Diabete

Diabete, semaglutide prevale nella sfida tra GLP-1. Studio su Lancet

I pazienti con diabete di tipo 2 trattati con semaglutide una volta alla settimana hanno sperimentato riduzioni statisticamente maggiori dei livelli di emoglobina glicata A1c (HbA1c) e del peso corporeo, rispetto al trattamento con dulaglutide. Lo dicono i dati dello studio SUSTAIN 7 appena pubblicati su Lancet Diabetes & Endocrinology.

I pazienti con diabete di tipo 2 trattati con semaglutide una volta alla settimana hanno sperimentato riduzioni statisticamente maggiori dei livelli di emoglobina glicata A1c (HbA1c) e del peso corporeo, rispetto al trattamento con dulaglutide, un altro agonista del GLP-1. Lo dicono i dati dello studio SUSTAIN 7 appena pubblicati su Lancet Diabetes & Endocrinology.

Nel mese di dicembre semaglutide ha ottenuto l’approvazione della Fda e il via libera preliminare del Chmp, per cui a breve potrebbe essere definitivamente approvato ANCHE dall’Ema. Sviluppato da Novo Nordisk, sarà messo in commercio con il marchio Ozempic.

Secondo quanto ha riportato Thomson Reuters, gli analisti prevedono che le vendite annue di Ozempic entro il 2023 possano raggiungere i 3,17 miliardi di dollari.

«È fondamentale che i risultati degli studi clinici siano pubblicati e messi a disposizione dei medici e della comunità scientifica», ha dichiarato Mads Krogsgaard Thomsen, vicepresidente esecutivo e direttore scientifico di Novo Nordisk. «SUSTAIN 7 è un importante trial testa a testa, che dimostra una significativa efficacia di semaglutide a somministrazione settimanale contro dulaglutide, e siamo lieti che il manoscritto completo sia ora disponibile in The Lancet Diabetes & Endocrinology».

Lo studio SUSTAIN 7
Lo studio SUSTAIN 7 di fase 3b, della durata di 40 settimane, ha valutato l'efficacia e la sicurezza di due dosaggi di semaglutide e dulaglutide; 0,5 e 1,0 mg rispetto a 0,75 e 1,5 mg, aggiunti a metformina.

In estrema sintesi, semaglutide si è dimostrata superiore nel ridurre i livelli di HbA1c, un maggior numero di pazienti ha raggiunto l’obiettivo di livelli di HbA1c inferiori al 7,0%, ed è stata maggiore la diminuzione del peso corporeo, con un profilo di sicurezza sovrapponibile al farmaco di confronto.

Più in dettaglio, semaglutide 0.5 mg ha ridotto HbA1c di 1,5% rispetto a 1,1% con dulaglutide 0,75 mg. Al dosaggio più elevato, la riduzione di HbA1c e stata di 1,8% con semaglutide 1,0 mg e 1,4% con dulaglutide 1,5 mg. La differenza di trattamento stimata (ETD) era statisticamente significativa, sia nel confronto a basse dosi che a dosi più elevate (-0,40% e -0,41%, rispettivamente).

«Come medico, conosco molto bene quanto può essere difficile aiutare le persone che vivono con il diabete di tipo 2 a raggiungere i loro obiettivi di trattamento», ha detto Richard Pratley, autore principale e responsabile del programma di diabete presso l'Istituto di ricerca traslazionale per il metabolismo e il diabete della Florida. «Il diabete di tipo 2 è una malattia complessa e il significativo controllo glicemico e la perdita di peso ottenuti con semaglutide una volta a settimana rispetto a dulaglutide sono incoraggianti, poiché è fondamentale poter disporre di più opzioni di trattamento».

Usando l'obiettivo del trattamento dell'American Diabetes Association (ADA) di HbA1c inferiore al 7,0%, significativamente più persone trattate con semaglutide rispetto a dulaglutide, a entrambi i dosaggi, hanno raggiunto l'obiettivo (68% e 79% con semaglutide 0,5 mg e 1,0 mg, rispetto a 52% e 67% con dulaglutide 0,75 mg e 1,5 mg).

Infine, a partire da un valore basale medio di 95,2 kg, il peso corporeo è stato ridotto di 4,6 kg nelle persone trattate con semaglutide 0,5 mg rispetto a 2,3 kg nelle persone trattate con dulaglutide 0,75 mg, e 6,5 kg con semaglutide 1,0 mg rispetto a 3,0 kg con dulaglutide 1,5 mg.

Semaglutide
E’ un agonista del recettore del GLP-1 (glucagon-like peptide-1), che imita l'azione di un ormone intestinale che stimola la produzione di insulina. Ha una lunga durata d'azione ed è stato approvato alle dosi di 0,5 e 1,0 mg, da somministrare una volta alla settimana tramite un apposito dispositivo con penna precaricata. E’ in corso di sviluppo anche la formulazione orale del farmaco.

Si configura come una decisa innovazione nella sua classe di appartenenza, sia per la mono somministrazione settimanale sia per i dati di superiorità con altri esponenti della stessa classe (dulaglutide, exenatide). Anche i dati di safety cardiovascolare e quelli relativi alla perdita di peso sono positivi. Potrà essere utilizzato sia in monoterapia, quando la metformina risulti mal tollerata, oppure in aggiunta ad altri farmaci antidiabetici.

Oltre all'obesità, il farmaco viene testato anche sulla steatoepatite non alcolica (NASH), nota come fegato grasso, e sulle malattie croniche renali e cardiovascolari.
Novo Nordisk a novembre ha detto che con i farmaci che combinano semaglutide con i nuovi farmaci biologici spera di raggiungere una perdita di peso che possa competere con la chirurgia.

Due dei sei progetti clinici sull'obesità attualmente in fase 1 di sperimentazione quest’anno passeranno alla fase II. La pipeline dell'azienda sull’obesità esplora principalmente i progetti riguardanti la perdita di peso ottenuta riducendo l'appetito e quindi l'assunzione di cibo, ma sta anche guardando all'aumento del consumo di energia.

Pratley RE, Aroda VR, Lingvay I, et al. Semaglutide versus dulaglutide once weekly in patients with type 2 diabetes (SUSTAIN 7): a randomised, open-label, phase 3b trial. Lancet Diabetes Endocrinol . 2018; In Press.
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