Diabete

Diabete di tipo 2, exenatide riduce il rischio di eventi cardiovascolari nei pazienti con pregressa malattia cardiaca

Nei pazienti con diabete di tipo 2 e malattia cardiovascolare confermata al basale, il trattamento con il GLP-1 agonista exenatide somministrato una volta alla settimana ha ridotto il rischio di eventi avversi cardiovascolari gravi, i cosiddetti MACE (major adverse cardiovascular events).

Nei pazienti con diabete di tipo 2 e malattia cardiovascolare confermata al basale, il trattamento con il GLP-1 agonista exenatide somministrato una volta alla settimana ha ridotto il rischio di eventi avversi cardiovascolari gravi, i cosiddetti MACE (major adverse cardiovascular events).

Lo evidenzia l’analisi di un sottogruppo di pazienti facenti parte dello studio EXSCEL presentata al congresso Heart in Diabetes, che ha avuto luogo a Filadelfia dal 12 al 14 luglio.

«Eravamo interessati a esplorare i risultati clinici con exenatide somministrato una volta alla settimana nel 70% circa della coorte del trial EXSCEL con malattia cardiovascolare nota al basale», ha affermato il primo autore dello studio Robert Mentz, direttore della Duke University Cooperative Cardiovascular Society.

Mentz e colleghi hanno esaminato i dati oltre 10mila partecipanti allo studio EXSCEL che avevano il diabete di tipo 2 e malattia cardiovascolare confermata al basale. All'inizio dello studio, il 72% dei pazienti aveva malattia coronarica, il 23% aveva una malattia cerebrovascolare e il 25% aveva una malattia vascolare periferica. Nel complesso questo sottogruppo riguardava il 73% della popolazione totale inclusa nello studio EXSCEL. L'età media era di 63 anni e il 33% erano donne.

I pazienti sono stati stratificati in gruppi in base al trattamento con exenatide 2 mg una volta alla settimana o placebo. L'endpoint primario erano i principali eventi avversi cardiovascolari (MACE), tra cui morte per causa cardiovascolare, infarto miocardico non fatale e ictus non fatale. Il follow-up mediano è stato di 3,2 anni.

MACE inferiori con exenatide
Complessivamente nello studio EXSCEL il dato MACE è risultato inferiore nel gruppo exenatide rispetto al placebo (11,4% vs. 12,2%) ma non ha raggiunto la significatività statistica (p=0,061). Anche la percentuale di mortalità per tutte le cause era più bassa nel gruppo exenatide (6,9% vs. 7,9%), ha riferito Mentz.

Nel sottogruppo di pazienti con pregressa malattia cardiovascolare e sottoposto a exenatide una volta alla settimana, i ricercatori hanno rilevato una riduzione significativa (p=0,047) del 10% del rischio relativo per MACE rispetto al placebo (13,4% vs. 14,6%).


La valutazione degli endpoint secondari in questo sottogruppo, inclusi mortalità per tutte le cause, mortalità per cause cardiovascolari, infarto del miocardio, ictus e ricovero per sindrome coronarica acuta (ACS) o insufficienza cardiaca, ha mostrato che tutti i parametri, tranne il ricovero per ACS, sono risultati migliori con exenatide senza però risultare statisticamente significativi.

I dati del sottogruppo sono importanti, ha commentato Mentz, perché «il gruppo di pazienti con malattia cardiovascolare nota è quello a maggior rischio di eventi futuri e soggetto a una percentuale di eventi più elevata».

«Questi risultati si aggiungono alla mole crescente di pubblicazioni a sostegno del fatto che la classe dei farmaci agonisti del recettore GLP-1 dimostra un beneficio abbastanza consistente nel miglioramento del MACE, con il massimo beneficio osservato nei pazienti con sottostante malattia cardiovascolare», ha concluso.

Bibliografia
Mentz RJ et al. Once-weekly exenatide in patients with preexisting cardiovascular disease. Presented at: Heart in Diabetes CME Conference; July 12-14, 2019; Philadelphia.

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