Un piccolo studio retrospettivo di ricercatori inglesi suggerisce che l'aggiunta di un inibitore del cotrasportatore del sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2) alla terapia per i pazienti affetti da diabete di tipo 2 che assumono un agonista del glucagon like peptide 1 (GLP-1) può portare a un’ulteriore perdita di peso rispetto a quella associata al solo GLP-1.agonista.

I risultati dello studio sono stati presentati da Andrew P McGovern, del Beta Cell Centre for Diabetes, del Chelsea and Westminster Hospital di Londra, in occasione della recente Diabetes UK Professional Conference, tenutasi nella capitale inglese.

Anche se c’è stata una quota di pazienti, circa il 25%, che non ha perso peso per nulla, ha riferito McGovern, tra i "responder" coloro che assumevano due agenti hanno ottenuto una perdita di peso due volte maggiore rispetto a quelli trattati con uno solo.

Martin Rutter, del Manchester Diabetes Centre, chiariman della sessione in cui è stato presentato lo studio ha detto di non ritenere i dati davvero sorprendenti e ha segnalato i limiti del lavoro: un piccolo studio monocentrico e di tipo retrospettivo. “C’è bisogno di dati provenienti da database di grandi dimensioni, come il Clinical Practice Research Datalink, per confermare tali risultati” ha detto l’esperto.

Inoltre, ha spiegato Rutter in un’intervista, "la perdita di peso non è il motivo principale per cui i pazienti iniziano a prendere questi agenti, ed è importante sottolineare che si tratta di farmaci ipoglicemizzanti e che i benefici relativi al peso sono secondari. Al  momento non siamo nella posizione di prescrivere questi farmaci per dimagrire di per sé”.

Va detto, tuttavia, che un GLP-1.agonista, liraglutide, è stato da poco approvato sia nell'Unione europea sia negli Stati Uniti come farmaco anti-obesità, anche se a un dosaggio più elevato (3 mg) rispetto a quelli utilizzati per il trattamento del diabete di tipo 2 (1,2 o 1,8 mg).

Durante il convegno londinese, McGovern ha spiegato che gli inibitori dell’SGLT 2- sono farmaci per il diabete di tipo 2 con un meccanismo d’azione indipendente dall’insulina, mentre gli agonisti del GLP-1 sono "insulino-dipendenti". Entrambe le classi sembrano avere come effetto secondario il calo ponderale, ma non si sa se tale effetto sia additivo, dati i meccanismi d’azione diversi dei due tipi di agenti.
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In questo piccolo studio osservazionale, McGovern e i colleghi hanno identificato da cartelle cliniche elettroniche e cartacee 122 pazienti che avevano iniziato il trattamento con l’inibitore dell’SGLT-2 dapagliflozin. Hanno poi analizzato i dati relativi al peso negli 88 pazienti per i quali tali dati erano disponibili; di questi, 48 erano in trattamento con il solo dapagliflozin e 40 con lo stesso farmaco in combinazione con  un GLP-1 agonista.

Il GLP-1 agonista era liraglutide nel caso di 34 pazienti, exenatide in cinque e lixisenatide in un paziente.

La durata media del follow-up è stata di 154 giorni e la perdita di peso è stata in media di 1,4 kg nel gruppo trattato con il solo dapagliflozin e di 2,8 kg nel gruppo trattato con i due agenti (P = 0,05).

Alcuni pazienti tuttavia, non hanno perso peso per nulla: 12 (il 25%) nel gruppo trattato con il solo dapagliflozin e nove (il 23%) in quello trattato con la combinazione dei due farmaci.

All’estremo opposto, ha riferito McGovern, ci sono stati pazienti che sono dimagriti molto. Tra questi, la perdita di peso è stata di 3 kg nel gruppo trattato con il solo dapagliflozin e 7,2 kg in quello trattato con dapagliflozin più il GLP-1-agonista (P = 0,02), una "tendenza che è abbastanza convincente", ha osservato il ricercatore.

L’effetto sul controllo glicemico e sulla pressione arteriosa è risultato paragonabile nei due gruppi.

"Questi primi dati suggeriscono che l’effetto sulla perdita di peso di dapagliflozin e quello del GLP-1 agonista è additivo" ha concluso McGovern.

Rutter ha sottolineato che sarebbe ora auspicabile fare un ampio studio clinico con questa combinazione di agenti in cui si valuti la perdita di peso come outcome secondario dopo il controllo glicemico.