Diabete

Diabete tipo 2, insulina glargine pił efficace di liraglutide sul grasso epatico

Il trattamento con insulina glargine si è associato a una riduzione significativa del burden della steatosi epatica rispetto a quello con liraglutide nei pazienti con diabete di tipo 2, in uno studio randomizzato multicentrico pubblicato di recente su Diabetes Care. Inoltre, il trattamento con liraglutide non ha influenzato in modo significativo i biomarcatori del grasso epatico.

Entrambi i trattamenti hanno portato a un miglioramento significativo dell’emoglobina glicata (HbA1c), senza differenze significative tra i due bracci; tuttavia, nessuno dei due ha migliorato in modo significativo la frazione di grasso epatico, misurata mediante spettroscopia di risonanza magnetica (MRS).

"In questo studio abbiamo utilizzato tecniche basate sulla risonanza magnetica come biomarcatori non invasivi del grasso epatico, perché non sarebbe stato accettabile sottoporre a biopsie epatiche ripetute questi pazienti, affetti da diabete di tipo 2, ma non da una malattia epatica cronica nota” ha spiegato il primo autore dello studio, An Tang, del Centre hospitalier dell'Università di Montréal, in un’intervista.

Per ottenere questi risultati, Tang e i colleghi hanno arruolato 35 pazienti con diabete di tipo 2 non ben controllato con la sola metformina o con una combinazione di ipoglicemizzanti orali e li hanno trattati per 12 settimane con insulina glargine sottocute a un dosaggio iniziale pari a 10 UI o liraglutide sottocute, partendo da un dose iniziale di 0,6 mg poi aumentata fino a 1,8 mg o alla dose massima tollerata. I partecipanti sono stati analizzati una settimana prima dell’inizio del trattamento, al basale e poi una volta al mese per 5 mesi.

Dopo 4 mesi di terapia, i pazienti del gruppo trattato con insulina glargine hanno mostrato riduzioni significative dell’emoglobina glicata (dal 7,9 al 7,2%; P = 0,005), del volume del fegato (da 2010,6 a 1858.7 ml; P = 0,01) e dell’'indice di grasso epatico totale (da 304,4 a 209,3%; P = 0,01). Hanno invece mostrato solo una tendenza non significativa verso una riduzione della frazione di grasso epatico misurata mediante l’MRS (dal 12,6 al 9,9%; P = 0,06).

Anche nel gruppo trattato con liraglutide l’emoglobina glicata ha fatto registrare una riduzione significativa (dal 7,6% al 6,7%; P < 0,001). Tuttavia, in questo gruppo non si sono osservate variazioni significative di nessuno degli indici epatici.

"La somministrazione di  insulina glargine può ridurre il burden della steatosi epatica in pazienti con diabete di tipo 2, nonostante nel braccio trattato col farmaco sia il peso corporeo sia l’indice di massa corporea siano rimasti stabili" ha detto Tang.

Nello studio, infatti, i pazienti del gruppo liraglutide hanno mostrato una significativa riduzione dell'indice di massa corporea (da 31,3 a 30,1 kg/m2; P = 0,008), mentre quelli con insulina glargine no (da 31,2 a 31,3 kg/m2; P = 0,92) .

Sebbene il trattamento con  l'insulina sia in genere associato ad aumento di peso e possa essere lipogenico, studi di imaging precedenti a quello appena pubblicato hanno mostrato che la terapia insulinica è associata a riduzione del grasso epatico.

"I meccanismi attraverso i quali la terapia con insulina potrebbe ridurre la steatosi epatica comprendono l'inibizione della lipolisi, che può ridurre l’afflusso di acidi grassi liberi al fegato e la diminuzione della produzione di insulina endogena che passa attraverso il fegato, avente come conseguenza una stimolazione della lipogenesi epatica" scrivono Tang e i colleghi nella discussione.

Allo stesso tempo, aggiungono i ricercatori, gli agonisti del GLP-1 come liraglutide promuovono la perdita di peso e si pensava potessero diminuire il grasso epatico aumentando l'assorbimento degli acidi grassi e il trasporto delle lipoproteine a densità molto bassa.

Tuttavia, lo studio non ha evidenziato nessun cambiamento significativo dei biomarcatori del burden del grasso epatico tra i pazienti trattati con liraglutide.

"È possibile che l’aumento post-prandiale della secrezione di insulina nella circolazione portale e la diminuzione della secrezione di glucagone indotta dagli analoghi GLP-1 possa favorire la lipogenesi e quindi spiegare l’assenza di effetti di liraglutide sulla steatosi epatica osservati nello studio" scrivono gli autori per spiegare questo risultato.

"È interessante notare che il miglioramento dell’indice di massa corporea nei pazienti assegnati alla terapia con liraglutide non si è associato a cambiamenti concomitanti dell’impatto della steatosi" rimarcano poi Tang e i colleghi.

Sul fronte della sicurezza e tollerabilità, i ricercatori riportano un’incidenza degli eventi avversi simile nel gruppo trattato con insulina glargine e in quello trattato con liraglutide.

Inoltre, segnalano che sebbene la breve durata dello studio possa aver giocato a sfavore di liraglutide, in quanto il suo impatto sull’indice dei massa corporea potrebbe aver avuto un impatto a lungo termine sulla frazione grassa del fegato, è stata sufficiente per valutare l'endpoint primario.

"Questa riduzione del carico di grasso epatico ottenuta con la terapia insulinica è rassicurante e importante perché molti pazienti con diabete di tipo 2 e steatosi non alcolica devono essere trattati con l’insulina per ottenere un adeguato controllo glicemico" concludono i ricercatori..

“L'assenza di qualsiasi effetto di riduzione del grasso epatico osservata in questo studio con un incretinomimetico come liraglutide è in contrasto con quanto visto in studi precedenti” ha commentato Kenneth Cusi, endocrinologo dell’Università della Florida.

“Altri studi con exenatide e la mia esperienza suggeriscono gli incretinomimetici hanno un effetto moderato, ma significativo, di riduzionedell'accumulo di grasso nel fegato. C’è quindi grande attesa per i risultati di uno studio randomizzato controllato su liraglutide in pazienti con steatoepatite non alcolica confermata dalla biopsia che sarà presentato al congresso dell’Associazione Europea per lo Studio del Fegato alla fine di aprile” ha aggiunto lo specialista.

Alessandra Terzaghi

A. Tang, et al. Effects of Insulin Glargine and Liraglutide Therapy on Liver Fat As Measured by Magnetic Resonance in Patients With Type 2 Diabetes: A Randomized Trial. Diabetes Care. 2015;doi:10.2337/dc14-2548.
leggi

SEZIONE DOWNLOAD