Chi prende le statine potrebbe essere esposto a un rischio significativo di sviluppare il diabete di tipo 2. A suggerirlo è lo studio METSIM, un nuovo studio osservazionale finlandese pubblicato di recente su Diabetologia.

In questo studio, le statine sono risultate associate a un rischio più alto di quasi il 50% di sviluppare un diabete di tipo 2, anche dopo aver aggiustato i dati in base ai possibili fattori di confondimento.

Le statine sembrano aumentare il rischio di diabete di tipo 2 in diversi modi, spiegano i ricercatori, guidati da  Hanna Cederberg, dell’Università di Kuopio. Uno è aumentare la resistenza all'insulina, l'altro è che i farmaci ipocolesterolemizzanti sembrano in qualche modo compromettere la capacità del pancreas di secernere insulina.

Commentando lo studio, Ronald Goldberg, direttore del Diabetes Research Institute dell'Università di Miami, ha detto che "i ricercatori mostrano evidenze che le statine aumentano la resistenza all'insulina e sembra che i pazienti che hanno sviluppato il diabete avessero una minore capacità di rispondere alla resistenza all'insulina producendo più insulina".

Gli autori del lavoro osservano, tuttavia, che la loro ricerca ha mostrato solo un'associazione tra uso di statine e rischio di diabete. E dal momento che il campione era formato solo da uomini bianchi, non è chiaro se i risultati siano estrapolabili alle donne o ad altri gruppi razziali.

Secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), nel 2014 la prevalenza del diabete a livello mondiale è stata del 9%; negli Stati Uniti secondo l'American Diabetes Association (ADA) i diabetici sono circa 29 milioni, mentre in Italia sarebbero circa 4 milioni le persone affette dalla malattia.

Il diabete di tipo 2 si sviluppa quando il corpo diventa resistente all'insulina e, per compensare, ne produce di più. Due importanti fattori di rischio sono l’eccesso di peso e uno stile di vita sedentario.

Nell‘introduzione del loro lavoro, la Cederberg e i colleghi spiegano che già altri studi, in precedenza, hanno suggerito che le statine possono aumentare il rischio di sviluppare il diabete. Tuttavia, questi lavori erano incentrati principalmente sul ruolo delle statine nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, non sul loro potenziale rischio di favorire lo sviluppo del diabete.

Nel nuovo studio, invece, i ricercatori finlandesi hanno monitorato gli effetti del trattamento con statine in quasi 9000 uomini non diabetici di età compresa tra i 45 e i 73 anni, per 6 anni. Uno su quattro (2142 pazienti) stava prendendo una statina all'inizio dello studio.

Nell’arco del follow-up, 625 uomini hanno sviluppato il diabete di tipo 2. Anche dopo aver tenuto conto degli altri fattori di rischio, i soggetti trattati con le statine hanno mostrato un rischio di sviluppare la malattia più alto del 40% rispetto a quelli non trattati con questi anti-colesterolo.

Nel caso di simvastatina e atorvastatina, i ricercatori hanno anche evidenziato che l’aumento del rischio è dose-dipendente-

Scavando un po' più a fondo, hanno scoperto che le statine diminuiscono la sensibilità all'insulina del 24% e la secrezione di insulina del 12%, e che maggiore è la dose assunta di simvastatina e atorvastatina, più la capacità di utilizzare e produrre insulina viene compromessa.

Alte dosi di simvastatina sono risultate associate a un aumento del rischio di sviluppare il diabete del 44%, mentre per basse dosi di simvastatina l'aumento del rischio è risultato del 28%. Alte dosi di atorvastatina, invece, sono risultate collegate a un aumento del rischio del 37%.

Alla luce di questi risultati, ha commentato Al Powers, direttore della divisione di diabete, endocrinologia e metabolismo del Vanderbilt University Medical Center di Nashville, i medici dovrebbero valutare rischi e benefici prima di prescrivere le statine. Particolare attenzione dovrebbe essere data ai pazienti con pre-diabete, visto che sono già sul punto di sviluppare un diabete di tipo 2, ha avvertito l’esperto.

D'altra parte, ha aggiunto Powers, le statine possono essere prescritte tranquillamente ai pazienti che hanno già il diabete di tipo 2, in quanto sono già in trattamento per questa condizione.

Secondo Goldberg, è prevedibile che la maggior parte dei pazienti che hanno bisogno delle statine continueranno a prenderle, ma questi soggetti, ha rimarcato l’esperto, dovrebbero essere sottoposti a un attento monitoraggio dei valori della glicemia.

"Se il rischio cardiovascolare è alto, il beneficio della terapia con statine è così importante che la maggior parte dei medici e dei pazienti saranno probabilmente disposti ad accettare l'aumento del rischio di diabete a favore del beneficio offerto nella prevenzione di infarti e ictus" ha detto lo specialista.

Alan Garber, professore di medicina al Baylor College of Medicine di Houston, nonché editor della rivista Diabetes, Obesity and Metabolism, ha sottolineato che i pazienti che prendono le statine nei quali si inizia a osservare un aumento della glicemia possono probabilmente scongiurare il diabete di tipo 2 attraverso la dieta ed esercizio fisico. "La soluzione è un cambiamento dello stile di vita attraverso la dieta e l'esercizio fisico. Peraltro, bisognerebbe attuarlo in ogni caso anche per il colesterolo alto" ha detto Garber.

H. Cederberg, et al. Increased risk of diabetes with statin treatment is associated with impaired insulin sensitivity and insulin secretion: a 6 year follow-up study of the METSIM cohort. Diabetologia 2015; doi: 10.1007/s00125-015-3528-5.
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