Diabete

Diabete tipo 2, accoppiata saxagliptin- dapagliflozin aggiunta a metformina efficace nei pazienti con scarso controllo glicemico

La combinazione di saxagliptin e dapagliflozin aggiunta a metformina permette di raggiungere un miglior controllo glicemico nei pazienti con diabete di tipo 2 scarsamente controllati con la sola metformina rispetto ai singoli componenti più metfromina. Lo dimostra uno degli studi appena presentati a Vienna, in occasione del congresso annuale dell'Associazione Europea per lo Studio del Diabete (EASD), nella sessione dedicata ai nuovi studi di outcome sugli inibitori dell’SGLT2, di cui dapagliflozin è il capostipite

"La metformina - seguita dalla aggiunta sequenziale di un singolo agente quando il controllo glicemico peggiora - è l'approccio standard per il trattamento del diabete di tipo 2" ha commentato  Julio Rosenstock del Dallas Diabetes and Endocrine Center di Dallas, presentando i dati dello studio.

Tuttavia, ha aggiunto il diabetologo, “sono necessari approcci terapeutici più efficaci e semplici per raggiungere gli obiettivi glicemici personalizzati, senza un aumento del rischio di ipoglicemia o un aumento di peso nei pazienti in cui la sola metformina non funziona più".

Gli inibitori dell’SGLT2 e quelli della DDP4 (classe, questlultima, alla quale appartiene saxagliptin) hanno meccanismi d’azione complementari, che potrebbero migliorare il controllo glicemico, facendo nel contempo perdere peso al paziente, con un basso rischio di ipoglicemia, ha spiegato Rosenstock.

Per questo, l’autore e i colleghi hanno provato a confrontare efficacia e sicurezza della combinazione saxagliptin/dapagliflozin rispetto ai singoli componenti, in aggiunta a metformina, con uno studio multicentrico, randomizzato e in doppio cieco su 534 pazienti con DT2 scarsamente controllato con la sola metformina e con un valore di emoglobina glicata (HbA1c) compreso tra l’8 e il 10%.

I partecipanti sono stati trattati in rapporto 1:1 con saxagliptin 5 mg once daily più dapagliflozin 10 mg once daily o saxagliptin (più placebo) oppure dapagliflozin (più placebo), in tutti e tre i gruppi in aggiunta a un dosaggio stabile di metformina (≥ 1500 mg), per 24 settimane.

Il valore medio iniziale della glicata (± DS) era pari a 8,9% (± 1,2%) nel gruppo saxagliptin-dapagliflozin, 9% (± 1,1%) nel gruppo solo saxagliptin e 8,9% (± 1,2%) nel gruppo solo dapagliflozin.

Dopo 6 mesi di trattamento, la riduzione media aggiustata dell’HbA1c rispetto al valore iniziale è stata pari a -1,5% nel gruppo trattato con la combinazione contro -0,9% in quello trattato con il solo saxagliptin (differenza -0,59%; P < 0,0001) e -1,20% con il solo dapagliflozin (differenza -0,27%; P = 0,01666).

Inoltre, la percentuale di pazienti che sono riusciti a raggiungere il target di glicata specificato nel protocollo (HbA1c <7%) è risultata quasi doppia nel gruppo trattato con saxagliptin-dapagliflozin (41%) rispetto al gruppo solo dapagliflozin (22%) e più che raddoppiata rispetto a quella del gruppo solo saxagliptin 19%.

Per quanto riguarda la glicemia a digiuno, al termine dello studio si è osservata una riduzione di 38 mg/dl nel gruppo trattato con la combinazione, 14 mg/dl in quello trattato con il solo saxagliptin e 32 mg/dl in quello trattato con il solo dapagliflozin.

Sul fronte del peso corporeo, la variazione al termine dello studio è stata di -2,1 kg con saxagliptin/dapagliflozin, 0 kg con solo saxagliptin e 2,4 kg con solo dapagliflozin.

Gli eventi avversi, ha riferito Rosenstock, sono stati simili per tipo e frequenza in tutti i gruppi di trattamento, e le infezioni urinarie e genitali hanno avuto un’incidenza simile a quella attesa sulla base dei risultati di studi precedenti. Inoltre, l'incidenza dell’ipoglicemia è stata del 2%, 3% e 14%, nei rispettivi gruppi, mentre non sono stati segnalati episodi di ipoglicemia grave, tale da richiedere assistenza.

“Questo studio” ha concluso l’autore “è il primo ha dimostrare che la combinazione di saxagliptin e dapagliflozin, aggiunta a metformina, permette di ottenere un controllo glicemico superiore a quello dei singoli componenti, con un calo ponderale simile a quello indotto dal solo dapagliflozin e con un rischio molto basso di ipoglicemia”.

Alessandra Terzaghi

J. Rosenstock, et al. Randomised, Double-Blind Trial of Dual Add-on Saxagliptin Plus Dapagliflozin vs Saxagliptin or Dapagliflozin Add-on Alone in Poorly Controlled Type 2 Diabetes on Metformin. EASD 2014; abstract OP4.

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