Diabete non controllato, tanti gli aspetti positivi della combinazione insulina degludec + liraglutide

Una combinazione a dose fissa di insulina degludec e liraglutide (IDegLira), a singola somministrazione iniettiva giornaliera, si dimostrata una valida alternativa, sotto diversi aspetti, rispetto alle svariate iniezioni giornaliere di insulina nei pazienti con diabete di tipo 2 non controllato. Lo affermano gli autori di uno studio presentato in occasione della 77a sessione scientifica dell'American Diabetes Association (ADA) che si tenuta a San Diego.

Una combinazione a dose fissa di insulina degludec e liraglutide (IDegLira), a singola somministrazione iniettiva giornaliera, si è dimostrata una valida alternativa, sotto diversi aspetti, rispetto alle svariate iniezioni giornaliere di insulina nei pazienti con diabete di tipo 2 non controllato. Lo affermano gli autori di uno studio presentato in occasione della 77a sessione scientifica dell’American Diabetes Association (ADA) che si è tenuta a San Diego. 

Gli endocrinologi sostengono che la terapia con insulina basale in bolo è considerata la gold standard per questa tipologia di pazienti ma è molto impegnativa determinando un grosso onere su di essi, pertanto i risultati ottenuti in questa ricerca offrono una soluzione pratica per le sfide che i pazienti devono affrontare ogni giorno. Le difficoltà a cui si sottopongono questi pazienti includono le frequenti iniezioni e automonitoraggi della glicemia, il conteggio dei carboidrati e la regolazione delle dosi del bolo insulinico.

Efficacia e sicurezza dell’IDegLira
Il trial DUAL VII trial è stato presentato dalla dottoressa Liana K Billings, endocrinologo del NorthShore University HealthSystem, Evanston, Illinois.

Della durata di 26 settimane, il trial open-label ha incluso 506 pazienti con diabete di tipo 2 non controllato dalla terapia con metformina e insulina glargine 100 U (20-50 unità); i pazienti sono stati randomizzati a ricevere IDegLira o insulina basale in bolo (BB), costituita da insulina glargine + insulina aspart, quest’ultima fino a 4 volte al giorno.

L’emoglobina glicata media (HbA1c) è diminuita dall'8,2% al basale al 6,7% alla fine del trial in entrambi i gruppi, confermando la non inferiorità di IDegLira (p <0,0001). Una proporzione simile di pazienti ha ottenuto i target dell’HbA1c con IDegLira vs BB (rispettivamente 66,0% vs 67,0% per <7%; 49,6% vs 44,6% per ≤ 6,5%). La dose totale di insulina giornaliera era minore per IDegLira (40,4 U) rispetto a BB (84,1 U) (p <0,0001).

Il peso corporeo è diminuito con IDegLira e aumentato con BB (p <0,0001); il tasso di episodi ipoglicemici era più basso con IDegLira vs BB (p <0,0001). Più pazienti inoltre hanno raggiunto un triplo endpoint composito (HbA1c <7% senza episodi ipoglicemici negli ultimi 12 settimane e nessun aumento di peso) con IDegLira vs BB (34,9% vs 4,7%; odds ratio 12,56 [6,46-24,45]; p <0,0001).

In conclusione, nei pazienti con HbA1c> 7% già in trattamento con metformina e insulina glargine, la combinazione di insulina degludec + liraglutide rispetto all’ insulina basale in bolo ha determinato simili riduzioni dell’emoglobina glicata, un consumo più basso di insulina, una perdita di peso e un minor rischio di episodi ipoglicemici.

Outcome riportati dagli stessi pazienti
In un poster visionato successivamente al meeting, la dottoressa Billings ha riferito che i risultati segnalati dal paziente, relativi alla gestione del diabete e agli oneri di trattamento, erano migliorati con IDegLira.

QUest’analisi ha mostrato miglioramenti a favore dell’IDegLira vs BB in tutti gli ambiti e nel punteggio totale (differenza di trattamento stimata [ETD] 6,50 [95% Ic: 4,44-8,57] p <0,0001). I più grandi miglioramenti si sono verificati nel management del diabete (probabilmente guidati da fattori che impediscono l'ipoglicemia e l’aumento di peso), nell'onere di trattamento e nella compliance.

Il questionario SF-36 sullo stato di salute del paziente ha rivelato che l’EDT era a favore dell’IDegLira vs BB per quanto riguarda la percezione sulla salute mentale (1,83 [95% Ic: 0,26-3,40] p = 0,023) e sul cambiamento dello stato di salute (ETD 2,29 [95% Ic: 0,62-3,96] p = 0,0074).

Dai sondaggi motivazionali è emerso che dopo 26 settimane dalla randomizzazione, l’84,5% dei pazienti trattati con la combinazione IDegLira era disposto a continuare la terapia rispetto al 68,1% dei BB (odds ratio: 2,54 [95% Ic:1,63-3,98] p <0,0001).

“Così, IDegLira ha indotto maggiori miglioramenti negli outcome riportati dai pazienti, soprattutto relativi alla gestione del diabete e al carico del trattamento” ha precisato la dottoressa Billings aggiungendo, “I pazienti trattati con la combinazione di insulina degludec e liraglutide hanno presentato un’uguale riduzione di emoglobina glicata, rispetto ai pazienti in terapia con l’insulina basale in bolo, ma hanno un rischio più basso di ipoglicemia, minori iniezioni al giorno e maggiore perdita di peso”.

I ricercatori hanno anche effettuato una valutazione del rapporto costo-efficacia a breve termine dei due trattamenti concludendo che, nonostante sia più costoso il trattamento con IDegLira rispetto all’insulina glargine e aspart, è più conveniente utilizzare la terapia di combinazione in quanto il costo annuale di controllo per tutti gli endpoint è più basso.