Un nuovo studio di popolazione presentato a Vienna al congresso della European Society of Diabetes (EASD) evidenzia che, nel complesso, l’incidenza dei nuovi casi di cancro nei pazienti con diabete di tipo 1sembra essere all’incirca la stessa dei pazienti con diabete di tipo 2.

I risultati escludono anche con buone probabilità qualsiasi effetto cancerogeno di rilevo dell’insulina nei pazienti con diabete di tipo 1.

Presentando i dati, Bendix Carstensen, dello Steno Center, un centro di ricerca di proprietà di Novo Nordisk, con sede a Gentofte, in Danimarca, ha spiegato che i pazienti affetti da diabete di tipo 2 sono notoriamente a maggior rischio di alcuni tumori, ma ci sono poche informazioni sul rischio oncologico nei pazienti di tipo 1, perché la maggior parte degli studi sulla relazione tra cancro e diabete hanno coinvolto tutti i pazienti diabetici e quindi hanno incluso principalmente quelli con diabete di tipo 2, vista la maggiore prevalenza di questa forma.

Al fine di valutare l'incidenza del cancro specificamente nel diabete di tipo 1, Carstensen  e i colleghi hanno utilizzato i dati sui pazienti con diabete di tipo 1 tratti dai registri nazionali e li hanno incrociati con quelli dei registri nazionali tumori di Danimarca, Svezia, Finlandia, Scozia e Australia. Hanno così potuto valutare chi tra i pazienti con diabete di tipo 1 aveva sviluppato un tumore e quando.

I ricercatori hanno inoltre confrontato le incidenze dei tumori calcolate nei pazienti con diabete di tipo 1 con quelle della popolazione generale in ciascun Paese.

I risultati mostrano che "il pattern generale nei pazienti con diabete di tipo 1 è lo stesso dell’intera popolazione di pazienti diabetici e globalmente non c'è alcun aumento nei pazienti con diabete di tipo 1 rispetto alla popolazione generale" ha detto Carstensen.

"Credo che possiamo escludere un importante effetto cancerogeno dell’insulina nei pazienti con diabete di tipo 1. Se ci fosse un effetto del genere avremmo visto un aumento dell’incidenza di alcuni tipi di tumore all’aumentare della durata della malattia” ha aggiunto il ricercatore.

Nell’arco di 4,6 milioni di anni-persona di follow-up nei cinque Paesi ci sono stati in totale quasi 9369 casi di cancro tra i pazienti con diabete di tipo 1, con un’età media alla diagnosi di 51 anni.

Il diabete di tipo 1 era stato diagnosticato prima dei 40 anni. Il follow up è andato dalla data della diagnosi fino al decesso o alla fine dello studio.

Il rate ratio (RR) complessivo di tumori di qualsiasi tipo per i pazienti con diabete di tipo 1 e l'effetto del tempo trascorso dalla diagnosi di diabete di tipo 1 è stato calcolato aggiustando i dati in base all’età, alla data del follow-up e alla data di nascita.

Quando l’incidenza del cancro nei pazienti con diabete di tipo 1 è stata confrontata con quella della popolazione generale dei cinque Paesi, stratificata per gener,e si è trovata "una notevole eterogeneità del RR negli uomini" ha riferito Carstensen. Tuttavia, ha aggiunto l’autore, "se uniamo tutti i risultati allora otteniamo un RR pari a 1 tra gli uomini e pari a 1,04 tra le donne".

Un’eccezione degna di nota è rappresentata dagli uomini svedesi, nei quali si è trovato un RR sorprendentemente basso, ha osservato Carstensen.

"In generale, non vi è alcun aumento del rischio tra gli uomini e un piccolo aumento tra le donne" ha detto il ricercatore. "Inoltre, se l'insulina esogena avesse un qualche effetto sull’incidenza del cancro, questo si dovrebbe vedere, ma non abbiamo trovato evidenze che sia così".

Un limite dello studio, ha riconosciuto Carstensen, risiede nel fatto che i pazienti inclusi nello studio erano ancora relativamente giovani in termini di rischio di cancro, per cui i risultati potrebbero cambiare via via che invecchiano.

Per quanto riguarda il rischio di specifici tumori, i risultati hanno mostrato un andamento simile a quello trovato nei pazienti con diabete di tipo 2, cioè un aumento del rischio per alcuni tipi di cancro e di una riduzione del rischio per altri, rispetto alla popolazione generale.

I tumori per i quali sembra esserci un aumento del rischio sono quello allo stomaco (RR pari a 1,19 negli uomini e 1,75 nelle donne), al colon-retto (RR rispettivamente 1,13 e 1,09), al fegato (RR 2,18 e 1,63), al pancreas (RR 1,70 e 1,36), al rene (RR 1,29 e 1,42), alla tiroide (RR 1,27 e 1,48) e all’endometrio (RR 1,53).

I ricercatori hanno trovato invece un rischio di cancro al seno inferiore del 10% nelle donne con diabete di tipo 1 (RR 0,89) e tra gli uomini con diabete di tipo 1un rischio di cancro alla prostata inferiore del 40% (RR 0,59) e un rischio di carcinoma testicolare inferiore del 10% (RR 0,89).

L’autore ha poi detto che si sa che nei 6-12 mesi dopo la diagnosi di diabete si registra un aumento dell’incidenza di tumori, ma ciò di solito dipende da una maggiore sorveglianza dei pazienti appena diagnosticati.

Infatti, nel loro studio, Carstensen e i colleghi hanno evidenziato un forte effetto della durata del diabete, con un RR di tumori pari a 2,5 durante il primo anno, diminuito a meno di 1,2 dopo 2-5 anni.

Il ricercatore ha anche segnalato che i ricercatori non avevano dati sull’indice di massa corporea dei pazienti e una parte dell'aumento del rischio di alcuni tumori potrebbe essere dovuto all’obesità; tuttavia, questo fattore gioca probabilmente un ruolo minore nel diabete di tipo 1 che non in quello di tipo 2.

Il moderatore della sessione in cui è stato presentato lo studio, Edwin Gale, professore emerito presso l'Università di Bristol, ha osservato che gli autori non sono arrivati a concludere che l'iperglicemia è di per sé un fattore di rischio di cancro e ha chiesto a Carstensen se lui e il suo gruppo sono sicuri che sia realmente così

Carstensen ha risposto che non avevano dati sui valori glicemici e che servirebbero studi di coorte più specifici in cui si disponga di tali dati per rispondere a questa domanda.

B. Carstensen, et al. Cancer occurrence in type 1 diabetes patients: a 4-country study with 8800 cancer cases in 3.7 mio person-years. EASD 2014; abstract 245.
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