Diabete

Diabete, possibile aumento del rischio oncologico con gliburide

Stando ai risultati di uno studio osservazionale da poco uscito su Diabetes Care, gliburide è associata a un aumento del rischio di cancro rispetto ad altri farmaci della stessa classe, quella delle sulfoniluree, specie in caso di utilizzo prolungato e con alte dosi cumulative.

Studi osservazionali precedenti avevano messo in luce una correlazione tra uso delle sulfoniluree, in generale, e aumento del rischio di tumori, ma solo pochi avevano analizzato l'associazione in funzione del tipo di sulfonilurea, spiegano i ricercatori nell’introduzione.

Gliburide (chiamata anche glibenclamide) sembra innescare la produzione di specie reattive dell'ossigeno, un noto fattore pro-oncogenico, e questa attività sembra essere specifica di gliburide e non di altre sulfoniluree, aggiungono gli autori, guidati da Marco Tuccori, del Jewish General Hospital di Montreal.

Per saperne di più, Tuccori e i colleghi hanno analizzato i dati dello U.K. Clinical Practice Research Datalink (un ampio database inglese che contiene le cartelle cliniche di oltre 13 milioni di assistiti di oltre 680 medici di medicina generale) relativi a  52.600 pazienti a cui era stata prescritta ex novo una sulfonilurea di seconda generazione, che in 3413 casi era gliburide, tra il 2008 e il 2013 per il diabete di tipo 2, al fine di determinare il rischio di cancro nei diversi gruppi di trattamento. Tutti i partecipanti avevano almeno 40 anni.

Durante un follow-up medio di 5,3 anni, sono stati diagnosticati 4105 nuovi casi di cancro, pari a un tasso grezzo di incidenza di 14,6 per 1000 anni-persona.

Nell’arco di tempo considerato, dopo aver aggiustato i dati in funzione di diversi potenziali fattori di confondimento (anno di entrata nello studio, età, sesso, BMI, valore di HbA1c e uso di altri ipoglicemizzanti) l'utilizzo di gliburide è risultato associato a un aumento complessivo del 9%, non significativo, del rischio di cancro di qualsiasi tipo rispetto a quello di altre sulfoniluree di seconda generazione (rispettivamente 15,1 per 1000 anni-persona contro 14,6; HR 1,09; IC al 95% 0,98-1,22).

Tuttavia, analisi secondarie hanno rivelato una relazione significativa tra durata del trattamento e risposta e tra dose e risposta, dati a supporto dell’ipotesi secondo cui l’impiego di gliburide potrebbe essere associato a un aumento del rischio di cancro rispetto ad altre sulfoniluree di seconda generazione.

I ricercatori hanno, infatti, visto che il rischio aumenta gradualmente all’aumentare della durata cumulativa di impiego. In particolare, nei pazienti trattati con gliburide per almeno 36 mesi si è trovato un rischio di cancro aumentato del 21%.

Inoltre, l’assunzione di una dose cumulativa di almeno 1096 dosi giornaliere definite (una misura validata dalla Organizzazione Mondiale della Sanità) è risultata associata a un aumento del rischio di cancro del 27%.

Quando gli autori hanno analizzato separatamente il potenziale aumento del rischio per ciascuno dei quattro principali tipi di cancro - prostata, polmone, mammella e colon – non si è osservato nessun aumento statisticamente significativo del rischio e il risultato è stato eterogeneo. Si è andati, infatti, da un aumento del rischio del 19% (HR 1,19; IC al 95% 0,78-1,79), tuttavia non significativo, per il cancro al seno, a una lieve, ma significativa, riduzione del rischio pari al 7%, nel caso del tumore al polmone (HR 0,93; IC al 95% 0,88-0,99).

"I nostri risultati sembrano suggerire che alcuni tipi di cancro possono essere più colpiti di altri, per esempio, il cancro al seno, tuttavia, l'analisi relativa ai singoli tumori faceva parte di un'analisi secondaria e deve quindi essere interpretata con cautela. Allo stesso modo, la riduzione del rischio osservata con il cancro al polmone potrebbe essere dovuta al caso" ha detto l’autore senior dello studio Laurent Azoulay, della McGill University di Montreal.

In ogni caso, secondo Azoulay, il messaggio di fondo dello studio è che gliburide potrebbe essere associata a un aumento del rischio di tumori rispetto ad altre sulfoniluree di seconda generazione. Pertanto, ha aggiunto, i medici dovrebbero stare attenti a utilizzare questo antidiabetico, anche alla luce del fatto che il farmaco è risultato associato anche a un aumento del rischio di eventi cardiovascolari importanti, oltre che del rischio di tumori. “Anche se i nostri risultati devono essere replicati in altri studi, fortunatamente ci sono molte altre sulfaniluree che, finora, sembrano avere un profilo di sicurezza migliore rispetto a gliburide" ha affermato Azoulay.

Invece, gliburide è ampiamente utilizzata in molti Paesi. Perciò, concludono Tuccori, Azoulay e i colleghi, vista la crescente prevalenza del diabete di tipo 2 in tutto il mondo e la prevalenza relativamente elevata dei pazienti esposti a gliburide, i risultati del loro studio sollevano questioni e preoccupazioni che dovranno essere affrontate in studi futuri più ampi e  ben disegnati.

Alessandra Terzaghi

M.Tuccori, et al. The Use of Glyburide Compared With Other Sulfonylureas and the Risk of Cancer in Patients With Type 2 Diabetes. Diabetes Care. 2015; doi: 10.2337/dc15-1358.
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