Diabete

Diabete di tipo 2, miglior controllo della glicemia con insulina degludec

I pazienti adulti con diabete di tipo 2 che assumevano insulina basale per la prima volta hanno avuto una riduzione significativa dell'emoglobina glicata (HbA1c) e un numero inferiore di episodi ipoglicemici con insulina degludec rispetto all'insulina glargine U300. Sono i risultati dello studio CONFIRM, presentati al congresso dell'American Diabetes Association (ADA) a Orlando, Florida.

I pazienti adulti con diabete di tipo 2 che assumevano insulina basale per la prima volta hanno avuto una riduzione significativa dell'emoglobina glicata (HbA1c) e un numero inferiore di episodi ipoglicemici con insulina degludec rispetto all’insulina glargine U300. Sono i risultati dello studio CONFIRM, presentati al congresso dell’American Diabetes Association (ADA) a Orlando, Florida.

CONFIRM è un ampio studio retrospettivo e osservazionale di real world evidence, condotto su 4.056 pazienti adulti con diabete di tipo 2 naïve al trattamento con insulina (cioè con nessuna evidenza di uso di insulina almeno 365 giorni prima della data di inizio studio) che ha messo a confronto l’efficacia dell’insulina degludec con l'insulina glargine U300.

I pazienti avevano diabete non controllato nonostante fossero in terapia con uno o più farmaci antidiabetici orali o un agonista del recettore GLP-1, e avevano ricevuto la prescrizione di insulina degludec o insulina glargine U300.

Le cartelle cliniche elettroniche provenivano da più sistemi sanitari negli Stati Uniti. L'endpoint primario era il cambiamento di HbA1c dal basale a sei mesi. Gli endpoint secondari includevano la percentuale di ipoglicemia, la proporzione di pazienti con almeno un episodio ipoglicemico e la percentuale di interruzione del trattamento.

Miglior controllo glicemico e aderenza alla terapia
Dopo 6 mesi di follow-up i soggetti trattati con degludec avevano una HbA1c significativamente più bassa (-0.3%) rispetto a quelli trattati con glargine U300 (-1,5% vs. -1,2% rispettivamente; p=0,029).

I risultati degli endpoint secondari hanno evidenziato che gli episodi ipoglicemici erano del 30% inferiori con degludec rispetto a glargine (rapporto di frequenza: 0,70, p=0.045), e con degludec anche la percentuale di pazienti affetti da ipoglicemia era significativamente più bassa (OR 0,64; p<0.01).

Inoltre i soggetti trattati con insulina degludec hanno mostrato una maggiore aderenza al trattamento; il gruppo glargine aveva un rischio di interruzione della terapia del 37% superiore dopo 2 anni (HR 1,37, p<0,01).

I pazienti trattati con glargine U300 avevano un rischio maggiore del 37% di interruzione del trattamento rispetto a degludec (rapporto di rischio: 1,37, p <0,01).

Lo studio ha comunque dei limiti, dati dalla mancanza di randomizzazione, caratteristica di tutti gli studi real world che comporta una potenziale sottostima dell'ipoglicemia (comune a entrambi i bracci di trattamento, quindi il rapporto di frequenza e il rapporto di probabilità dovrebbero essere preservati) e il breve periodo di follow-up di 6 mesi.

Inoltre nello studio c’è solo l’evidenza di insulina prescritta e non l’uso effettivo (se il farmaco è stato acquistato).

«Gli studi sul mondo reale sono importanti per capire come gli studi clinici possano tradursi in un reale valore per i pazienti nella pratica clinica quotidiana», ha dichiarato Todd Hobbs, vice presidente USA di Novo Nordisk. «I risultati di CONFIRM si aggiungono alle altre evidenze cliniche sull’insulina degludec negli gli adulti con diabete di tipo 2».

Bibliografia

Tibaldi J et al. Clinical Outcome Assessment of the Effectiveness of Insulin Degludec (Degludec) in Real-life Medical Practice (CONFIRM)—A Comparative Effectiveness Study of Degludec and Insulin Glargine 300U/mL (Glargine U300) in Insulin-Naïve Patients with Type 2 Diabetes (T2D). Diabetes Jul 2018, 67 (Supplement 1) 98-LB

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