function in Adults With Impaired Glucose Tolerance or Mild Type 2 Diabetes. Diabetes Care. 2018 Oct 3.

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