Diabete

Diabete di tipo 2, semaglutide orale superiore a liraglutide e sitagliptin in due nuovi studi di Fase IIIa

I pazienti adulti con diabete di tipo 2 trattati con l'analogo GLP-1 orale semaglutide hanno ottenuto una riduzione dell'emoglobina glicata (HbA1c) e del peso corporeo superiori rispetto a quanti hanno ricevuto liraglutide o l'inibitore DPP-4 sitagliptin. Sono i risultati principali di due studi di Fase IIIa riportati dalla compagnia Novo Nordisk al completamento delle sperimentazioni.

I pazienti adulti con diabete di tipo 2 trattati con l’analogo GLP-1 orale semaglutide hanno ottenuto una riduzione dell’emoglobina glicata (HbA1c) e del peso corporeo superiori rispetto a quanti hanno ricevuto liraglutide o l'inibitore DPP-4 sitagliptin. Sono i risultati principali di due studi di Fase IIIa riportati dalla compagnia Novo Nordisk al completamento delle sperimentazioni.

E lo scorso maggio, nello di Fase IIIa PIONEER 2 in adulti con diabete di tipo 2, la formulazione orale in monosomministrazione giornaliera di semaglutide aveva portato a un miglioramento dei livelli di HbA1c superiore all'inibitore SGLT-2 empagliflozin.

La versione iniettiva sottocutanea di semaglutide, da somministrare una volta alla settimana, è stata approvata per il trattamento degli adulti con diabete di tipo 2 dalla Fda lo scorso dicembre, e dalle autorità canadesi ed europee all’inizio del 2018.

Gli studi di Fase IIIa PIONEER 4 e PIONEER 7
Nello studio PIONEER 4, semaglutide orale è stata confrontata con liraglutide e placebo in 711 pazienti con diabete di tipo 2 non controllato adeguatamente con metformina, con o senza inibitore SGLT-2. L'endpoint primario era la variazione della HbA1c dal basale alla 26a settimana.

Lo studio PIONEER 7 ha confrontato invece semaglutide orale con sitagliptin in 504 pazienti con diabete di tipo 2, non controllato adeguatamente con uno o due antidiabetici orali. L’endpoint primario era la HbA1c inferiore al 7% alla 52a settimana, nel rispetto dell'obiettivo di trattamento dell'American Diabetes Association (ADA).

In entrambi i trial sono stati applicati due approcci statistici distinti per valutare gli effetti di semaglutide orale: un approccio statistico primario richiesto dalle recenti linee guida normative, che valuta l'effetto indipendentemente dalla sospensione del trattamento e dall'uso di farmaci di salvataggio, e un approccio statistico secondario che descrive l'effetto durante il trattamento e senza l'uso di farmaci di salvataggio.

Risultati positivi in PIONEER 4
Secondo quanto riferito dall’azienda, utilizzando l'approccio statistico primario PIONEER 4 ha raggiunto il suo obiettivo primario, dimostrando con semaglutide una riduzione di HbA1c non inferiore, e una perdita di peso significativamente superiore rispetto a liraglutide, dopo 26 settimane. Semaglutide ha inoltre comportato riduzioni significativamente superiori dei livelli di HbA1c e del peso corporeo rispetto al placebo.

L’utilizzo di un secondo approccio statistico ha evidenziato che nei pazienti trattati con semaglutide la HbA1c si è ridotta dell'1,3% e dell'1,2% rispettivamente alla 26a e alla 52a settimana, rispetto all'1,1% e allo 0,9% con liraglutide. Nel gruppo placebo, la HbA1c è invece diminuita dello 0,1% alla 26a settimana, ma è aumentata dello 0,2% alla settimana 52.
Ulteriori risultati hanno mostrato con semaglutide una riduzione del peso corporeo rispetto al basale di 4,7 e 5 kg, rispettivamente dopo 26 e 52 settimane, rispetto a 3,2 e 3,1 kg con liraglutide, e 0,7 e 1,2 kg con il placebo.

Risultati positivi in PIONEER 7
Anche lo studio PIONEER 7 ha raggiunto il suo obiettivo principale. In base all’approccio statistico primario, la percentuale di pazienti che hanno raggiunto l'obiettivo di trattamento ADA di HbA1c sotto il 7% alla 52a settimana è stata significativamente superiore con semaglutide rispetto a sitagliptin, e lo stesso è avvenuto per la riduzione del peso corporeo.

Con il secondo approccio statistico, i pazienti nel gruppo semaglutide hanno ottenuto una riduzione della HbA1c dell'1,4% rispetto allo 0,7% con sitagliptin alla 52a settimana. Inoltre, a partire da una HbA1c basale dell'8,3%, il 63% di coloro che hanno ricevuto semaglutide ha raggiunto l'obiettivo di HbA1c, rispetto al 28% dei pazienti trattati con sitagliptin, dopo 52 settimane di trattamento. La riduzione del peso corporeo alla settimana 52 è stata di 2,9 kg con semaglutide, contro 0,8 kg con sitagliptin.

Novo Nordisk ha osservato che l'evento avverso più comune legato a semaglutide è stata la nausea, che "è diminuita nel tempo", che si è verificata rispettivamente nel 20% e nel 21% dei pazienti trattati con il farmaco per via orale in PIONEER 4 e PIONEER 7, rispetto al 18% con liraglutide e al 2% con sitagliptin.

Nel dato cumulativo dei due studi, rispettivamente l'11 e il 9% dei pazienti a cui è stata somministrata semaglutide hanno interrotto il trattamento a causa di eventi avversi, contro il 9% con liraglutide e il 3% con sitagliptin.

Un potenziale di vendita di 5 miliardi di dollari
«Semaglutide orale è stata superiore a sitagliptin, documentando una maggiore percentuale di persone che hanno raggiunto l'obiettivo ADA» ha detto Mads Krogsgaard Thomsen, CEO di Novo Nordisk. «Allo stesso tempo, abbiamo dimostrato che semaglutide orale è ancora più efficace nel ridurre il glucosio e il peso corporeo rispetto al più diffuso trattamento iniettabile GLP-1, liraglutide».

Commentando i risultati, gli analisti di Bernstein li hanno ritenuti migliori del previsto, mentre gli analisti di Deutsche Bank hanno osservato che «sono dati importanti, in quanto posizionano semaglutide orale allo stesso livello del leader di mercato GLP-1 iniettabile». Hanno anche previsto che semaglutide orale potrebbe arrivare a generare vendite per oltre 5 miliardi di dollari all'anno.

Novo Nordisk ha anticipato che i risultati di un altro studio, il PIONEER 3, che sta confrontando tre livelli di dosaggio di semaglutide orale con sitagliptin, sono attesi entro la fine del secondo trimestre.


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