Diabete - Endocrinologia

Diabete e malattie cardiovascolari, rischio pi¨ elevato associato al BMI nelle donne in postmenopausa

Un'analisi dei dati della Women's Health Initiative ha mostrato una forte associazione tra l'indice di massa corporea (BMI) e il diabete/malattie cardiovascolari, evidenziando l'importanza di ulteriori ricerche longitudinali sugli effetti negativi del BMI sulla salute nelle donne anziane. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Annals of Epidemiology.

Un'analisi dei dati della Women's Health Initiative ha mostrato una forte associazione tra l’indice di massa corporea (BMI) e il diabete/malattie cardiovascolari, evidenziando l'importanza di ulteriori ricerche longitudinali sugli effetti negativi del BMI sulla salute nelle donne anziane. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Annals of Epidemiology.

Gli anziani sono il segmento in più rapida crescita della popolazione e l'aspettativa di vita tra le donne è in media di 5 anni più lunga di quella degli uomini. Inoltre, a causa del concomitante aumento dell'obesità negli ultimi decenni, sta aumentando il numero di donne anziane con problemi di obesità, hanno scritto gli autori.

Relazione tra BMI e rischio di diabete/malattie cardiovascolari
Dal momento che sono poche le ricerche che hanno valutato le variazioni di peso e quelle ormonali nelle donne in postmenopausa, l'obiettivo dello studio era di identificare le traiettorie longitudinali di cambiamento nel BMI dopo la menopausa e valutare l'associazione delle traiettorie di BMI con il rischio di diabete e malattie cardiovascolari tra le donne in postmenopausa. I ricercatori hanno pertanto analizzato i dati delle donne di età compresa tra 50 e 79 anni che hanno partecipato ai trial della Women's Health Initiative (WHI) tra il 1993 e il 1998.

Gli studi si sono svolti in 40 centri clinici statunitensi e hanno esaminato gli effetti dell'uso della terapia ormonale, la modifica della dieta e l'uso di integratori di calcio/vitamina D. L’analisi ha utilizzato i dati ricavati da questionari medici compilati annualmente dai partecipanti, escludendo qualsiasi paziente con diabete, malattia cardiovascolare o cancro al basale.

In totale sono state valutate 54mila donne ed è stato utilizzato il metodo growth mixture modeling (GMM) per dividere la popolazione dello studio in sottogruppi non osservati sulla base di dei modelli longitudinali distinti di BMI, hanno spiegato gli autori.

Il GMM è un metodo per identificare più sottopopolazioni non osservate, descrivere il cambiamento longitudinale all'interno di ciascuna sottopopolazione ed esaminare le differenze nel cambiamento tra le sottopopolazioni. Si ritiene che gli individui in diversi sottogruppi non osservati avranno traiettorie distinte di variazione del BMI, mentre gli appartenenti agli stessi sottogruppi avranno invece modelli longitudinali.

Sono state quindi valutate le traiettorie di BMI in base alla loro relazione con il diabete e gli eventi cardiovascolari di nuova insorgenza, considerando come gruppo di riferimento la traiettoria di BMI più bassa. Sono state identificate cinque traiettorie: bassa, moderata, moderata-alta, alta e molto alta con cinque rispettivi valori medi di BMI, pari a 21,8, 25,6, 29,8, 34,7 e 43,3 kg/m2.

Risultati dello studio
Le analisi hanno mostrato:

  • Una maggiore rappresentanza di giovani donne nei gruppi di traiettoria più alta e di donne anziane nei gruppi di traiettoria più bassa
  • Un cambiamento minimo del BMI nel tempo
  • Un maggiore rischio assoluto di diabete, malattia cardiovascolare totale e intervento chirurgico di bypass coronarico (CABG) più intervento coronarico percutaneo (PCI) con traiettoria di BMI crescente
  • Il rischio di ictus è rimasto a circa il 4% in ogni traiettoria
  • Il maggiore aumento del rischio attraverso le traiettorie è stato rilevato per il diabete
  • Le donne con un BMI elevato che assumevano la terapia ormonale sembravano avere un rischio di malattia cardiovascolare simile alle donne con un BMI più basso

Il rischio di diabete rilevato era del 7,9% nei soggetti nel sottogruppo a bassa traiettoria e del 34,3% nelle donne nel sottogruppo con traiettoria molto alta.

Nel complesso, i gruppi della traiettoria di BMI erano stabili nel tempo, indipendentemente dal tempo trascorso dalla menopausa o dall'uso della terapia ormonale, ed è stata osservata un'associazione positiva tra aumento del BMI e il rischio di diabete, intervento chirurgico di bypass coronarico più intervento coronarico percutaneo e malattia cardiovascolare totale.

«In linea con quanto emerso nelle precedente ricerca della Women's Health Initiative, il tempo trascorso dalla menopausa ha avuto un impatto importante sulle stime degli effetti: le donne in menopausa da 0 a 10 anni avevano un rischio maggiore di esiti avversi rispetto a quelle in menopausa da oltre 10 anni» hanno osservato i ricercatori.

Variazione minima del BMI
Anche se non si aspettavano una mancanza di un cambiamento sostanziale nel BMI, gli autori hanno ipotizzato che potesse essere dovuto al cambiamento nella composizione corporea femminile nel periodo postmenopausale, quando il grasso si sposta verso un modello di distribuzione più centralizzato. Inoltre la riduzione dell’altezza all’aumentare dell’età riduce il denominatore del BMI, come anche la diminuzione della densità minerale ossea nel tempo.

«Questi cambiamenti plausibili nella composizione corporea legati all'età potrebbero comportare un valore di BMI coerente nel tempo, nonostante i cambiamenti nella composizione corporea» hanno scritto i ricercatori. «Questa è una potenziale limitazione dell'utilizzo dell'indice di massa corporea come misura antropometrica negli anziani e bisognerebbe tenerlo presente nel momento in cui si si interpretano i risultati di questa analisi».

Nonostante la mancanza di cambiamento nel BMI nel tempo, la metrica continua a fungere da fattore di rischio per le malattie croniche nel periodo postmenopausale.

«Siamo rimasti sorpresi di trovare evidenze minime del cambiamento del BMI nel tempo, poiché spesso si afferma che, in generale, le donne aumentano di peso dopo la menopausa» hanno concluso. «Sono necessarie ulteriori ricerche sui modelli longitudinali del BMI negli anziani per valutare se queste relazioni possono essere generalizzate ad altre popolazioni».

Bibliografia

Banack HR et al. Relationship between BMI trajectories and cardiometabolic outcomes in postmenopausal women - a growth mixture modelling approach. Ann Epidemiol. 2022 Apr 22;S1047-2797(22)00054-0. 

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