Diabete di tipo 2, sostituire i carboidrati con le noci può ridurre glicemia e colesterolo LDL

Secondo scienziati canadesi l'assunzione di circa 70 g di noci al giorno al posto di carboidrati ricchi di amidi migliora il controllo glicemico ed è associato negativamente ai fattori di rischio lipidico per gli eventi cardiovascolari negli adulti con diabete di tipo 2. I risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Diabetologia supportano il vantaggio di includere le noci nella dieta di individui con diabete, nonostante le precedenti preoccupazioni sulla loro alta densità di grassi e di energia.

Secondo scienziati canadesi l’assunzione di circa 70 g di noci al giorno al posto di carboidrati ricchi di amidi migliora il controllo glicemico ed è associato negativamente ai fattori di rischio lipidico per gli eventi cardiovascolari negli adulti con diabete di tipo 2. I risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Diabetologia supportano il vantaggio di includere le noci nella dieta di individui con diabete, nonostante le precedenti preoccupazioni sulla loro alta densità di grassi e di energia.

Per molti anni si è passati alla sostituzione dei carboidrati raffinati con oli vegetali insaturi. Diversi studi hanno evidenziato i benefici delle diete a basso contenuto di carboidrati di origine vegetale nelle malattie cardiovascolari (CVD) e sull’incidenza del diabete. In particolare, questi benefici sono stati attribuiti all'uso di noci come fonte di oli vegetali.

«Il beneficio dato dalla riduzione del carico glicemico della dieta mediterranea con l'aggiunta di olio d'oliva o noci miste è stato chiaramente dimostrato nello studio PREDIMED (Prevención con Dieta Mediterránea)», scrivono l’autore dello studio David Jenkins e colleghi, «nel quale il 50% dei partecipanti aveva il diabete di tipo 2. L’analisi ha dimostrato una riduzione del 30% del rischio CVD, in particolare di ictus, e una riduzione dell'incidenza del diabete».

In altri studi molti tipi di noci hanno dimostrato anche di ridurre il colesterolo LDL, migliorare la funzione endoteliale e ridurre i livelli glicemici postprandiali quando consumati con un pasto a base di pane.
Inoltre riducono la placca arteriosa, misurata dallo spessore della media intima carotidea.

Sulla base di questi risultati, la Fda statunitense ha rilasciato un'indicazione sulla salute affermando che le noci riducono il rischio cardiovascolare. Inoltre, gli enti che si occupano di diabete e CVD (ad esempio la Canadian Cardiovascular Society e la European Atherosclerosis Society) stanno ora sostenendo un aumento del consumo di noci come parte delle loro raccomandazioni dietetiche.

Lo studio con le diete a base di noci miste
I ricercatori dell'Università e dell'Ospedale St. Michael di Toronto hanno reclutato un totale di 117 uomini e donne in post-menopausa con diabete di tipo 2, che assumevano agenti ipoglicemizzanti orali e con HbA1c tra 47,5 e 63,9 mmol/mol (6,5-8,0%). Dopo stratificazione per sesso e HbA1c al basale, i partecipanti sono stati randomizzati a seguire una fra tre diete per tre mesi.

La prima era una dieta completamente a base di noci miste (75 g/giorno), la seconda una dieta completamente a base di muffin che prevedeva tre muffin integrali con lo stesso apporto energetico e quantitativo proteico della prima, e la terza era una dieta con mezza porzione di noci e muffin.
L'outcome primario era il cambiamento in HbA1c. Lo studio è stato condotto in un centro di ricerca clinica ospedaliero.

Le tipologie di noci utilizzabili nello studio erano noci, mandorle, anacardi, nocciole, pinoli, noci pecan, pistacchi, e noci macadamia. Hanno tutte un basso contenuto di carboidrati, con anacardi e i pistacchi con la maggior quantità.

Riduzione della glicemia e colesterolo
La dieta completa a base di noci ha ridotto l'HbA1c di 2,0 mmol/mol (0,19%) rispetto alla dieta a base di muffin (p=0,026). Anche i livelli di colesterolo stimati in particelle LDL con un diametro
Anche se la riduzione relativa di HbA1c era piccola (2,0 mmol/mol [0,19%]), equivale quasi alla metà di quella riconosciuta dalla Fda come terapeuticamente significativa per i nuovi farmaci (3,3-4,4 mmol/mol [0,3-0,4%], assumendo un livello a digiuno di 54,1 mmol/mol [7,1%] per il calcolo).

Inoltre, questo effetto benefico del consumo di noci sulla HbA1c è stato osservato nei soggetti già trattati con una o due (media, 1,5) ipoglicemizzanti, e nonostante il 44-53% dei partecipanti nei tre gruppi di dieta avesse già livelli basali corretti di HbA1c.

Non è stato osservato nessun significativo cambiamento di peso complessivo con nessuno dei trattamenti, quindi il consumo di noci non è stato associato a un aumento del peso corporeo, nonostante il loro alto contenuto lipidico.

«Il potenziale beneficio aggiunto dalle noci sulla HbA1c può derivare da una serie di fattori che possono influenzare la glicemia postprandiale», scrivono gli autori. «Innanzitutto l’aggiunta di noci ridurrà il carico glicemico del pasto, se non viene aumentato l’apporto energetico. In secondo luogo, la presenza di lipidi insieme ad antinutrienti come i fitati e i fenoli antiossidanti, può ritardare lo svuotamento gastrico e l’assorbimento a livello del piccolo intestinale, con una conseguente risposta glicemica postprandiale più piatta».

Il co-investigatore Cyril Kendall ha aggiunto: «I miglioramenti nel controllo della glicemia e dei livelli di lipidi nel sangue che possono essere raggiunti attraverso cambiamenti di dieta e stile di vita sono significativi, e potrebbero dare un contributo sostanziale al trattamento dei soggetti con diabete di tipo 2. Le noci sono un'opzione sana e saporita per le persone con diabete, e favoriscono anche un sano peso corporeo».

Jenkins DJA et al. Nuts as a replacement for carbohydrates in the diabetic diet: a reanalysis of a randomised controlled trial. Diabetologia. 2018 May 23