Diabete di tipo 2, semaglutide orale pił efficace di empagliflozin e liraglutide a 52 settimane #ADA2019

Negli adulti con diabete di tipo 2, semaglutide orale ha mostrato riduzioni della glicemia superiori a empagliflozin a 26 e 52 settimane e non inferiori a liraglutide a 26 settimane ma significativamente superiori a 52 settimane, secondo i risultati degli studi PIONEER 2 e 4 presentati al congresso dell'American Diabetes Association (ADA) 2019 che si č tenuto a San Francisco, in California.

Negli adulti con diabete di tipo 2, semaglutide orale ha mostrato riduzioni della glicemia superiori a empagliflozin a 26 e 52 settimane e non inferiori a liraglutide a 26 settimane ma significativamente superiori a 52 settimane, secondo i risultati degli studi PIONEER 2 e 4 presentati al congresso dell’American Diabetes Association (ADA) 2019 che si è tenuto a San Francisco, in California.

PIONEER 2: semaglutide orale meglio di empagliflozin
In PIONEER 2, il GLP-1 agonista semagludide orale alle dose di 14 mg ha dimostrato una riduzione significativa della HbA1c rispetto all’inibitore SGLT-2 empagliflozin 25 mg sia nell’endpoint primario a 26 settimane (1,3% vs 0,9%, p<0,0001) che in quello secondario a 52 settimane. Inoltre la riduzione del peso corporeo è risultata simile con entrambi i farmaci, senza differenze statistiche a 26 e 52 settimane (3,8 kg per semaglutide orale a 26 e 52 settimane, 3,7 kg e 3,6 kg per empagliflozin).

L'evento avverso più comune con semaglutide orale era la nausea, che ha interessato il 20% dei soggetti trattati e diminuiva nel tempo, mentre con empagliflozin si è verificata nel 2% dei pazienti. La percentuale di persone che hanno interrotto il trattamento a causa degli effetti collaterali è stata dell'11% per semaglutide orale e del 4% con empagliflozin.

Lo studio è stato contemporaneamente pubblicato su The Lancet.

PIONEER 4: semaglutide orale meglio di liraglutide e placebo
In PIONEER 4, negli adulti con diabete di tipo 2 non adeguatamente controllato con metformina, con o senza un SGLT-2 inibitore, nell'endpoint primario a 26 settimane semaglutide orale 14 mg ha dimostrato una riduzione della HbA1c non inferiore all’analogo GLP-1 liraglutide (1,2% vs 1,1%,) e superiore al placebo (1,2% vs 0,2%,) In quello secondario a 52 settimane, la riduzione dell’emoglobina glicata con semaglutide orale è risultata significativamente inferiore sia a liraglutide (1,2% vs 0,9%) che a placebo (1,2% vs 0,2%).

Nell’endpoint secondario di variazione del peso corporeo, semaglutide orale ha dimostrato riduzioni superiori rispetto a liraglutide e placebo a 26 settimane (4,4 kg per semaglutide orale, 3,1 kg per liraglutide e 0,5 kg per il placebo) e riduzioni significative rispetto a entrambi a 52 settimane (4,3 kg per semaglutide orale, 3,0 kg per litaglutide e 1,0 kg per il placebo).

Anche in PIONEER 4 il più frequente evento avverso con semaglutide orale era la nausea, sempre nel 20% dei trattati. Con liragludide e placebo si è manifestata rispettivamente nel 18% e nel 4% dei casi. Hanno interrotto il trattamento a causa degli effetti collaterali l'11% dei trattati con semaglutide orale, il 9% con liraglutide e il 4% con il placebo.

«Nonostante la loro comprovata sicurezza ed efficacia, gli agonisti del recettore del GLP-1 sono sottoutilizzati nella pratica clinica», hanno affermato Ildiko Lingvay, dello University of Texas Southwestern Medical Center, Dallas, Texas e sperimentatore in entrambi gli studi. «Come medico sono incoraggiato da questi risultati e dal potenziale del semaglutide orale come nuova opzione di trattamento per quanti vivono con il diabete di tipo 2».

Informazioni sugli studi PIONEER 2 e PIONEER 4
PIONEER 2 era uno studio di fase III multicentrico, randomizzato, in aperto, della durata di 52 settimane, a gruppi paralleli, che ha confrontato l'efficacia e la sicurezza di semaglutide orale 14 mg con empagliflozin 25 mg in 822 soggetti con diabete di tipo 2 non adeguatamente controllato con metformina.

L'endpoint primario era la variazione della HbA1c dal basale alla settimana 26, mentre l'endpoint secondario di conferma era la variazione del peso corporeo dal basale alla settimana 26. Ulteriori endpoint secondari chiave includevano la variazione dell’emoglobina glicata e del peso corporeo dal basale alla settimana 52.

PIONEER 4 era uno studio di fase III multinazionale, randomizzato, in doppio cieco, controllato con attivo e placebo, della durata di 52 settimane, che ha confrontato l'efficacia e la sicurezza di semaglutide orale 14 mg rispetto a liraglutide 1,8 mg o placebo in 711 soggetti con diabete di tipo 2 non adeguatamente controllato con metformina, con o senza un SGLT-2 inibitore.

L'endpoint primario era la variazione dal basale alla settimana 26 della HbA1c. I principali endpoint secondari includevano il cambiamento nei valori di emoglobina glicata e nel peso corporeo dal basale alla settimana 52.

Bibliografia

Montanya E et AL. Oral semaglutide vs empagliflozin added-on to metformin monotherapy in uncontrolled type 2 diabetes: PIONEER 2. Presented at: American Diabetes Association 79th Scientific Sessions, San Francisco, CA; June 7-11, 2019. Abstract number 54-OR.
Leggi

Pratley RE et al. Oral semaglutide vs liraglutide and placebo in T2D: PIONEER 4. American Diabetes Association 79th Scientific Sessions, San Francisco, CA; June 7-11, 2019. Abstract number 55-OR.
Leggi

Pratley R et al. Oral semaglutide versus subcutaneous liraglutide and placebo in type 2 diabetes (PIONEER 4): a randomised, double-blind, phase 3a trial. The Lancet. June 08, 2019.
Leggi