Diabete di tipo 2, la prevenzione passa dal consumo di cereali integrali

Il consumo quotidiano di cereali integrali, non importa quale, riduce le probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2 negli adulti di mezza età. Anche chi segue una dieta a basso contenuto di carboidrati non dovrebbe evitare di assumerli. Sono queste le conclusioni a cui è giunto un recente studio svedese pubblicato su The Journal of Nutrition.

Il consumo quotidiano di cereali integrali, non importa quale, riduce le probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2 negli adulti di mezza età. Anche chi segue una dieta a basso contenuto di carboidrati non dovrebbe evitare di assumerli. Sono queste le conclusioni a cui è giunto un recente studio svedese pubblicato su The Journal of Nutrition.

Sovrappeso, obesità e dieta sono importanti fattori di rischio per il diabete di tipo 2. La qualità dei carboidrati può essere uno dei fattori dietetici più importanti e può essere determinata in base al contenuto di cereali integrali, di cereali raffinati e al carico glicemico. Studi su popolazioni diverse hanno costantemente rilevato che l'assunzione di cereali integrali e fibre di cereali è associata a un minor rischio di diabete di tipo 2 e prediabete, ma il ruolo dei diversi cereali è stato studiato di rado.

«I cereali integrali sono definiti come costituiti da tutti e tre i componenti principali del chicco (endosperma amidaceo, germe e crusca), mentre nei cereali raffinati è presente solo l'endosperma», scrivono gli autori. «I meccanismi alla base dell’associazione tra cereali integrali e diabete di tipo 2 non sono del tutto chiari, ma i cereali integrali possono ridurne il rischio migliorando la sensibilità all'insulina, abbassando la risposta postprandiale al glucosio e riducendo potenzialmente anche l'infiammazione».

Uno studio non limitato al solo grano
Alcuni studi precedenti avevano preso in considerazione solo il grano integrale e avevano suggerito che potesse avere un ruolo protettivo contro il diabete. I ricercatori della Chalmers University of Technology di Göteborg, in Svezia, si sono chiesti se anche gli altri cereali integrali dessero risultati simili. A questo scopo hanno analizzato i dati relativi alla salute di decine di migliaia di persone nel corso di molti anni.

«La maggior parte degli studi simili ai nostri sono stati precedentemente condotti negli Stati Uniti, dove il cereale integrale è fondamentalmente il grano», spiega il ricercatore senior Rikard Landberg. «Volevamo vedere se c'era una differenza tra i diversi cereali, che potenzialmente dovrebbero esserci, dal momento che contengono diversi tipi di fibre alimentari e sostanze bioattive».

I ricercatori hanno utilizzato i dati raccolti da oltre 55mila partecipanti allo studio di coorte danese Danish Diet, Cancer, and Health, tutti di età compresa tra i 50 ei 65 anni e senza diabete al basale.

All’arruolamento avevano compilato questionari relativi alle loro abitudini alimentari, che includevano quanti cereali integrali come grano, segale e avena assumevano ogni giorno. Inoltre avevano anche indicato quali tipi di prodotti integrali erano soliti consumare, come pane di segale e altri tipi di pane integrale, porridge di farina d'avena e muesli.

Per determinare quanti partecipanti hanno successivamente sviluppato il diabete, i ricercatori hanno anche utilizzato i dati del registro nazionale del diabete della Danimarca. Un totale di 7.417 soggetti ha ricevuto una diagnosi di diabete di tipo 2 durante un follow-up medio di 15 anni.

Tutti i cereali integrali sono salutari allo stesso modo
L’analisi ha evidenziato che l’assunzione giornaliera di qualsiasi tipo di cereale integrale sembrava avere un effetto protettivo sul diabete di tipo 2. Il rischio più basso era associato a quanti avevano riferito di consumare ogni giorno la quantità più alta di cereali integrali, cioè almeno 50 grammi, equivalente a una porzione di farina d'avena e una fetta di pane integrale.
Quindi l’effetto protettivo è risultato inversamente proporzionale alla quantità assunta: maggiore era il consumo, minore era il rischio di diabete.

L'assunzione di cereali integrali era associata a un rischio inferiore del 11% negli uomini e del 7% nelle donne per porzione di cereali integrali (16 g) al giorno. Tra i partecipanti con il maggior consumo giornaliero, il rischio di diabete era del 22% più basso per le donne e del 34% più basso per gli uomini, rispetto a quelli con il consumo minore.

«Se avessimo diviso i partecipanti americani in quattro gruppi, il gruppo che assumeva la quantità più alta di cereali integrali era allo stesso livello del gruppo che ne consumava la quantità più bassa in Danimarca», ha commentato Landberg. «In Europa, la Scandinavia è il paese che ne consuma di più, la Spagna una quantità media e l’Italia il minimo».

Più cereali integrali per tutti
«I nostri risultati sono in linea con le numerose evidenze a supporto del fatto che i cereali integrali possono essere uno dei gruppi alimentari più importanti per la prevenzione del diabete di tipo 2», concludono gli autori.

Inoltre confermano i consigli dietetici per la prevenzione del diabete, che sconsigliano il consumo di farina bianca a favore dei cibi integrali. «La farina bianca ha alcuni effetti negativi sulla salute, mentre i cereali integrali hanno diversi effetti positivi, oltre alla protezione contro il diabete di tipo 2», aggiunge Landberg.

Gli autori avvertono che alcune persone potrebbero erroneamente evitare di mangiare del tutto cereali integrali per seguire una dieta a basso contenuto di carboidrati. Tuttavia, spiegano, non tutti gli alimenti ad alto contenuto di carboidrati sono necessariamente dannosi.

«I carboidrati sono un gruppo molto vario di alimenti, tra cui zucchero, amido e fibre», osserva Landberg. «Dovremmo discuterne di più singolarmente, e non riunirli in un gruppo, perché hanno effetti completamente diversi su la nostra fisiologia e sulla salute».
«Quando si tratta di cereali integrali», aggiunge, «i risultati della ricerca sono chiari: tra i numerosi studi che sono stati fatti, in vari gruppi di persone in tutto il mondo, non c'è stato un solo studio che abbia mostrato effetti negativi sulla salute».

Bibliografia

Kyrø C et al. Higher Whole-Grain Intake Is Associated with Lower Risk of Type 2 Diabetes among Middle-Aged Men and Women: The Danish Diet, Cancer, and Health Cohor. The Journal of Nutrition, Volume 148, Issue 9, 1 September 2018, Pages 1434–1444

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