Diabete di tipo 2, minor rischio di morte con la terapia intensiva per l'ipertensione

Le persone con diabete di tipo 2 che hanno ricevuto un trattamento intensivo per mantenere i loro livelli di pressione arteriosa a 130/80 mmHg o meno avevano meno infarti, ictus e altre complicanze del diabete, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Hypertension dell'American Heart Association (AHA).

Le persone con diabete di tipo 2 che hanno ricevuto un trattamento intensivo per mantenere i loro livelli di pressione arteriosa a 130/80 mmHg o meno avevano meno infarti, ictus e altre complicanze del diabete, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Hypertension dell'American Heart Association (AHA).

Questi pazienti avevano anche un rischio complessivo più basso di morire per qualsiasi causa, un beneficio osservato indipendentemente dal preesistente rischio cardiovascolare e dalla pressione arteriosa di base.

I risultati hanno gettato nuova luce sugli obiettivi ottimali della pressione sanguigna e potrebbero aiutare a trovare un punto di incontro tra le diverse linee guida per il trattamento dell'ipertensione nelle persone con diabete di tipo 2, la forma più comune della malattia che colpisce oltre 420 milioni di persone in tutto il mondo.

«I nostri risultati dimostrano un beneficio di una terapia più intensiva, che mira a soglie di pressione arteriosa di 130/80 mmHg o inferiori e dovrebbe aiutare a risolvere l’attuale confusione sui migliori obiettivi pressori per chi è affetto da diabete», ha detto l’autore senior dello studio Bill McEvoy, professore di cardiologia preventiva presso la National University of Ireland a Galway.

Correlazione diabete-ipertensione
Secondo il rapporto del 2017 redatto dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC) negli Stati Uniti oltre 100 milioni le persone in condizione di con diabete o prediabete. Sempre per i CDC sono 75 milioni gli statunitensi con la pressione alta, ma solo in circa la metà di essi viene tenuta sotto controllo.

Viene definita "preipertensione" una pressione sistolica compresa tra 120 e 139 mm Hg e una diastolica compresa tra 80 e 89 mmHg per la pressione diastolica. Valori di 140/90 vengono già considerati pressione alta.

L'ipertensione non trattata alimenta il rischio di problemi cardiovascolari, compresi infarti e ictus, mentre il diabete comporta un rischio cardiovascolare indipendentemente dall'ipertensione. La presenza contemporanea di ipertensione e diabete aumenta drasticamente il rischio di malattie cardiovascolari.

La AHA stima che quasi il 70% delle persone di 65 anni o più con il diabete muoia per malattie cardiovascolari e il 16% a causa di ictus. Inoltre le persone con diabete hanno fino a quattro volte più probabilità di morire di malattie cardiache rispetto a quelle senza diabete.

Per aiutare le persone con diabete e ipertensione a ridurre la pressione sanguigna, le linee guida 2017 della AHA raccomandavano il trattamento intensivo. Il nuovo studio ha rivelato che livelli di pressione arteriosa di 130/80 mmHg possono essere di beneficio per le persone, indipendentemente dal rischio cardiovascolare.

Benefici della terapia intensiva per l'ipertensione
Precedenti risultati avevano suggerito che il trattamento dell'ipertensione era efficace, ma i ricercatori non sapevano se questo beneficio poteva riguardare anche chi era affetto da diabete e aveva una pressione arteriosa inferiore a 140/90 mmHg.

I ricercatori hanno analizzato gli esiti di circa 11mila persone con diabete di tipo 2 seguiti per 4 anni in 215 centri clinici in 20 paesi come parte dello studio internazionale ADVANCE. Hanno esaminato i soggetti con diabete di tipo 2 e ipertensione con diversi livelli di rischio cardiovascolare e che erano stati sottoposti a un trattamento intensivo per la riduzione della pressione, per poi confrontarli con quanti avevano entrambe le condizioni ma avevano ricevuto un placebo.

I risultati dello studio suggeriscono che puntare a livelli di pressione arteriosa pari a 130/80 mmHg o inferiori può giovare ai pazienti a vari gradi di elevazione della pressione arteriosa al basale e con diverso rischio cardiovascolare, un punteggio composito che stima la probabilità di una persona di avere un infarto o un ictus entro 10 anni.

Durante il periodo di studio si sono verificati oltre 800 decessi e 950 eventi vascolari maggiori, inclusi infarti, ictus, malattie renali diabetiche e malattie degli occhi diabetici. Coloro i quali hanno ricevuto un trattamento intensivo per la riduzione della pressione sanguigna hanno sperimentato il 9% di eventi in meno e il 14% di morti in meno rispetto a chi era stato sottoposto a placebo.

«I pazienti, compresi quelli con diabete, con livelli di pressione sanguigna superiori a 130/80 in due controlli consecutivi dovrebbero valutare con i loro medici se hanno bisogno di modificare la loro terapia per abbassare la pressione», ha affermato McEvoy.

Bibliografia

Rahman F et al. Effects of Blood Pressure Lowering on Clinical Outcomes According to Baseline Blood Pressure and Cardiovascular Risk in Patients With Type 2 Diabetes Mellitus. Hypertension. 2019 Jun;73(6):1291-1299.

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