Diabete

Diabete gestazionale, possibile aumento del rischio di complicanze alla nascita con gliburide

Negli ultimi 10 anni, il ricorso alla sulfonilurea gliburide per trattare il diabete gestazionale è aumentato, tuttavia, per quanto facile da usare, gliburide potrebbe non essere una buona alternativa all’insulina a causa di molti effetti a breve e a lungo termine. Un segnale in questa direzione viene da uno studio osservazionale pubblicato di recente su Jama Pediatrics, nel quale il farmaco è risultato associato a un maggior rischio di esiti negativi della gravidanza rispetto all’insulina.

Rispetto ai bambini nati da donne trattate con l'insulina per curare il diabete gestazionale, quelli nati da donne trattate con gliburide sono risultati a rischio relativo più alto del 41% dover essere ricoverati in terapia intensiva neonatale, del 63% di avere problemi respiratori e del 43% di essere grandi per l’età gestazionale.

Tuttavia, nelle donne trattate con gliburide gli autori hanno trovato un rischio inferiore di traumi ostetrici e di dover subire un taglio cesareo.

“La gliburide è un’opzione attraente per le donne che hanno il diabete gestazionale per la sua facilità d’uso, tuttavia, alla luce di questi dati, bisogna capire meglio quali pazienti possono essere gestite efficacemente con questo farmaco” spiega la prima autrice dello studio, Michele Jonsson Funk, della University of North Carolina di Chapel Hill, in un’intervista.

Tuttavia, osserva Richard IG Holt, della University of Southampton, in un editoriale di commento, "un certo numero di studi osservazionali e trial clinici suggerisce che la metformina cloridrato potrebbe essere una scelta migliore".

Per questo studio, la Jonsson e gli altri ricercatori hanno analizzato i dati di 110.879 donne con diabete gestazionale identificate in un database di un’assicurazione sanitaria privata statunitense tra il 2000 e il 2011, allo scopo di determinare il rischio di outcome avversi per il neonato tra le pazienti trattate con insulina e quelle trattate con la sulfonilurea.

Gli autori hanno escluso dall’analisi le pazienti al di sotto dei 15 anni, quelle con più di 45 anni, quelle con una gestazione multipla e quelle che avevano già il diabete di tipo 1 o di tipo 2.

Nel complesso, tra le donne analizzate, 9173 (l’8,3%) sono risultate trattate con uno dei due farmaci; di queste, 4982 (il 54%) con gliburide e 4191 (il 46%) con l'insulina. L'età media era di 33,5 anni e meno dell’1% delle donne in entrambi i gruppi presentava sindrome metabolica.

Nel corso dello studio, la percentuale di donne trattate con gliburide è passata dal 9% del 2000 al 64% nel 2011, con una durata media del trattamento di 50 giorni, mentre per l'insulina la media è stata di 54 giorni.

In tutto il gruppo, il 5% delle donne ha dovuto aggiungere un secondo ipoglicemizzante o cambiare farmaco nel corso del trattamento. Nel gruppo trattato con la sulfonilurea, l’8% delle pazienti ha cambiato trattamento e l’82% di queste ha continuato con l’insulina. Viceversa, solo l'1% delle donne in terapia con insulina ha cambiato farmaco e il 69% di quelle che lo ha fatto ha aggiunto gliburide o è passata a questa sulfonilurea.

L’ ipotiroidismo e l’infertilità sono risultati più comuni tra le donne trattate con l’insulina, mentre in quelle trattate con gliburide, sono risultate più frequenti l’obesità e una preeclampsia abbastanza grave da richiedere il ricovero in ospedale.

Dopo aggiustamento dei dati, si è visto che le donne trattate con gliburide, rispetto a quelle trattate con l’insulina, hanno dato alla luce neonati con un rischio relativo più alto di ricovero in terapia intensiva neonatale (RR 1,41; IC al 95% 1,23-1,62), di distress respiratorio (RR 1,63; IC al 95% 1,23-2,15), d’ipoglicemia: (RR 1,40; IC al 95% 1,00-1,95), di lesioni alla nascita (RR 1,35; IC al 95% 1,00-1,82) e di peso elevato per l'età gestazionale (RR 1,43; IC al 95% 1,16-1,76), oltre ad avere un maggior rischio di parto pretermine (RR 1,06; IC al 95% 0,93-1,21).

Tuttavia, rispetto alle donne trattate con insulina, quelle trattate con gliburide sono risultate a rischio leggermente inferiore di traumi ostetrici (RR 0,92; IC al 95% 0,71-1,20), parto cesareo (RR 0,97; IC al 95% 0,93-1,00) e ittero (RR 0,96; IC al 95% 0,48-1,91).

"Dopo aver tenuto conto delle comorbilità materne e dei fattori di rischio di outcome avversi nel neonato, nelle donne con diabete gestazionale abbiamo trovato un'associazione tra terapia con gliburide (rispetto a quella con insulina) e rischio elevato di ricovero in terapia intensiva neonatale, ipoglicemia neonatale, distress respiratorio, lesioni alla nascita e peso elevato per l'età gestazionale" scrivono i ricercatori nella discussione. "Questi risultati sono in linea con quelli di studi precedenti e suggeriscono che le donne con il diabete gestazionale trattate con gliburide potrebbero non stare raggiungendo un adeguato controllo glicemico” aggiungono la Funk e i colleghi.

Tra i limiti dello studio, il gruppo segnala l’assenza di informazioni sull’ età gestazionale, la mancanza di dati sul numero dei nati morti e l’assenza di informazioni demografiche.

"Si tratta di un limite importante, in quanto studi precedenti hanno evidenziato una maggiore probabilità di essere trattate con gliburide rispetto all'insulina nelle donne nullipare, non in sovrappeso, afro-americane o asiatiche, non andate all'università e con una lingua principale diversa dall’inglese, tutti fattori che possono influire sull'esito della gravidanza" sottolinea Holt nel suo commento

Tuttavia, aggiunto l’esperto, lo studio evidenzia la necessità di affrontare le preoccupazioni relative all’impiego di gliburide per il trattamento del diabete gestazionale, questioni “che devono essere risolte prima che si possa raccomandare un uso continuativo di questo farmaco durante la gravidanza”.

"Come gli autori giustamente concludono, il rischio 'più alto di esiti neonatali associato al trattamento con gliburide richiede ulteriore attenzione' e serve più attenzione per capire quali donne abbiano più probabilità di beneficiare di gliburide o forse, ancora più importante, di non essere danneggiate dal farmaco" scrive Holt, concludendo che è 'tempo per una pausa di riflessione” sull’uso di gliburide per trattare il diabete gestazionale.

Alessandra Terzaghi

M. Jonsson Funk, et al. Association of adverse pregnancy outcomes with glyburide vs insulin in women with gestational diabetes. JAMA Pediatr 2015: DOI: 10.1001/jamapediatrics.2015.74.
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