Diabete di tipo 2, canagliflozin riduce anche il rischio di insufficienza renale. Studio CREDENCE sul NEJM

Al World Congress of Nephrology (WCN) 2019 di Melbourne, in Australia, sono appena stati presentati i risultati dello studio di fase III CREDENCE, in cui canagliflozin ha dimostrato di ridurre significativamente il rischio di insufficienza renale nei pazienti con diabete di tipo 2 e malattia renale cronica, un risultato mai ottenuto prima da un antidiabetico.

Al World Congress of Nephrology (WCN) 2019 di Melbourne, in Australia, sono appena stati presentati i risultati dello studio di fase III CREDENCE, in cui canagliflozin ha dimostrato di ridurre significativamente il rischio di insufficienza renale nei pazienti con diabete di tipo 2 e malattia renale cronica, un risultato mai ottenuto prima da un antidiabetico.

I dati sono stati pubblicati contemporaneamente sul New England Journal of Medicine.

«Canagliflozin è la prima scoperta medica in quasi venti anni che ha dimostrato di rallentare la progressione della malattia renale cronica in pazienti con diabete ad alto rischio di sviluppare insufficienza renale», ha dichiarato il primo autore dello studio Vlado Perkovic del George Institute for Global Health, in Australia. «I risultati impressionanti dello studio CREDENCE hanno implicazioni cliniche significative per prevenire l'insufficienza renale e migliorare la salute di milioni di persone che vivono con malattie renali croniche e diabete di tipo 2».

Pazienti con diabete e malattia renale cronica
CREDENCE (Canagliflozin and Renal Events in Diabetes with Estafished Nephropathy Clinical Evaluation) è uno studio di fase III, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, a gruppi paralleli, a due bracci.

Ha valutato 4.400 pazienti con diabete di tipo 2, malattia renale cronica di stadio 2 o 3 (definita come velocità di filtrazione glomerulare stimata (eGFR) tra 30 e 90 ml/min/1,73 m2) e macroalbuminuria (definita come rapporto urinario-albumina-creatinina (Acr) compresa tra 300 e 5000 mg/g), in trattamento con lo standard di cura inclusa una dose giornaliera massima tollerata di Ace-inibitori o antagonisti del recettore dell'angiotensina II.

Risultati importanti
Canagliflozin ha mostrato una riduzione del 30 percento nel rischio dell'endpoint primario composito, che comprendeva la progressione verso la malattia renale allo stadio terminale (Eskd), definita come la necessità di una terapia sostitutiva renale come la dialisi cronica o il trapianto renale, la progressione verso il raddoppio della creatinina sierica, un predittore chiave della Eskd, e la morte renale o cardiovascolare (p<0,0001).

Ha inoltre mostrato una riduzione del 20% nel rischio degli endpoint secondari del MACE (composto da infarto miocardico non fatale, ictus non fatale e morte cardiovascolare) (p=0,0121), una riduzione del 31% del rischio composito di morte cardiovascolare e ospedalizzazione per insufficienza cardiaca (p=0,0001) e una riduzione del 39% del rischio di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca da sola (p=0,0003).

L’incidenza di eventi avversi e eventi avversi gravi è stata inferiori nei pazienti trattati con canagliflozin rispetto al placebo. Non sono state inoltre osservate differenze nell'incidenza di amputazioni o fratture ossee.

Richiesta una nuova indicazione terapeutica
«Il diabete è la principale causa di insufficienza renale per milioni di persone in tutto il mondo e l’evidente necessità di una nuova opzione terapeutica è stata la motivazione alla base dello studio CREDENCE. Oggi siamo lieti di condividere i risultati dello studio che potrebbe potenzialmente decretare canagliflozin come l’unico agente, in aggiunta all'attuale standard di cura, in grado di ridurre in modo sicuro il rischio di insufficienza renale in questa popolazione di pazienti» ha detto James List, responsabile globale dell’area cardiovascolare e metabolismo di Janssen. «Stiamo lavorando a stretto contatto con la Fda e le autorità sanitarie di tutto il mondo per portare questo farmaco importante a coloro che vivono con queste condizioni potenzialmente letali».

Attualmente canagliflozin è indicato per la riduzione della glicemia in pazienti con diabete di tipo 2 e per la riduzione del MACE in pazienti con diabete di tipo 2 e malattia cardiovascolare accertata, ma è controindicato in presenza di insufficienza renale grave (eGFR
Nel luglio 2018 il comitato indipendente di monitoraggio dei dati del trial CREDENCE ha raccomandato l’arresto anticipato dello studio perché soddisfaceva i criteri di efficacia prespecificati. Sulla scorta dei risultati clinici, lo scorso marzo Janssen ha presentato all’Fda una New Drug Application per canagliflozin per la riduzione del rischio di Eskd, del raddoppio della creatinina sierica e per la riduzione della morte renale o cardiovascolare negli adulti con insufficienza renale cronica e diabete di tipo 2.

Se questa nuova indicazione venisse approvata, canagliflozin sarebbe il primo farmaco in commercio per il trattamento del diabete di tipo 2 e insufficienza renale cronica, diventando una nuova importante opzione terapeutica per i milioni di pazienti in tutto il mondo che vivono con entrambe queste patologie.

Bibliografia

Perkovic V et al. Canagliflozin and Renal Outcomes in Type 2 Diabetes and Nephropathy. NEJM April 2019

Leggi