Diabete di tipo 2, imeglimin potenziale apripista di una nuova classe di antidiabetici

Una nuova molecola sperimentale per il trattamento del diabete di tipo 2, imeglimin, sviluppata dalle compagnie farmaceutiche giapponesi Poxel e Sumitomo Dainippon Pharma, ha raggiunto l'obiettivo primario di variazione dei livelli di emoglobina glicata e i principali endpoint secondari in uno studio di fase III. Se il farmaco verrą approvato, sarą il primo di una nuova classe di antidiabetici.

Una nuova molecola sperimentale per il trattamento del diabete di tipo 2, imeglimin, sviluppata dalle compagnie farmaceutiche giapponesi Poxel e Sumitomo Dainippon Pharma, ha raggiunto l’obiettivo primario di variazione dei livelli di emoglobina glicata e i principali endpoint secondari in uno studio di fase III. Se il farmaco verrà approvato, sarà il primo di una nuova classe di antidiabetici.

Il Ceo di Poxel, Thomas Kuhn, ha dichiarato che i risultati sono «il primo importante passo verso la presentazione di una domanda di commercializzazione in Giappone nel 2020», facendo presente che il paese «è considerato l’area geografica più importante per il trattamento futuro della pandemia di diabete».

Nuova classe con diverso meccanismo d’azione
Imeglimin è un farmaco sperimentale in fase avanzata di sviluppo come antidiabetico orale. È un bloccante della fosforilazione ossidativa che agisce inibendo la gluconeogenesi epatica, aumentando l'assorbimento muscolare di glucosio e ripristinando la normale secrezione di insulina.

È il primo candidato antidiabetico disponibile per via orale che si rivolge contemporaneamente a tutti e tre gli organi chiave coinvolti nel diabete: il pancreas, il fegato e i muscoli. Nel pancreas agisce aumentando la secrezione di insulina in modo glucosio-dipendente, mentre nei muscoli e nel fegato riduce l'eccesso di produzione di glucosio e aumenta al contempo l'efficacia dell'insulina nei muscoli.

Secondo quanto comunicato sul sito web di Poxel, “imeglimin è una formulazione orale con vantaggi chiave rispetto allo standard di cura. Ha il potenziale per essere utilizzato come trattamento precoce sia in monoterapia nei pazienti che non possono assumere metformina sia nella terapia orale combinata che prevede 2/3 farmaci”.

“L'obiettivo di imeglimin - continua - è rallentare la progressione del diabete di tipo 2 e ridurre le complicanze:
  • previene il primo passaggio della cascata apoptotica (rilascio del citocromo C) e protegge le cellule dalla morte per esposizione allo stress ossidativo (alti livelli di glucosio)
  • Previene la disfunzione endoteliale, un beneficio correlato a un miglioramento dell'aterosclerosi e delle complicanze cardiovascolari
  • Conserva la massa e la funzione delle cellule beta nel tempo, portando a un potenziale ritardo della progressione della malattia”
Efficace riduzione della glicemia
Lo studio TIMES 1 ha coinvolto 213 pazienti giapponesi con diabete di tipo 2 che sono stati randomizzati a un trattamento due volte al giorno con imeglimin o placebo. Oltre all'endpoint primario di variazione dei livelli di HbA1c dopo 24 settimane, gli obiettivi secondari comprendevano contemporanei cambiamenti nei livelli di glucosio plasmatico a digiuno.

I risultati top-line hanno mostrato che imeglimin ha ridotto significativamente i livelli di emoglobina glicata A1c dopo 24 settimane rispetto al placebo. Nello specifico, la terapia orale è stata associata a una variazione media di HbA1c, corretta per il placebo, di -0,87% rispetto al basale comparata con il placebo dopo 24 settimane.

Inoltre, le compagnie hanno affermato che il trattamento era legato a una variazione media, corretta per il placebo, nei livelli di glucosio plasmatico a digiuno di -19 mg/dl rispetto al basale alla settimana 24, soddisfacendo uno dei principali endopint secondari della sperimentazione.

Hanno fatto presente che le analisi di ulteriori endpoint secondari sono attualmente in corso e che il profilo di sicurezza e tollerabilità di imeglimin è in linea con quello osservato negli studi precedenti condotti negli Stati Uniti e in Europa. Le aziende hanno aggiunto che ulteriori dati del trial saranno presentati nel corso di un prossimo congresso scientifico.

Prossimi passi
Il programma clinico di fase avanzata per imeglimin in Giappone include altri due studi chiave. I risultati preliminari del trial TIMES 3 a 16 settimane sono previsti per la metà dell’anno, mentre quelli dello studio TIMES 2 verso la fine del 2019.

Poxel e Sumitomo Dainippon stanno sviluppando imeglimin congiuntamente nell'Asia orientale e sud-orientale, in base ai termini di una partnership avviata nel 2017. Lo scorso anno Poxel ha stipulato un accordo separato con la biotech svizzera Roivant Sciences, che copre lo sviluppo e la commercializzazione della terapia in tutti gli altri mercati. In quell’occasione venne suggerito l’avvio degli studi di fase avanzata negli Stati Uniti e in Europa nel corso del 2019.