Diabete di tipo 2, infiammazione cronica non legata al controllo della glicemia

Diabete

Secondo una nuova ricerca, alti livelli di glucosio non sarebbero responsabili dell'infiammazione correlata all'obesitÓ in chi soffre di diabete di tipo 2. La causa sarebbe da ricercare in difetti mitocondriali e nel metabolismo degli acidi grassi. ╚ quanto emerge da uno studio pubblicato di recente sulla rivista Cell Metabolism.

Secondo una nuova ricerca, alti livelli di glucosio non sarebbero responsabili dell’infiammazione correlata all'obesità in chi soffre di diabete di tipo 2. La causa sarebbe da ricercare in difetti mitocondriali e nel metabolismo degli acidi grassi. È quanto emerge da uno studio pubblicato di recente sulla rivista Cell Metabolism.

L'infiammazione cronica è la causa principale di molte complicanze del diabete, comprese le malattie cardiovascolari e renali. Fino a oggi il consenso scientifico ha considerato il glucosio come principale causa dell'infiammazione nel diabete di tipo 2. Ma una nuova ricerca contrasta questa nozione diffusa e punta il dito sui livelli elevati dei lipidi e sui difetti dei mitocondri, i piccoli organelli responsabili della produzione di energia all'interno delle cellule.

L’autore principale dello studio, Barbara Nikolajczyk del Barnstable Brown Diabetes Center dell'Università del Kentucky a Lexington e il suo team sono partiti dall'ipotesi che le cellule immunitarie delle persone con diabete di tipo 2 avrebbero prodotto energia a partire dal glucosio attraverso il processo della glicolisi. Anche altri tipi di infiammazione si basano su questo processo, ma i risultati della nuova ricerca hanno smentito la premessa dei ricercatori.

La glicolisi non guida l'infiammazione cronica
Dopo aver precedentemente identificato cellule T pro-infiammatorie con un profilo specifico per l'uomo, i ricercatori hanno confrontato i campioni di 42 persone obese ma senza diabete di tipo 2 con quelli di 50 soggetti sia diabetici che obesi. Hanno escluso i campioni provenienti da fumatori, da quanti usavano insulina e che avevano assunto antibiotici o farmaci anti-infiammatori o con una storia medica di altre condizioni infiammatorie o autoimmuni.

Nikolajczyk e il team hanno isolato le cellule immunitarie chiamate cellule T CD4+ e hanno eseguito diversi esperimenti di coltura cellulare che hanno rivelato che la glicolisi non guida l'infiammazione cronica. «Le cellule immunitarie attivate e le cellule T CD4+ purificate delle persone con diabete di tipo 2 sono fortemente influenzate dalla glicolisi», hanno scritto gli autori. Tuttavia, gli esperimenti in carenza di glucosio progettati per indirizzare le cellule di questi pazienti a produrre energia da fonti alternative non hanno normalizzato il profilo infiammatorio delle cellule T, come si aspettavano i ricercatori.

Un risultato inaspettato che, spiegano gli autori, mostra che «la glicolisi è un processo parallelo, ma non alimenta l'infiammazione nel diabete di tipo 2». Invece, gli esperimenti hanno rivelato che le cellule T di questi pazienti presentavano una serie di difetti mitocondriali e hanno evidenziato che le alterazioni della captazione e dell’ossidazione degli acidi grassi innescano l'infiammazione nelle cellule sane. Portando gli autori a concludere che «i cambiamenti mitocondriali si combinano con i metaboliti degli acidi grassi per attivare l'infiammazione».

Lo studio potrebbe spiegare perché i trattamenti falliscono
«I nostri dati mostrano inaspettatamente che il glucosio, che in altri contesti guida l'infiammazione, non è invece rilevante per l'infiammazione associata al diabete di tipo 2», hanno scritto. «Sono invece i difetti parziali nei mitocondri ad alimentarla, ma solo nelle cellule già stressate dai tipi di lipidi che sono elevati nei soggetti obesi e diabetici».

Dal momento che gli attuali trattamenti standard per il diabete si concentrano sul controllo dei livelli di glucosio, i risultati dello studio sollevano preoccupazioni cliniche sul fatto che i lipidi continueranno ad alimentare l'infiammazione e quindi la disfunzione metabolica, anche nei pazienti diabetici che riescono a ottenere un buon controllo glicemico.

«Per decenni il controllo aggressivo della glicemia per ridurre il rischio di complicanze è stato l'obiettivo della maggior parte delle persone con diabete di tipo 2», ha sottolineato Nikolajczyk. «I nostri dati forniscono una spiegazione del perché la malattia può progredire anche nelle persone con uno stretto controllo del glucosio».

Bibliografia

Nicholas DA et al. Fatty Acid Metabolites Combine with Reduced β Oxidation to Activate Th17 Inflammation in Human Type 2 Diabetes. Cell Metab. 2019 Jul 25.
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