Diabete di tipo 2, linagliptin sicuro per il cuore come glimepiride. Studio CAROLINA

L'inibitore della dipeptidil peptidasi-4 (DPP-4) linagliptin, sviluppato congiuntamente da Boehringer Ingelheim e Eli Lilly, ha raggiunto l'endpoint primario nello studio CAROLINA dimostrando di non aumentare il rischio cardiovascolare rispetto a glimepiride negli adulti con diabete di tipo 2 a rischio cardiovascolare.

L’inibitore della dipeptidil peptidasi-4 (DPP-4) linagliptin, sviluppato congiuntamente da Boehringer Ingelheim e Eli Lilly, ha raggiunto l’endpoint primario nello studio CAROLINA dimostrando di non aumentare il rischio cardiovascolare rispetto a glimepiride negli adulti con diabete di tipo 2 a rischio cardiovascolare.

Lo studio CAROLINA (CARdiovascular Outcome study of LINAgliptin versus glimepiride in patients with type 2 diabetes) ha valutato la sicurezza cardiovascolare di linagliptin alla dose di 5 mg in singola dose giornaliera rispetto alla sulfonilurea glimepiride, in aggiunta alla terapia standard, in 6.033 adulti con diabete di tipo 2 in fase iniziale e un alto rischio cardiovascolare o malattia cardiovascolare accertata.

Risultati di sicurezza positivi
L’obiettivo principale era definito come la non-inferiorità rispetto a glimepiride in termini di tempo intercorso al primo evento di mortalità per cause cardiovascolari, infarto del miocardio non-fatale o ictus non-fatale (MACE-3). Il follow-up mediano superiore a sei anni è il più lungo di sempre in uno studio sugli esiti cardiovascolari per un inibitore DDP-4, fanno notare le aziende.

Secondo quanto dichiarato in fase di presentazione dei risultati, il profilo di sicurezza complessivo di linagliptin nello studio CAROLINA si è dimostrato coerente con quanto già osservato in precedenza, senza nuove segnalazioni relative alla sicurezza.

Jeff Emmick, vice presidente dello sviluppo del prodotto in Eli Lilly, ha dichiarato che «questi dati avvalorano ulteriormente il profilo di sicurezza e tollerabilità consolidato di linagliptin, un'opzione importante per i medici che considerano un inibitore DPP-4 per i loro pazienti con diabete di tipo 2. Non vediamo l’ora di condividere i risultati completi entro la fine dell'anno».

I risultati completi del trial saranno presentati il prossimo giugno al congresso dell'American Diabetes Association che si terrà a San Francisco.

Una doppia conferma sulla sicurezza cardiovascolare
Le persone con diabete di tipo 2 hanno un rischio maggiore di malattie cardiovascolari che, nonostante i progressi nelle opzioni di trattamento, rimangono la principale causa di morte per questa popolazione di pazienti. Insieme al precedente studio CARMELINA, che ha dimostrato per linagliptin una sicurezza cardiovascolare a lungo termine simile al placebo negli adulti con diabete di tipo 2 ad alto rischio di malattia cardiaca o renale, CAROLINA conferma il profilo di sicurezza generale a lungo termine del farmaco in una vasta gamma di adulti con diabete di tipo 2.

«Le linee guida dell'American College of Cardiology e dell’American Diabetes Association raccomandano trattamenti del diabete di tipo 2 con comprovati benefici cardiovascolari per i pazienti con malattia cardiovascolare accertata», ha dichiarato Thomas Seck, responsabile della medica in Boehringer. «Ma i medici che prendono in considerazione l’impiego di terapie aggiuntive per abbassare i valori di glucosio nei loro pazienti hanno bisogno di un inibitore DPP-4 con un accertato profilo di sicurezza a lungo termine. I due studi fanno sì che linagliptin sia supportato da un insieme di dati sul profilo di sicurezza tra i più completi per un DPP-4».

Il precedente studio CARMELINA
Si è trattato di un trial clinico multinazionale, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo che ha coinvolto 6.979 adulti con diabete di tipo 2 provenienti da 27 paesi in più di 600 siti, seguiti osservati per una durata mediana di 2,2 anni.

Ha valutato l'impatto di linagliptin sulla sicurezza cardiovascolare e renale negli adulti con diabete di tipo 2 ad alto rischio di malattie cardiache e/o renali. Lo studio ha raggiunto il suo endpoint primario, dimostrando un profilo di sicurezza cardiovascolare simile al placebo quando aggiunto alla terapia standard.

CARMELINA includeva anche un endpoint composito secondario chiave, che ha evidenziato per linagliptin un profilo di sicurezza renale simile al placebo, come è stato anche rilevato in merito alla percentuale di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca.