Diabete

Diabete tipo 2, possibile legame tra livelli di glicata e demenza

Stando ai risultati di uno studio di popolazione svedese presentato al congresso della European Association for the Study of Diabetes, a Stoccolma, livelli elevati di emoglobina glicata (HbA1c), indice di uno scarso controllo glicemico, sono associati a un aumento del rischio di demenza negli adulti affetti da diabete di tipo 2.

"È ampiamente noto che il diabete e la demenza sono diventate grosse sfide per la salute pubblica in tutto il mondo" ha detto Aidin Rawshani, del Sahlgrenska University Hospital,di Göteborg, presentando il lavoro. "Vari studi hanno dimostrato che i soggetti con diabete di tipo 2 hanno un rischio di sviluppare demenza maggiore di circa il 50% rispetto a quelli non diabetici. Alcune ricerche hanno anche dimostrato che c’è un legame tra controllo glicemico e rischio di demenza, ma su questo aspetto ci sono lacune conoscitive e abbiamo quindi deciso di indagare sulla materia per saperne di più”.

A tale scopo, Rawshani e i colleghi hanno analizzato i dati relativi a 353.214 soggetti adulti di almeno 50 anni (l’età media era di 62 anni) affetti da diabete di tipo 2 che non erano mai stati ricoverati per una demenza inclusi nello Swedish National Dabetes Registry tra il 2003 e il 2012, e hanno incrociato tali dati con quelli di altri database nazionali svedesi su pazienti ricoverati e ambulatoriali e quelli del registro nazionale sulle cause dei decessi.

I ricercatori hanno seguito la coorte fino al ricovero in ospedale per via di una demenza, al decesso o alla fine dello studio, utilizzando la regressione di Cox per analizzare il legame tra livello di HbA1c dei pazienti e demenza.

Durante un follow-up medio di 4,8 anni, 13.159 adulti sono stati ricoverati in ospedale con una diagnosi di demenza primaria o secondaria (di cui 3499 con una diagnosi di malattia di Alzheimer e 3377 con una demenza vascolare). In questo gruppo, i soggetti con un HbA1c uguale o superiore al 10,5% sono risultati avere un rischio del 50% più alto di sviluppare una demenza rispetto a quelli con un’HbA1c non superiore al 6,5% (HR 2,36, IC al 95% 2-2,78).

"Le persone che hanno il diabete di tipo 2 e livelli molto alti di glicemia sono a maggior rischio di sviluppare demenza, secondo il nostro studio" ha detto Rawshani. "Ciò significa che possiamo modificare il rischio di sviluppare demenza in questi pazienti ottimizzando i livelli di HbA1c".

L’autore  ha riferito che dallo studio emerge anche come il rischio di sviluppare una demenza aumenti drasticamente all'aumentare dell'età.

Un ulteriore fattore che contribuisce, secondo questo studio, ad aumentare il rischio di demenza è l’aver avuto un ictus. Infatti, nei pazienti con una storia di ictus i ricercatori hanno trovato una probabilità di sviluppare demenza superiore di circa il 40% rispetto a quelli che non avevano avuto ictus in precedenza (HR 7,69; IC al 95% 7,22-8,18). Anche l'albuminuria è risultata associata a un aumentato del rischio di demenza, ha riferito Rawshani.

I pazienti che hanno sviluppato demenza hanno mostrato, inoltre, una sopravvivenza a lungo termine inferiore rispetto agli altri, con un tasso di sopravvivenza del 40% dopo 10 anni di follow-up contro una sopravvivenza del 70% nel gruppo che non aveva sviluppato demenza.

"Siamo solo all'inizio nella comprensione della relazione tra disturbi metabolici e impatto sulla malattia cognitiva" ha detto Rawshani, aggiungendo che il suo gruppo ha diversi progetti in corso per studiare sia la demenza sia il graduale declino delle funzioni cognitive nei pazienti con diabete di tipo 2 e anche con diabete di tipo 1”.

A. Rawshani, et al. Glycaemic control and incidence of dementia in 363,573 patients with type 2 diabetes: an observational study. EASD 2015; abstract 10.
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