Diabete - Endocrinologia

Diabete, insulina glargine non aumenta i tumori ed è sicura per il cuore

Durante oltre 6,5 anni di trattamento, seguiti da 2,5 anni di osservazione, insulina glargine ha dimostrato di avere un effetto neutro sugli outcome cardiovascolari e sui tumori e un effetto positivo sul controllo metabolico , mentre la supplementazione con acidi grassi omega-3 ha mostrato di non avere alcun effetto.

Durante oltre 6,5 anni di trattamento, seguiti da 2,5 anni di osservazione, insulina glargine ha dimostrato di avere un effetto neutro sugli outcome cardiovascolari e sui tumori e un effetto positivo sul controllo metabolico , mentre la supplementazione con acidi grassi omega-3 ha mostrato di non avere alcun effetto. È questa la conclusione dello studio ORIGINALE, che riporta i dati di follow up a lungo termine dello studio ORIGIN, in cui si è valutato l'effetto di insulina glargine sul rischio cardiovascolare nei pazienti con disglicemia o diabete di tipo 2.

Il lavoro è stato da poco pubblicato su Diabetes Care ed è stato coordinato da Zubin Punthakee, della McMaster University di Hamilton, in Ontario.

I risultati di ORIGINALE erano stati presentati per la prima volta al congresso della European Association for the Study of Diabetes nel 2014, e all’epoca era stato riferito che nelle persone che non avevano il diabete all'inizio dello studio ORIGIN trattate con insulina glargine si era registrato un minor numero di casi di nuovi casi di diabete rispetto alle persone trattate con lo standard di cura, a suggerire che somministrare l'insulina per i pazienti con prediabete potesse essere protettivo nei confronti dello sviluppo del diabete.

Tuttavia, ha detto Punthakee in un’intervista, non ci sono prove sufficienti per suggerire di prescrivere l’insulina al fine di prevenire il diabete.

"Nel loro insieme, però, i risultati combinati di ORIGIN e di ORIGINALE possono rassicurare i pazienti e medici riguarda alla sicurezza a lungo termine e all'efficacia sul controllo glicemico dell'insulina glargine quando viene utilizzata come ipoglicemizzante" scrivono Punthakee e i colleghi.

Nello studio ORIGIN, presentato per la prima nel 2012 al congresso dell’American Diabetes Association, un’iniezione giornaliera di insulina glargine ha dimostrato di migliorare lo stato metabolico a lungo termine ma ha avuto un effetto "neutro" sugli outcome di salute cardiovascolare rispetto allo standard di cura in un gruppo di oltre 12.500 pazienti che presentavano alterata glicemia a digiuno, ridotta tolleranza al glucosio o tipo diabete 2 e fattori di rischio cardiovascolare.

Prima di ORIGIN, c'era il timore che dare l'insulina i pazienti diabetici potesse portare a un’accelerazione delle malattie cardiovascolari. Ma circolava anche un'ipotesi alternativa, secondo la quale regolare la glicemia con insulina glargine avrebbe potuto prevenire futuri eventi cardiovascolari.

Nello studio ORIGINALE, tutti i pazienti che non avevano sviluppato il diabete al termine dei 6 anni dello studio ORIGIN hanno dovuto sospendere l'insulina glargine, ma il trattamento con gli altri farmaci farmaco è proseguito a discrezione del medico curante.

Dopo ulteriori 2,7 anni di osservazione, i risultati di ORIGINALE continuano a mostrare che insulina glargine ha migliorato il controllo glicemico e ha avuto un effetto neutro sugli eventi cardiovascolari, sul cancro e su altri outcome di salute.

Nello studio ORIGINALE sono stati analizzati i dati post-trial relativi a 4718 pazienti, di cui 2351 originariamente assegnati al trattamento con insulina glargine e 2367 assegnati alla terapia standard.

"I risultati di ORIGINALE sono stati identici a quelli dello studio ORIGINE, a parte quelli relativi alla combinazione degli outcome microvascolari e del diabete incidente” osservano i ricercatori.

Non si è trovata alcuna differenza significativa tra i due gruppi di trattamento nell’incidenza dei due endpoint primari combinati cardiovascolari.

Per quanto riguarda il primo endpoint, entro la fine dello studio ORIGINALE sono stati registrati 1185 decessi per cause cardiovascolari o infarti del miocardio o ictus nel gruppo trattato con insulina glargine contro 1165 nel gruppo sottoposto alla terapia standard (HR 1,01; P = 0,72).

Per quanto riguarda il secondo endpoint, che comprendeva i tre eventi precedenti più le ospedalizzazioni per insufficienza cardiaca o carotidea, coronarica, o rivascolarizzazione periferica, si sono registrati rispettivamente 1958 eventi contro 1910 (HR 1,03; P = .38 ).

Inoltre, non si è trovata alcuna differenza significativa in termini di incidenza di tumori, con 524 eventi nel braccio trattato con insulina glargine contro 529 eventi nel braccio sottoposto alla cura standard (HR 0,99; P = 0,91)

"Questi risultati neutri per insulina glargine confermano i risultati principali dello studio ORIGIN e i risultati relativi ai tumori" scrivono i ricercatori.

"Per quanto riguarda il cancro, i risultati suggeriscono anche che l'effetto neutro osservato in precedenza dell’insulina esogena vale anche per i tumori che potrebbero richiedere un po' più di tempo per svilupparsi rispetto alla durata dello studio originale" aggiungono Punthakee e i colleghi.

Nello studio ORIGIN i partecipanti erano stati assegnati anche al trattamento con un integratore di acidi grassi polinsaturi omega-3 ( 1 g al giorno) o un placebo, con la speranza di osservare una riduzione degli eventi cardiovascolari nel gruppo trattato con gli omega-3. Tuttavia, questa speranza è andata delusa, sia nello studio ORIGIN sia nello studio ORIGINALE . In quest’ultimo, sono stati analizzati i dati relativi a 4771 pazienti, di cui 2368 originariamente assegnati alla supplementazione con acidi grassi omega-3 e 2403 al trattamento con un placebo.

Gli omega-3 hanno dimostrato di avere un effetto neutro, e non protettivo, nei confronti dei decessi cardiovascolari (688 contro 700 nel gruppo placebo; HR 0,98; P = 0,68) e di altri outcome.

"L'assenza di qualsiasi effetto a lungo termine dei supplementi di acidi grassi omega-3 sugli outcome cardiovascolari o altri outcome e il fatto che gli studi attuali non abbiano rilevato alcun beneficio forniscono ulteriori prove contro il loro uso di routine” osservano i ricercatori .

"Dato che solo il 9-11% dei pazienti in entrambi i gruppi ha continuato ad assumere i supplementi di omega-3 durante lo studio ORIGINALE, sembra che il messaggio che emerge da queste evidenze abbia raggiunto medici e pazienti” concludono Punthakee e i colleghi.

ORIGIN Trial Investigators. Cardiovascular and Other Outcomes Postintervention With Insulin Glargine and Omega-3 Fatty Acids (ORIGINALE). Diabetes Care 2015; doi: 10.2337/dc15-1676.

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