Diabete, nuove soluzioni high tech di Roche per una migliore gestione della patologia #EASD2018

La terapia del diabete diventa sempre più tecnologica. Oggi i valori glicemici possono essere costantemente monitorati tramite sistemi impiantabili sotto pelle e i dati possono essere inviati allo smartphone del paziente, in modo che possa tenere sotto stretto controllo i parametri della sua condizione. La tecnologia può anche supportare il medico nella scelta del trattamento più adeguato per il singolo paziente, in modo da facilitare il raggiungimento dell'obiettivo terapeutico. Se ne è parlato al congresso della European Association for the Study of Diabetes (EASD) in corso a Berlino.

La terapia del diabete diventa sempre più tecnologica. Oggi i valori glicemici possono essere costantemente monitorati tramite sistemi impiantabili sotto pelle e i dati possono essere inviati allo smartphone del paziente, in modo che possa tenere sotto stretto controllo i parametri della sua condizione. La tecnologia può anche supportare il medico nella scelta del trattamento più adeguato per il singolo paziente, in modo da facilitare il raggiungimento dell’obiettivo terapeutico.
Se ne è parlato al congresso della European Association for the Study of Diabetes (EASD) in corso a Berlino.

«Grazie agli strumenti e alle soluzioni digitali messi a disposizione da Roche Diabetes Care, in grado di comunicare con diverse tecnologie, intendiamo rendere possibile la raccolta, la contestualizzazione e l’analisi della moltitudine di dati rilevanti per la malattia, in sostegno delle decisioni dei medici, per prevenire o ritardare la progressione della malattia», ha commentato Massimo Balestri, AD di Roche Diabetes Care Italy. «Non solo, quindi, strumenti per la misurazione della glicemia, ma una tecnologia che mette i pazienti e i medici nelle condizioni di poter gestire, anche a distanza, e tenere monitorati i dati glicemici attraverso l’uso di app, algoritmi e cartelle cliniche digitali».

Un aiuto per medici e pazienti
La divisione Diabetes Care di Roche ha fatto il punto sugli strumenti che hanno cambiato il modo di gestire la malattia.
Come il sistema Eversense XL, il primo sensore impiantabile sottopelle che misura in continuo la glicemia ed è in grado di inviare i dati allo smartphone del paziente che, a sua volta, può decidere di condividere con il proprio medico. Oggi lo utilizzano oltre 480 persone in Italia.

O la nuova cartella clinica diabetologica digitale Smart Digital Clinic, frutto di una partnership tra Roche e Meteda, un software per la gestione dei dati nei centri di diabetologia che agevola la memorizzazione e l’elaborazione dei dati clinici e di autocontrollo dei pazienti diabetici.
La versione aggiornata consentirà una consultazione più rapida e funzionale sia nell’attività di reparto che in quella ambulatoriale, aiutando anche a ottimizzare il tempo della visita e favorire una miglior gestione del paziente. Attualmente sono circa 10.000 i professionisti sanitari registrati (diabetologi, endocrinologi, medici di medicina generale etc.), con circa 1.040 punti di accesso in un'unica soluzione di riferimento per i centri in Italia.

O ancora MySugr, la app più scaricata al mondo nel suo genere, in grado di offrire ai pazienti una serie di strumenti per la gestione quotidiana del diabete direttamente dal proprio smartphone. Una sorta di “diario glicemico” capace di connettersi via bluetooth con alcuni dispositivi per la misurazione della glicemia e di creare dei report con l’andamento dei valori glicemici, o fungere da calcolatore per valutare la quantità di insulina necessaria in una determinata situazione.

E infine la recente collaborazione con Novo Nordisk per ampliare l’accesso all’informazione sulla terapia, integrando i dati delle penne digitali per insulina di Novo nel sistema digitale aperto di Roche.

Un algoritmo per scegliere la terapia più adatta
L’Università di Bari e Roche stanno sviluppando un algoritmo che possa integrazione le informazioni fornite dal monitoraggio glicemico e dai diversi effetti dei farmaci ipoglicemizzanti, per supportare i medici nella scelta della migliore opzione terapeutica per il singolo paziente.

«Oggi il medico diabetologo si trova di fronte alla necessità di gestire in tempi brevi tutte le informazioni generate dal monitoraggio glicemico nei pazienti di tipo 2 e di considerare le caratteristiche di efficacia dei tanti farmaci oggi disponibili, per raggiungere l’obiettivo terapeutico desiderato», ha dichiarato Francesco Giorgino, direttore della U.O. complessa di Endocrinologia presso l’Università degli Studi di Bari. «L’algoritmo su cui stiamo lavorando con Roche riuscirà a mettere insieme tutte queste informazioni per offrire al medico un quadro più chiaro della malattia del proprio paziente, così da poter gestire in modo personalizzato monitoraggio glicemico e terapia farmacologica».

«L’algoritmo – ha aggiunto Giorgino - potrà offrire indubbi vantaggi sia al medico nella sua pratica clinica quotidiana, sia al paziente nel raggiungimento di un miglior controllo della malattia, sia al sistema sanitario per una riduzione degli sprechi derivanti dall’utilizzo inadeguato dei presidi e dei farmaci disponibili».