Diabete: in alcuni pazienti, gli eventi cardiovascolari gravi possono aumentare il rischio di ipoglicemie severe

I pazienti adulti con diabete di tipo 2 che presentano episodi ipoglicemici severi hanno un rischio aumentato di presentare un evento cardiovascolare non fatale o di ospedalizzazione per angina instabile, infarto del miocardio non fatale, stroke non fatale o insufficienza cardiaca. Ma questi eventi cardiovascolari possono a loro volta essere associati a un successivo evento ipoglicemico grave? A questa domanda hanno cercato di rispondere gli esperti del Munich Diabetes Research Group dell'Helmholtz Centre in Germania, attraverso uno studio pubblicato su Diabetes Care.

I pazienti adulti con diabete di tipo 2 che presentano episodi ipoglicemici severi hanno un rischio aumentato di presentare un evento cardiovascolare non fatale o di ospedalizzazione per angina instabile, infarto del miocardio non fatale, stroke non fatale o insufficienza cardiaca. Ma questi eventi cardiovascolari possono a loro volta essere associati a un successivo evento ipoglicemico grave? A questa domanda hanno cercato di rispondere gli esperti del Munich Diabetes Research Group dell’Helmholtz Centre in Germania, attraverso uno studio pubblicato su Diabetes Care.

I risultati dello studio dimostrano un’associazione bidirezionale tra eventi ipoglicemici severi ed eventi cardiovascolari, sottolineando l’esistenza di un fenotipo fragile di paziente con diabete di tipo 2 ad alto rischio.

“I nostri risultati suggeriscono una nuova prospettiva nell’affrontare gli eventi ipoglicemici severi che complicano la terapia ipoglicemizzante”, spiegano gli autori. “Anche se rimane importante cercare di ridurre al minimo il rischio di gravi eventi ipoglicemici nelle persone con diabete di tipo 2, l'attenzione sul raggiungimento del controllo glicemico per minimizzare il rischio di complicanze diabetiche non dovrebbe essere eccessivamente compromessa. Un approccio di medicina di precisione è necessario per delineare i fenotipi fragili che hanno bisogno di un’attenzione particolare e coloro che possono beneficiare di bersagli glicemici più aggressivi ".

Nel loro studio, i ricercatori hanno analizzato i dati dello studio TECOS condotto su 14.671 pazienti adulti con diabete di tipo 2 e malattia cardiovascolare per determinare se gli eventi cardiovascolari fossero associati a un rischio successivo di eventi ipoglicemici severi. Il follow up medio era pari a tre anni. I partecipanti allo studio TECOS erano stati randomizzati a ricevere il placebo o l’antidiabetico sitagliptin.

I partecipanti che avevano presentato eventi ipoglicemici severi (n=303) avevano un’età media pari a 67 anni alla randomizzazione, il 63,7% era di sesso maschile, con una durata media del diabete pari a 14 anni. I partecipanti che non avevano presentato eventi ipoglicemici severi (n=14.363) avevano un’età media pari a 65 alla randomizzazione, il 70,9% era di sesso maschile, con una durata media del  diabete pari a 10 anni.

In generale, gli eventi ipoglicemici severi erano non frequenti. Solamente il 2,1% dei partecipanti ha presentato almeno un evento di questo tipo.
Nessuna differenza è stata osservata nell’incidenza di eventi ipoglicemici severi nei pazienti assegnati a sitagliptin o placebo.

Il 22,4% dei pazienti con ipoglicemia severa ha presentato un evento cardiovascolare maggiore (MACE-4) o è stato ospedalizzato per insufficienza cardiaca. Di questi pazienti, 34 avevano presentato un evento ipoglicemico severo in precedenza e un successivo evento cardiovascolare maggiore o erano stati ricoverati per insufficienza cardiaca, 38 avevano presentato un evento cardiovascolare maggiore MACE-4 o erano stati ricoverati per insufficienza cardiaca con un successivo evento ipoglicemico severo e 7 soggetti avevano presentato un evento ipoglicemico severo prima e dopo un evento cardiovascolare MACE-4 o ricovero per insufficienza cardiaca.

Associazione tra eventi ipoglicemici severi e successivi eventi cardiovascolari
Nelle analisi non aggiustate, gli eventi ipoglicemici severi erano associati a un successivo evento cardiovascolare maggiore MACE-4 (HR = 1,57; 95% CI, 1,07-2,31), allla mortalità per tutte le cause (HR = 1,91; 95% CI, 1,27-2,88) e alla morte cardiovascolare (HR = 1,81; 95% CI, 1,08-3,02).
L’associazione è rimasta significativa dopo aggiustamento per fattori demografici, ma non dopo aggiustamento  per variabili basali associate ad eventi cardiovascolari.

Associazione tra eventi cardiovascolari e successivi eventi ipoglicemici severi
Nelle analisi non aggiustate, gli eventi ipoglicemici severi erano associati a un precedente infarto del miocardio non fatale, all’ospedalizzazione per angina instabile o stroke non fatale (HR 2,46  95% CI 1,63, 3.70), all’infarto non fatale I (HR = 2, 99 1,82, 4,90), allo stroke non fatale (HR = 2,75 95% CI 1,35, 5,57) e all’insufficienza cardiaca (HR = 3,90 95% CI 2,27, 6,70).

Dopo aggiustamento per fattori clinici, gli eventi cardiovascolari non fatali o l’ospedalizzazione per angina instabile (HR = 2,48; 95% CI, 1,65-3,75), infarto del miocardio non fatale (HR = 3,02; 95% CI, 1,83-4,96), stroke non fatale (HR = 2,77; 95% CI, 1,36-5,63) e insufficienza cardiaca (HR = 3,68; 95% CI, 2,13-6,36) erano tutti associati a successivi eventi ipoglicemici severi.

 “Nei pazienti con diabete di tipo 2, l’aumento del rischio di ipoglicemia severa (che necessita di assistenza) dopo un evento cardiovascolare non fatale è un dato nuovo, che si aggiunge a quello già noto di aumento del rischio cardiovascolare dopo un evento ipoglicemico severo. Questa associazione bidirezionale suggerisce un fenotipo di paziente fragile con diabete di tipo 2, vulnerabile sia agli eventi ipoglicemici severi che a quelli cardiovascolari”, concludono gli autori.

Eberhard Standl et al., Increased Risk of Severe Hypoglycemic Events Before and After Cardiovascular Outcomes in
TECOSSuggests an At-RiskType 2 Diabetes Frail Patient Phenotype, Diabetes Care 2018 Jan
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