Diabete, semaglutide (analogo del GLP-1) riduce il rischio cardiovascolare del 26%

Al congresso europeo sul diabete (EASD) in corso a Monaco di Baviera, sono stati presentati i dati dello studio SUSTAIN 6 condotto con il nuovo GLP-1 agonista semaglutide che confermano una riduzione del 26% del rischio di un end point composito che consisteva in morte cardiovascolare, infarto del miocardio non fatale, e stroke non fatale. Lo studio è stato pubblicato in contemporanea sul New England Journal of Medicine.

La competizione tra i farmaci antidiabetici sembra spostarsi dal versante della riduzione della glicemia, data oramai per scontata, a quello della riduzione del rischio cardiovascolare o perlomeno della neutralità nei confronti di esso.

Al congresso europeo sul diabete (EASD) in corso a Monaco di Baviera, sono stati presentati i dati dello studio SUSTAIN 6 condotto con il nuovo GLP-1 agonista semaglutide che confermano una riduzione del 26% del rischio di un end point composito che consisteva in morte cardiovascolare, infarto del miocardio non fatale, e stroke non fatale. Lo studio è stato pubblicato in contemporanea sul  New England Journal of Medicine.

Semaglutide è il terzo antidiabetico a raggiungere questo importante traguardo, dopo empagliflozin e liraglutide.

Nello studio presentato all’EASD , condotto su 3297 pazienti con diabete di tipo 2 e ad alto rischio cardiovascolare,  il farmaco è stato dato in aggiunta alla terapia standard. I dati presentati a Monaco si riferiscono agli eventi cardiovascolari maggiori (MACE)  riportati da 254 pazienti.

Inoltre, nel trial si è osservata una riduzione del 39% di stroke non fatali e del 26% di infarti del miocardio non fatali. Dopo i primi 2 anni di trattamento, i decessi per cause cardiovascolari non differivano tra i due gruppi di trattamento (riduzione del 2% con semaglutide).

"La riduzione degli eventi cardiovascolari osservati con semaglutide nello studio SUSTAIN 6 è notevole data la piccola popolazione di studio e la breve durata del trial ", ha detto il dottor Steven Marso, autore principale della pubblicazione sul New England Journal of Medicine. "Questi risultati sono clinicamente rilevanti, poichè le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte nelle persone con diabete di tipo 2 e sono necessarie nuove opzioni di trattamento in grado di ridurre il rischio di eventi cardiovascolari."

Entro la fine del 2016, Novo intende depositare il dossier registrativo alle autorità regolatorie americane ed europee. L’approvazione di Ema ed Fda  è prevista nella seconda metà del 20217.
Gli analisti prevedono per semaglutide un futuro di successo con vendite che nel 2022 potrebbero posizionarsi sui $2,2 miliardi.
Semaglutide

Semaglutide è una versione long acting dell’analogo del GLP-1 (glucagone-like peptide-1 umano ) che stimola l'insulina e sopprime la secrezione di glucagone in modo glucosio-dipendente, così come diminuisce l'appetito e l'assunzione di cibo. Somministrato per via sottocutanea una volta alla settimana, semaglutide è in fase 3 di sviluppo per il trattamento del diabete di tipo 2.

Gli analoghi del GLP-1 attualmente disponibili in terapia sono exenatide, per il quale anche in Italia è stata lanciata la versione monosettimanale, e liraglutide farmaco once a day della stessa Novo, che con 2 miliardi di vendite annue domina questo mercato.

Insieme alla società Emisphere, Novo sta anche sviluppando la versione orale di semaglutide, nota per ora con la sigla OG217SC. Questo farmaco ha già completato con successo un trial di fase II i cui dati top line sono stati resi noti lo scorso mese di febbraio.