Diabete

Diabete di tipo 2, inibitori della DPP-IV sicuri ed efficaci quanto le sulfoniluree anche nei nefropatici

Nei pazienti con diabete di tipo 2 e nefropatia cronica moderata o grave, gli inibitori della DPP-IV sono risultati paragonabili alle sulfoniluree per efficacia in una metanalisi di autori cinesi da poco pubblicata sul Journal of Diabetes.

Nei pazienti con diabete di tipo 2 e nefropatia cronica moderata o grave, gli inibitori della DPP-IV sono risultati paragonabili alle sulfoniluree per efficacia in una metanalisi di autori cinesi da poco pubblicata sul Journal of Diabetes.

Nell’introduzione, Weijie Yuan, del reparto di nefrologia del Shanghai General Hospital e della Shanghai Jiao Tong University, e altri tre colleghi spiegano che di recente tre metanalisi hanno valutato gli effetti degli inibitori della DPP-IV in pazienti con diabete di tipo 2 e nefropatia cronica. Tuttavia, sostengono i ricercatori, queste metanalisi sono metodologicamente discutibili, perché hanno combinato tra loro dati aggiustati e non aggiustati.

Per superare questo limite, Yuan e i colleghi hanno effettuato una metanalisi per valutare gli effetti degli inibitori della DPP-IV in pazienti con diabete di tipo 2 e insufficienza renale cronica moderata o grave, utilizzando solo dati non aggiustati provenienti da studi randomizzati e controllati.

In totale sono stati inclusi nella metanalisi 12 studi randomizzati e controllati nei quali si erano utilizzati come trattamento sperimentale gli inibitori della DPP-IV saxagliptin, sitagliptin, linagliptin e vildagliptin, mentre come controlli si erano scelti glipizide, un placebo o nessun trattamento.

In quattro studi erano state riportate le variazioni medie non aggiustate dei livelli di HbA1c a 12 settimane e i ricercatori hanno osservato un miglioramento significativo nei livelli di HbA1c nei partecipanti trattati con inibitori della DPP-IV rispetto a quelli trattati con un placebo o non sottoposti ad alcun trattamento.

In tre studi nei quali erano state riportate le variazioni medie non aggiustate dei livelli di HbA1c a 24 settimane, il trattamento con inibitori della DPP-IV è risultato associato a una riduzione non significativa dei livelli di HbA1c rispetto al placebo o all’assenza di trattamento (P = 0,07), mentre nei partecipanti sottoposti a dialis, la riduzione ottenuta con questi farmaci è risultata statisticamente significativa (P <0,00001). Invece, i ricercatori non hanno osservato alcuna differenza significativa nelle variazioni dell’HbA1c tra i partecipanti trattati con inibitori della DPP-IV e quelli trattati con sulfoniluree, né a 52 né a 54 settimane.

Il target di HbA1c inferiore al 7% è stato raggiunto da un numero significativamente maggiore di partecipanti trattati con linagliptin rispetto ai controlli trattati con placebo (P = 0,03) a 12 settimane, mentre non si sono osservate differenze significative tra i pazienti trattati con gli inibitori della DPP-IV e i controlli nel raggiungimento di questo obiettivo né a 52 né a 54 settimane.

Sul fronte della sicurezza, negli studi in cui si è utilizzata glipizide come controllo, i partecipanti trattati con inibitori della DPP-IV hanno avuto un numero significativamente inferiore di episodi ipoglicemici sintomatici (P < 0,0001) sia a 52 sia a 54 settimane

"Questa metanalisi ha dimostrato che nei pazienti con tipo 2 diabete di tipo 2 con insufficienza renale cronica moderata a grave, gli inibitori DPP-IV possono essere utili nel migliorare i livelli di HbA1c, raggiungere il target di HbA1c inferiore al 7% e ridurre la glicemia a digiuno rispetto al placebo o all’assenza di trattamento, mentre sono comparabili alle sulfoniluree. Per quanto riguarda gli eventi ipoglicemici, il trattamento con un inibitore della DPP-IV può indurre meno ipoglicemie sintomatiche rispetto alle sulfoniluree, mentre è paragonabile al placebo da questo punto di vista” concludono i ricercatori.

M. Yang, et al. The effects of dipeptidyl peptidase-4 inhibitors in type 2 diabetic patients with moderate to severe chronic kidney disease: meta-analysis of randomized controlled trials by using unadjusted data. J Diabetes. 2017; doi:10.1111/1753-0407.12546.
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