Diabete di tipo 2, resveratrolo pu˛ ridurre la rigiditÓ arteriosa

In uno studio presentato di recente durante le Arteriosclerosis, Thrombosis and Vascular Biology/Peripheral Vascular Disease Scientific Sessions, dell'American Heart Association, il resveratrolo ha mostrato di poter ridurre la rigiditÓ arteriosa nei pazienti affetti da diabete di tipo 2

In uno studio presentato di recente durante le Arteriosclerosis, Thrombosis and Vascular Biology/Peripheral Vascular Disease Scientific Sessions, dell’American Heart Association, il resveratrolo ha mostrato di poter ridurre la rigidità arteriosa nei pazienti affetti da diabete di tipo 2

"Questo risultato va ad aggiungersi alle evidenze emergenti in base alle quali possono esserci interventi che potrebbero ridurre le anomalie dei vasi sanguigni che si verificano con l'invecchiamento e sono più pronunciate nelle persone con diabete di tipo 2 e obese" afferma Naomi M. Hamburg, della Boston University, in un comunicato stampa.

Nello studio, la Hamburg e i colleghi hanno misurato la rigidità aortica in 57 pazienti con diabete di tipo 2, con un’età media di 56 anni, per il 52% donne e con un BMI medio pari a 31,7 kg/m2. Le pazienti sono state assegnate al trattamento con resveratrolo 100 mg/die per 2 settimane, seguito poi da 300 mg/die per 2 settimane o un placebo.

La velocità dell'onda di polso carotideo-femorale (una delle metodiche di misurazione della rigidità arteriosa) è risultata numericamente più bassa nel gruppo assegnato al resveratrolo (P = 0,18) rispetto al gruppo assegnato al placebo. I 23 pazienti che all'inizio dello studio avevano un’elevata rigidità arteriosa hanno mostrato una riduzione della velocità dell'onda di polso carotideo-femorale senza alterazioni della pressione arteriosa sistemica durante il trattamento con resveratrolo 300 mg (il 9,1%) e con resveratrolo 100 mg (4,8%), mentre nel gruppo trattato con placebo la rigidità è aumentata.

I ricercatori hanno quindi raccolto cellule endoteliali venose da sette pazienti assegnati al trattamento resveratrolo, scoprendo che queste cellule presentavano un'attività aumentata della sirtuina 1 (SIRT1), fenomeno che potrebbe essere alla base dell'inversione del processo di irrigidimento delle arterie osservato nel gruppo trattato con questo agente.

La Hamburg e i colleghi non hanno, invece, osservato alcun effetto del resveratrolo sulla dilatazione mediata dal flusso arterioso brachiale, sull'iperemia reattiva o sulla tonometria dell'ampiezza dell'impulso.

"Abbiamo scoperto che il resveratrolo attiva anche il gene della longevità SIRT1 nell'uomo e questo potrebbe essere un possibile meccanismo con cui questa sostanza riduce la rigidità aortica" afferma Ji-Yao Ella Zhang, del Boston University Whitaker Cardiovascular Institute. "Tuttavia” conclude la ricercatrice, “le variazioni evidenziate in questo studio breve e di piccole dimensioni non costituiscono una prova. Servono studi con un trattamento più lungo per testare gli effetti di una supplementazione giornaliera con resveratrolo sulla funzione vascolare".