Diabete

Diabete tipo 1, glucagone intranasale efficace contro l'ipoglicemia in etÓ pediatrica

La somministrazione intranasale di glucagone in polvere ha portato nel giro di 20 minuti a un aumento di 25 mg/dl della glicemia in un gruppo di bambini con diabete di tipo 1 con un’ipoglicemia indotta da insulina. È questo il risultato di uno studio multicentrico appena presentato a Stoccolma durante il lavori del 51° congresso della European Association for the Study of Diabetes (EASD). 

L’attuale trattamento di emergenza dell’ipoglicemia grave prevede l'uso di un kit per l'iniezione intramuscolare di glucagone, che spesso non è prontamente accessibile quando serve, specie nel caso di bambini che potrebbero avere un’ipoglicemia a scuola, dove i kit potrebbero essere tenuti sotto chiave o tenuti da infermieri scolastici. Inoltre, ha osservato Jennifer Sherr, pediatra della Yale University, non sempre potrebbe esserci sul posto qualcuno capace di fare le iniezioni e disponibile a farle. La professoressa ha anche sottolineato che, mentre l'iniezione intramuscolare di glucagone richiede alcuni passaggi, la somministrazione della polvere nasale ne richiede solo uno, che non prevede alcuna ricostituzione ed è quindi molto più semplice.

Finora, tuttavia, dati sull'efficacia e la sicurezza di glucagone intranasale erano disponibili solo per gli adulti. Lo studio presentato all’EASD, invece, è il primo a valutarne l’impiego nei bambini e negli adolescenti, una popolazione nella quale la comodità di somministrazione intranasale potrebbe essere anche maggiore e più importante.

Lo studio ha coinvolto sette centri che aderiscono al registro T1D Exchange e sono stati analizzati i dati di 45 bambini e adolescenti di età compresa tra 4 a 16 anni con diabete di tipo 1 inseriti nel registro. I ricercatori hanno suddiviso il campione in tre gruppi di età: uno di 18 pazienti da 4 anni a 7 anni (con un’età media di 6,5 anni, il 17% di sesso femminile, tutti bianchi e con livelli medi di HbA1c pari all’8,1%), uno con lo stesso numero di pazienti, di età compresa tra gli 8 e gli 11 anni (con un’età media di 11,1 anni, il 44% di sesso femminile, per l’89% bianchi e con livelli medi di HbA1c pari a 7,9%) e uno di pazienti tra i 12 anni e I 16 anni (con un’età media di 14,6 anni; il 42% di sesso femminile, per l’83% bianchi e con livelli medi di HbA1c pari all’8,2%).

A tutti è stata somministrata insulina in modo da abbassare la glicemia al di sotto degli 80 mg/dl e poi, 5 minuti dopo aver interrotto l’insulina, è stato somministrato glucagone intranasale o per via iniettiva ed è stata misurata la glicemia.

I due gruppi più giovani sono stati assegnati al trattamento con 2 mg e 3 mg di glucagone intranasale in due giorni separati, in doppio cieco, con un ordine casuale oppure alla somministrazione di una dose singola di glucagone, decisa in base al peso, per via intramuscolare.

Il gruppo di bambini e ragazzi più grandi è stato invece trattato una volta con glucagone 1 mg per via intranasale e la volta successiva con glucagone 3 mg per via intranasale.

Tutti i pazienti trattati con glucagone per via intramuscolare o intranasale tranne uno hanno ottenuto un aumento della glicemia di almeno 25 mg/dl entro 10-20 minuti dalla somministrazione dell’ormone. Sia il tempo di raggiungimento del picco sia i livelli di picco del glucagone sono risultati simili tra i gruppi.

Un bambino di 6 anni che non ha ottenuto un aumento della glicemia si era soffiato il naso subito dopo la somministrazione della terapia intranasale e non è stato incluso nell'analisi di efficacia.

Nel gruppo di bambini più giovani, i nadir medi di glicemia raggiunti dopo la somministrazione di insulina sono risultati pari a 68 mg/dl nel gruppo assegnato a glucagone intranasale 2 mg, 67 mg/dl in quello assegnato a 3 mg e 71 mg/dl in quello assegnato al glucagone intramuscolare.
Dopo la somministrazione del glucagone, le medie dei picchi glicemici sono risultate pari rispettivamente a 189, 208 e 211 mg/dl; inoltre, l’11%, 12% e il 6% dei pazienti hanno raggiunto un aumento della glicemia di almeno 25 mg/dl entro 20 minuti.

Risultati simili sono stati osservati due gruppi di bambini e ragazzi più grandi, con nadir medi di glicemia di 71-75 mg/dl in quello di età compresa tra 8 e 11 anni e 69-73 mg/dl in quello di età compresa tra 12 e 16 anni. Dopo la somministrazione di glucagone, le medie dei picchi glicemici sono risultate pari rispettivamente a 201-206 mg/dl e 178-198 mg/dl e la percentuale di bambini che hanno raggiunto un aumento della glicemia di almeno 25 mg/dl è stata dell'11% con la somministrazione intranasale e 6% con quella intramuscolare nel gruppo di età intermedia e del 12% con entrambe le modalità di somministrazione nel gruppo più grande.

Tra gli effetti collaterali, si è manifestata nausea temporanea con o senza vomito nel 67% dei bambini assegnati al trattamento con glucagone intramuscolare contro il 43% dei bambini assegnati a glucagone 3 mg intranasale e il 39% di quelli assegnati a glucagone 2 mg intranasale (P =  0,06).

"Il glucagone Intranasale è stato ben tollerato, con effetti collaterali transitori, e date l'efficacia e sicurezza simili dei due dosaggi intranasali, per semplicità si può utilizzare una singola somministrazione da 3 mg di glucagone intranasale in tutta la popolazione pediatrica" ha detto la Sherr durante la sua presentazione. 

Inoltre, ha aggiunto, "questi dati sono a supporto dell'efficacia e della sicurezza della nuova formulazione in polvere di glucagone per il trattamento dell’ipoglicemia grave nei giovani affetti da diabete di tipo 1”.

La specialista ha fatto notare che il glucagone intranasale può essere conservato a temperatura ambiente e si ritiene che si conservi per circa 2 anni. In più ha sottolineato il fatto che può essere somministrato ai pazienti che hanno perso conoscenza in quanto viene assorbito passivamente.

J. Sherr, et al. Glucagon nasal powder: an effective alternative to intramuscular glucagon in youth with type 1 diabetes. EASD 2015; abstract 42.
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