Metformina sembra avere una ‘durabilità’ glicemica superiore rispetto alle sulfoniluree e meglitinide. A suggerirlo è uno studio osservazionale effettuato su cinque registri nazionali sui pazienti diabetici presenti in Svezia. Il lavoro è stato da poco pubblicato online su BMJ Open Diabetes Research & Care.

Obiettivo degli autori era valutare per quanto tempo riescono a rimanere in monoterapia con le classi di ipoglicemizzanti orali disponibili i pazienti affetti da diabete di tipo 2 che si incontrano nella pratica clinica reale. Come misura della capacità di mantenere invariata la monoterapia iniziale (durabilità) i ricercatori, guidati da Nils Ekström, dell’Università di Goteborg, hanno misurato dopo quanto tempo i pazienti smettevano di prendere l’ipoglicemizzante iniziale, cambiavano agente o ne aggiungevano un secondo, analizzando questi dati sia singolarmente sia combinandoli in un unico endpoint.

In particolare, il team ha esaminato le cartelle cliniche di 69.667 pazienti adulti affetti da diabete di tipo 2 e ne ha identificati 17.309 non ancora trattati in precedenza e ai quali erano stati prescritti in prima battuta metformina, una sulfonilurea o meglitinide tra il luglio 2005 e il dicembre 2011. I pazienti sono stati seguiti per 5,5 anni.

L'età media del campione era di 71 anni, la durata media del diabete di 5 anni e l’indice di massa corporea medio pari a 28 kg/m2. In generale, quasi la metà di questi pazienti ha interrotto il farmaco iniziale, è passato a un farmaco diverso o ha dovuto aggiungere un secondo agente alla monoterapia iniziale durante il follow-up.

Rispetto alla metformina, le sulfonilurea e meglitinide sono risultate associate a un rischio significativamente maggiore di fallimento della monoterapia ( hazard ratio, HR, 1,74) e a un rischio ancora maggiore di cambio del farmaco (HR 2,81) o di necessità di aggiungerne un secondo (HR 3,14). Questi i risultati dell’analisi principale sono stati confermati in due ulteriori analisi di sensibilità che hanno coinvolto circa 60.000 partecipanti.

I pazienti che hanno continuato la monoterapia iniziale durante il follow-up hanno mostrato un miglioramento di circa il 10% dei livelli di HbA1c, a prescindere dal farmaco utilizzato.. Al contrario, nei pazienti che hanno interrotto la terapia, hanno cambiato farmaco o hanno dovuto aggiungerne un secondo, i livelli di HbA1c sono rimasti stabili o sono leggermente aumentati nel tempo, con un deterioramento del controllo glicemico.

"Questi risultati rafforzano le evidenze attuali a supporto di una durabilità superiore di metformina rispetto alle sulfoniluree nella vita reale e suggeriscono che ciò vale anche per meglitinide” concludono Ekstrom e i colleghi.

N. Ekström, et al. Durability of oral hypoglycemic agents in drug naïve patients with type 2 diabetes: report from the Swedish National Diabetes Register (NDR). BMJ Open Diab Res Care 2015;3:e000059 doi:10.1136/bmjdrc-2014-000059.
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