Diabete

Diabete di tipo 2, liraglutide batte lixisenatide sul controllo glicemico

Lliraglutide si è dimostrata significativamente più efficace di lixisenatide, in aggiunta a metformina, nel ridurre i livelli di emoglobina glicata (HbA1c) in uno studio di confronto testa a testa presentato a Stoccolma in occasione del congresso della European Association for the Study of Diabetes (EASD).

In questo studio, infatti, la combinazione liraglutide/metformina ha portato a una riduzione dell’HbA1c dell’1,83%, contro una riduzione dell’1,21% ottenuta con lixisenatide/metformina.

Questa differenza significativa nel controllo della glicemia "rafforza il valore di liraglutide quale trattamento efficace per i pazienti con diabete di tipo 2 altrimenti trattati con ipoglicemizzanti orali" ha dichiarato l’autore principale dello studio, Michael Nauck, della Divisione di Diabetologia del St. Josef Hospital, della Ruhr-Universität Bochum, in Germania.

Entrambi i farmaci sono agonisti del recettore del glucagone-like peptide 1 (GLP-1) in monosomministrazione giornaliera. Obiettivo dei ricercatori in questo studio, oltre che confrontarne l’efficacia sul fronte del controllo glicemico, era valutare gli effetti di liraglutide e lixisenatide sulla funzione beta-cellulare e su altri parametri di efficacia, nonché la sicurezza dei due trattamenti.

A tale scopo, Nauck e i colleghi hanno eseguito un trial randomizzato, in aperto e a gruppi paralleli, della durata di 26 settimane, che ha coinvolto 404 pazienti adulti affetti da diabete di tipo 2 non controllato adeguatamente con la sola metformina, con valori di HbA1c compresi tra il 7,5 e il 10,5% e con un BMI ≥ 20 kg/m2.

I partecipanti sono stati trattati in rapporto 1:1 con liraglutide 1,8 mg una volta al giorno oppure lixisenatide 20 mcg una volta al giorno (un’ora prima di colazione o di cena) in aggiunta a metformina (dose massima tollerata: 1000-3000 mg al giorno).

Nel gruppo trattato con liraglutide si è ottenuta una riduzione significativamente maggiore dell’HbA1c rispetto al gruppo trattato con lixisenatide (differenza stimata tra i due trattamenti: -0,62%; IC al 95% da -0 0,80 a -0,44; P <0,0001); inoltre, nel gruppo liraglutide un numero significativamente superiore di pazienti ha raggiunto i target di HbA1c <7% e ≤ 6,5% rispetto al gruppo lixisenatide: rispettivamente 74,2% contro 45,5% e 54,6% contro 25,2% (P < 0,0001 per entrambi i confronti).

Liraglutide si è dimostrata superiore al farmaco di confronto anche nel ridurre la glicemia a digiuno (-2,85 mmol/l contro 1,70 mmol/l; P < 0,0001) e nel migliorare l’indice HOMA-B, indice della funzione beta-cellulare. 

I due GLP-1 agonisti hanno dato, invece, risultati simili sul fronte della perdita di peso (-4,26 kg nel gruppo liraglutide contro -3,67 kg nel gruppo lixisenatide) e delle riduzioni della pressione sistolica (rispettivamente -4,7 mmHg contro -3,49 mmHg) e diastolica (rispettivamente 2,62 mmHg contro -2,69 mmHg;).

Entrambi i trattamenti, ha riferito Nauck, sono stati ben tollerati e il profilo di sicurezza complessivo è apparso simile, così come il profilo degli effetti gastrointestinali, che sono stati gli eventi avversi più comuni (nausea: 21,8% con entrambi i farmaci, diarrea: 12,4% con liraglutide e 9,9% con lixisenatide.

Inoltre, il rischio di ipoglicemia è risultato basso. Infatti, gli episodi ipoglicemici confermati sono stati rari (quattro episodi in tre pazienti nel gruppo liraglutide e otto episodi in cinque pazienti nel gruppo lixisenatide) e nessuno di essi è stato grave.

Alessandra Terzaghi

Michael A., et al. Once-daily liraglutide vs lixisenatide as add-on to metformin in type 2 diabetes: a 26-week randomised controlled clinical trial. EASD 2015; abstract 75.
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