Diabete, SGLT2 inibitori associati a danno renale in particolari condizioni

L'uso di inibitori di SGLT2 per il trattamento del diabete di tipo 2 può portare a un danno acuto renale in un setting di disidratazione e/o durante l'uso di Fans o negli studi di radio contrasto. E' quanto emerso da uno studio condotto dai ricercatori dell'Hadassah Hebrew University Hospitals, di Gerusalemme e pubblicato su Diabetes Care.

L’uso di inibitori di SGLT2 per il trattamento del diabete di tipo 2 può portare a un danno acuto renale in un setting di disidratazione e/o durante l’uso di Fans o negli studi di radio contrasto. E’ quanto emerso da uno studio condotto dai ricercatori dell’Hadassah Hebrew University Hospitals, di Gerusalemme e pubblicato su Diabetes Care. Secondo gli esperti, in queste circostanze dovrebbe essere evitato l’uso di inibitori di SGLT2.

Questi farmaci, come canagliflozin e dapagliflozin sono caratterizzati da un’avvertenza dell’Fda riguardo i possibili rischi di danno renale acuto, ma paradossalmente, un altro farmaco della stessa classe, empagliflozin ha dimostrato una protezione renale nel lungo termine nello studio EMPA-REG. Inoltre, attualmente è in conso lo studio di fase III CREDENCE disegnato per valutare canagliflozin in una popolazione diabetica con malattia renale. Lo studio terminerà nel 2019.

Questi dati hanno causato confusione tra i clinici.

Nel loro studio, gli esperti guidati da Samuel N Heyman, hanno spiegato che “mentre la iniziale riduzione del tasso di filtrazione glomerulare, associata a una riduzione della pressione trans glomerulare, rappresenta un fattore intrinseco reversibile di protezione renale a lungo termine, l’inibizione di SGLT2 può potenzialmente portare a una disfunzione renale significativa in determinate condizioni”.

La disidratazione risultante dalla diuresi osmotica e natriuresi è una delle condizioni  menzionate nelle avvertenze dell’Fda e può colpire in particolare i pazienti fragili in trattamento con diuretici.

Inoltre, i dati sui modelli animali e sull’uomo suggeriscono che il diabete aumenta il rischio di ipossia parenchimale renale e danno ipossico. Studi precedenti degli stessi autori avevano suggerito che sia l’ipossia, sia l’espressione di fattori che indotti dall’ipossia sono intensificati nei reni di soggetti diabetici, mentre il diabete sperimentale predispone a danno ipossico tubulare midollare.

Gli esperti sostengono che l’introduzione degli inibitori di SGLT2 per il trattamento del diabete potrebbe aggravare ulteriormente l’ipossia a livello della giunzione corticomidollare, che a sua volta potrebbe essere peggiorata ancora di più nel contesto di farmaci che predispongono a danno ipossico midollare, tra cui i Fans o gli agenti per il radio contrasto.

Come sottolineano i ricercatori, i biomarcatori urinari disponibili potrebbero essere utilizzati per rilevare il danno tubulare, che non sono stati utilizzati nello studio EMPA-REG, così come non erano stati studiati sistematicamente nei casi di lesioni renali acute riportate.

"Da questo punto di vista, riteniamo che siano necessari studi che utilizzino biomarcatori urinari per valutare la reale presenza di danno tubulare ipossico in pazienti in trattamento con inibitori SGLT2 con funzione renale in declino", osservano gli esperti.

Nel frattempo, "è prudente suggerire particolare attenzione riguardo al mantenimento dello stato di idratazione per ridurre il rischio di deplezione del volume in pazienti ad alto rischio con diabete che utilizzino inibitori SGLT2".

“La possibilità di danno renale acuto ipossico indotta dagli inibitori di SGLT2 dovrebbe essere accuratamente studiata e validato negli esseri umani", aggiungono gli esperti. “Fino ad allora, "proponiamo di evitare la somministrazione concomitante di agenti che portino a lesioni midollari ipossiche: evitare i Fans in pazienti in terapia con inibitori di SGLT2 e interrompere la terapia con questi ultimi prima di studi di radio contrasto”, concludono i ricercatori.

Samuel N. Heyman et al, Potential Hypoxic Renal Injury in Patients With Diabetes on SGLT2 Inhibitors: Caution Regarding Concomitant Use of NSAIDs and Iodinated Contrast Media, Diabetes Care
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