Diabete - Endocrinologia

Diabete tipo 2, studio LEADER: minor rischio di eventi cardiovascolari maggiori con liraglutide

L'analogo del GLP-1 liraglutide riduce in modo significativo il rischio di eventi avversi cardiovascolari maggiori. Lo ha appena reso noto Novo Nordisk, con un comunicato stampa in cui vengono presentati i risultati di un nuovo studio randomizzato di fase III.

L’analogo del GLP-1 liraglutide riduce in modo significativo il rischio di eventi avversi cardiovascolari maggiori. Lo ha appena reso noto Novo Nordisk, con un comunicato stampa in cui vengono presentati i risultati di un nuovo studio randomizzato di fase III.

I dati provengono dallo studio LEADER (Liraglutide Effect and Action in Diabetes: Evaluation of Cardiovascular Outcome Results—A Long Term Evaluation), un trial multicentrico internazionale iniziato nel 2010, nel quale sono stati seguiti per 5 anni 9340 adulti con diabete di tipo 2 ad alto rischio, trattati con liraglutide oppure un placebo, in aggiunta al trattamento standard.

L'endpoint primario era costituito dalla combinazione del primo verificarsi di un decesso per cause cardiovascolari, infarto miocardico non fatale e ictus non fatale. Mads Krogsgaard Thomsen, vicepresidente esecutivo e Chief Science Officer di Novo, ha annunciato durante una conference call con gli azionisti che lo studio ha soddisfatto i criteri sia di non inferiorità sia superiorità per tutti e tre i componenti dell’endpoint.

"Meccanicisticamente e sulla base di risultati precedenti, ci si può aspettare che la riduzione del rischio cardiovascolare nei pazienti trattati con liraglutide sia in grado di modificare il decorso della malattia e sia correlata in parte a un miglioramento del controllo glicemico e in parte al miglioramento di altri parametri relativi al rischio cardiovascolare" ha osservato Thomsen.

Inoltre, ha aggiunto Thomsen, “le persone affette da diabete di tipo 2 in genere hanno un rischio maggiore di andare incontro a eventi avversi cardiovascolari maggiori, per cui siamo molto soddisfatti dei risultati dello studio LEADER ".

Il profilo di sicurezza del farmaco è risultato in linea con quello degli studi precedenti su liraglutide.

I dati completi dello studio, fa sapere Novo, saranno presentati in giugno in occasione del meeting annuale dell'American Diabetes Association (ADA) e probabilmente pubblicati nello stesso periodo in una rivista medica peer-reviewed. 

Liraglutide è il terzo ipoglicemizzante a mostrare benefici cardiovascolari e il primo della classe degli analoghi del GLP-1 (o GLP-1-agonisti). Un altro agente di questa stessa classe, lixisenatide, non ha mostrato gli stessi benefici nello studio ELIXA, presentato al congresso dell’ADA dello scorso anno.

In febbraio, un analista aveva previsto che l'esito dello studio LEADER avrebbe determinato la fortuna della classe dei GLP-1-agonisti, che attualmente detiene solo il 2% delle quote di mercato nell’area dei farmaci antidiabetici. Liraglutide è l’agente più prescritto di questa classe, rappresentando circa il 55% del mercato dei GLP-1 agonisti, e ora guadagnerà probabilmente ulteriori quote grazie ai risultati dello studio LEADER.

Nel settembre 2015, quando è stato presentato a Stoccolma lo studio EMPA-REG sull’inibitore dell’SGLT2  empagliflozin, in occasione del congresso della European Association for the Study of Diabetes (EASD), i diabetologi hanno reagito con entusiasmo alla notizia del primo ipoglicemizzante che dimostrava un beneficio cardiovascolare.

Tuttavia, Thomsen ha sottolineato, in risposta a una domanda, che a differenza di quanto ottenuto con liraglutide nello studio LEADER, il beneficio di empagliflozin è stato dimostrato solo per uno dei componenti dell’endpoint primario combinato, cioè i decessi per cause cardiovascolari. Il risultato complessivo dell’endpoint combinato per empagliflozin è stato significativo, ha rimarcato Thomsen, ma i risultati relativi all’infarto miocardico non fatale e all’ictus non fatale no.

"Sembra che abbiamo un profilo diverso rispetto a empagliflozin", ha detto, aggiungendo che Novo studierà ulteriormente il meccanismo e che è possibile che i due farmaci potrebbero rivelarsi ancora più utili se usati in combinazione.

Pioglitazone ha dimostrato di offrire benefici cardiovascolari più di un decennio fa, nello studio PROactive, e, più di recente, nello studio IRIS nei pazienti con insulino-resistenza, ma non in quelli diabetici. Tuttavia, è questo farmaco è anche associato a una maggiore incidenza di edema, aumento di peso e insufficienza cardiaca.

Silvio Inzucchi, dello Yale Diabetes Center di New Haven (nel Connecticut ), autore senior dello studio EMPA-REG, ha commentato la notizia dei risultati positivi dello studio LEADER dicendo che “è entusiasmante avere ora, nel giro di soli 6 mesi , un totale di tre farmaci antidiabetici con comprovati benefici cardiovascolari: empagliflozin, pioglitazone (nello studio IRIS in una popolazione non diabetica) e adesso liraglutide”. Tuttavia, ha aggiunto che bisognerebbe avere i risultati completi dello studio LEADER per apprezzarne davvero le implicazioni.

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