Diabete di tipo 2, maggior rischio di insorgenza con alti livelli di aldosterone

Un aumento dei livelli di aldosterone č associato a un maggior rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, con effetti particolarmente rilevanti in alcuni gruppi etnici come afroamericani e soprattutto cinesi americani, nei quali il rischio č 10 volte pių alto. Questi dati potrebbero aprire la strada a un intervento mirato sull'aldosterone per prevenire i nuovi casi di diabete. Sono i risultati di uno studio prospettico pubblicato sul Journal of American Heart Association.

Un aumento dei livelli di aldosterone è associato a un maggior rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, con effetti particolarmente rilevanti in alcuni gruppi etnici come afroamericani e soprattutto cinesi americani, nei quali il rischio è 10 volte più alto. Questi dati potrebbero aprire la strada a un intervento mirato sull’aldosterone per prevenire i nuovi casi di diabete. Sono i risultati di uno studio prospettico pubblicato sul Journal of American Heart Association.

L'aldosterone, un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali, è noto per essere associato all'ipertensione e può aumentare la resistenza all'insulina e comprometterne la secrezione, due fattori critici nello sviluppo del diabete di tipo 2.

«In questo studio prospettico su adulti multietnici senza diabete di tipo 2, l'aldosterone è risultato associato positivamente alla glicemia a digiuno, all'insulino-resistenza e al rischio di diabete di tipo 2 nell’arco di 10,5 anni», affermano l’autore Joshua Joseph, dell’Ohio State Wexner Medical Center a Columbus, e colleghi.

«Sappiamo che esiste una relazione tra aldosterone e diabete di tipo 2», ha detto Joseph in un comunicato stampa, aggiungendo che intende approfondire la ricerca grazie uno studio clinico finanziato a livello federale per indagare ulteriormente il ruolo dell'aldosterone nel metabolismo del glucosio. L’arruolamento dei pazienti è previsto nel prossimo anno.

L'obiettivo finale è capire se intervenire in qualche modo sull’aldosterone, come per esempio attraverso il sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS), può aiutare a prevenire lo sviluppo del diabete di tipo 2 e, se così fosse, determinare le soglie che guideranno la cura e il trattamento, spiegano gli autori.

Maggior rischio di diabete con alti livelli di aldosterone
Per comprendere meglio il ruolo dell'aldosterone nel diabete di tipo 2, i ricercatori hanno valutato i dati prospettici di 1.570 adulti che hanno partecipato allo studio MESA (Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis). L’età dei soggetti variava tra 45 e 84 anni, il 44% erano bianchi, il 13% erano cinesi americani, il 19% afroamericani e il 24% ispano-americani, senza malattia cardiovascolare clinica al basale.

In un follow-up di 10,5 anni, ci sono stati 116 nuovi casi di diabete, definito come glicemia a digiuno ≥126 mg/dL o uso di farmaci antidiabetici al controllo.

Nel complesso un aumento del 100% di aldosterone è stato associato a un incremento di 2,6 mg/dl della glicemia a digiuno, oltre a maggiori anomalie nell’omeostasi glicemica (p<0,01). Considerando che ogni deviazione standard del log-aldosterone era associata a un aumento del 44% del rischio di diabete nel totale dei partecipanti (p<0,01), l'incremento era del 49% negli afroamericani e del 142% nei cinesi americani (p<0,01).

Le associazioni persistevano anche dopo aver aggiustato diversi fattori di rischio per il diabete di tipo 2, compresi età, condizione socioeconomica, razza/etnia, attività fisica, circonferenza della vita, adipochine (leptina e adiponectina) e infiammazione (proteina C-reattiva ad alta sensibilità, interleuchina-6, fattore di necrosi tumorale alfa).

Inoltre, il rischio di diabete di tipo 2 è risultato aumentato indipendentemente dal fatto che i partecipanti presentassero un "fenotipo renina soppresso” (uno stato di produzione autonoma di aldosterone)" o un "fenotipo renina non soppresso "(uno stato di attivazione del recettore mineralcorticoide potenzialmente appropriato nel contesto della secrezione fisiologica di aldosterone renina-dipendente), indicando che «gli individui con aldosterone sia fisiologicamente che autonomamente più elevato sono entrambi a più alto rischio di diabete di tipo 2» commentano gli autori.

Ulteriori analisi hanno mostrato associazioni dose-dipendenti tra i livelli di aldosterone e il diabete di tipo 2 nei neri americani e nei cinesi americani, ma non negli ispanici o nei bianchi, suggerendo una potenziale influenza delle differenze nella fisiologia tra razze diverse.

Una questione da approfondire
Per spiegare l’elevata associazione osservata in particolare tra i cinesi americani, gli autori hanno ipotizzato il coinvolgimento della sensibilità al sale, la produzione di aldosterone, il legame recettoriale e la trasduzione del segnale post-recettoriale in risposta all'aldosterone.

Lo studio ha importanti limitazioni, tra cui una sola misurazione dell’aldosterone, che ha impedito di valutare le variazioni dei suoi livelli in relazione al metabolismo del glucosio, e l’assenza delle misurazioni del sodio urinario nelle 24 ore, che hanno impedito la valutazione dell'assunzione di sale nella dieta.

In ogni caso, data la potenziale rilevanza clinica di un intervento mirato sull'aldosterone nella prevenzione del diabete di tipo 2, «un'ulteriore ricerca per chiarire i meccanismi alla base delle differenze razziali/etniche nell'associazione tra aldosterone e nuovi casi di diabete di tipo 2 è di importanza rilevante», concludono gli autori

Bibliografia

Joseph JJ et al. Renin‐Angiotensin‐Aldosterone System, Glucose Metabolism and Incident Type 2 Diabetes Mellitus: MESA. J Am Heart Assoc. Published online September 4, 2018

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