Diabete - Endocrinologia

Diabete, le raccomandazioni per i pazienti ai tempi del COVID-19

I pazienti che soffrono di diabete possono avere un rischio più elevato di sviluppare l'infezione da coronavirus (COVID-19), oltre a una maggiore morbidità e mortalità, per cui devono prestare ancora più attenzione e adottare maggiori precauzioni, secondo quanto riportato in uno studio pubblicato sulla rivista Diabetes & Metabolic Syndrome.

I pazienti che soffrono di diabete possono avere un rischio più elevato di sviluppare l'infezione da coronavirus (COVID-19), oltre a una maggiore morbidità e mortalità, per cui devono prestare ancora più attenzione e adottare maggiori precauzioni, secondo quanto riportato in uno studio pubblicato sulla rivista Diabetes & Metabolic Syndrome.

Anche se non ci sono dati clinici rilevanti, i pazienti diabetici dovrebbero prendere ulteriori precauzioni per evitare di contrarre l'infezione e possono richiedere cure speciali se dovessero risultare infetti, hanno scritto il primo autore dello studio Ritesh Gupta e colleghi, del Fortis C-DOC Hospital di Nuova Delhi e colleghi. «La gravità della malattia causata dal virus COVID-19 è passata dall’essere una patologia lieve, auto-limitante e simil-influenzale, a provocare polmonite fulminante, insufficienza respiratoria e morte».

Mortalità per coronavirus forse sovrastimata
In base ai dati riportati il 16 marzo 2020 dall'Oms, la mortalità a livello mondiale risultava del 3,9%. Gli autori dello studio ritengono tuttavia che la percentuale effettiva potrebbe essere inferiore, dal momento che una ricerca su oltre mille casi confermati di infezione ha avuto come esito un tasso di mortalità decisamente inferiore, pari all'1,4%.

«Considerando che il numero di casi non dichiarati e non confermati è probabilmente molto più elevato rispetto a quelli segnalati, la mortalità effettiva potrebbe essere inferiore all'1%, un dato simile a quello di una grave influenza stagionale», hanno detto gli autori, riferendosi a un editoriale del direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) Anthony Fauci e pubblicato sul New England Journal of Medicine. Inoltre, hanno osservato, i tassi di mortalità possono variare in base alla regione.

I diabetici sono più a rischio
Lo studio ha coinvolto 72.314 casi di COVID-19 e ha mostrato che i pazienti con diabete avevano un tasso di mortalità tre volte superiore ai non diabetici (7,3% contro 2,3%), cifre riportate dal Chinese Centre for Disease Control and Prevention.

Tuttavia, i dati provenienti da piccole coorti di soggetti affetti da diabete e COVID-19 hanno mostrato risultati contrastanti. Per esempio, uno ricerca che ha coinvolto 140 pazienti di Wuhan, ha suggerito che il diabete non rappresentasse un fattore di rischio per la malattia grave e, in un'analisi di 11 studi che riportavano anomalie di laboratorio in pazienti con diagnosi di COVID-19, i livelli elevati di zucchero nel sangue o il diabete non sono stato menzionati tra i predittori di malattia grave.

«Le nostre conoscenze sulla prevalenza del virus e sul decorso della malattia nelle persone con diabete evolveranno man mano che vengono condotte analisi più dettagliate», hanno scritto i ricercatori. «Al momento è ragionevole presumere che i diabetici abbiano un rischio più elevato di sviluppare infezioni. Le malattie cardiache concomitanti, le malattie renali, l'età avanzata e la fragilità di questi soggetti probabilmente aumentano la gravità della malattia».

Le misure preventive consigliate
Per i ricercatori è importante che chi soffre di diabete mantenga un buon controllo glicemico, perché potrebbe aiutare a ridurre il rischio di infezione e la sua gravità. Oltre a un auto-monitoraggio più frequente della glicemia, hanno raccomandato di adottare ulteriori misure preventive, come privilegiare un’alimentazione sana, fare esercizio fisico e vaccinarsi contro influenza e polmonite, così da ridurre il rischio di contrarre una polmonite batterica secondaria a un'infezione virale respiratoria.

Per quanto riguarda l'alimentazione, consigliano un'adeguata assunzione di proteine e di compensare eventuali carenze di minerali e vitamine. Senza dimenticare di continuare a fare esercizio fisico, che rafforza il sistema immunitario, evitando comunque di frequentare palestre e piscine.

Per quanti hanno malattie cardiache e/o renali concomitanti, hanno raccomandato di sforzarsi di stabilizzare il proprio stato cardiaco e renale. Continuando a osservare le ben note misure preventive generali, come il lavaggio regolare e accurato delle mani con acqua e sapone o con l’ausilio dei disinfettanti a base alcolica, starnutire e tossire coprendosi la bocca con l’incavo del gomito o un fazzoletto ed evitando il contatto con chiunque sia infetto.

Come per altri pazienti con malattie croniche che devono assumere farmaci a lungo termine, i diabetici dovrebbero sempre assicurarsi di avere una scorta sufficiente di farmaci.

Come comportarsi dopo la diagnosi di infezione
Se i pazienti con diabete sviluppano l’infezione da COVID-19, gli autori ritengono che la gestione domiciliare possa essere ancora possibile, raccomandando accorgimenti di base come mantenere un’idratazione adeguata e gestire i sintomi con paracetamolo, inalazioni di vapore e isolamento domiciliare per 14 giorni o fino alla risoluzione della sintomatologia.

«In caso di iperglicemia con febbre nei pazienti con diabete di tipo 1, raccomandiamo un frequente monitoraggio dei chetoni urinari e della glicemia, adottando eventualmente aggiustamenti anche frequenti del dosaggio e del bolo insulinico correttivo per mantenere la normoglicemia», hanno ammonito.

Relativamente agli schemi di trattamento, i pazienti dovrebbero evitare gli agenti antiiperglicemici che possono causare deplezione di volume o ipoglicemia e, se necessario, ridurre i farmaci antidiabetici orali e seguire le indicazioni delle linee guida per i giorni di malattia. Raccomandazioni ancora più forti nel caso dei pazienti ospedalizzati, per i quali hanno suggerito di sospendere l’assunzione dei farmaci per via orale, in particolare gli SGLT2 inibitori e la metformina, ritenendo «l'insulina il farmaco preferibile per controllare l'iperglicemia nei pazienti malati ospedalizzati», hanno specificato.

Bibliografia

Gupta R et al. Clinical considerations for patients with diabetes in times of COVID-19 epidemic. Diabetes Metab Syndr. 2020;14(3):211-12.

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