Diabete trattato con insulina associato a peso elevato della prole e parto prematuro

I bambini nati da donne diabetiche trattate con insulina hanno un rischio maggiore di essere prematuri e di avere un peso elevato in rapporto all'etÓ gestazionale (LGA, large for gestational age), mentre nelle madri con diabete di tipo 2 non trattate i rischi sono inferiori. Sono i risultati di un ampio studio svedese appena pubblicato sulla rivista JAMA Pediatrics.

I bambini nati da donne diabetiche trattate con insulina hanno un rischio maggiore di essere prematuri e di avere un peso elevato in rapporto all’età gestazionale (LGA, large for gestational age), mentre nelle madri con diabete di tipo 2 non trattate i rischi sono inferiori. Sono i risultati di un ampio studio svedese appena pubblicato sulla rivista JAMA Pediatrics.

Ricerche precedenti hanno suggerito che i figli di donne obese e con diabete di tipo 1 o diabete gestazionale abbiano un rischio maggiore di LGA e di parto prematuro, condizione che può aumentare il rischio di complicazioni al parto sia per la madre che per il neonato.

Durante la gravidanza nelle donne aumenta la resistenza all'insulina, un meccanismo che aiuta a garantire che il feto riceva abbastanza energia e che funge anche da ormone della crescita, ma si tratta di una condizione che può essere esacerbata dalla presenza di diabete prima della gravidanza. Ma non sono molti i dati su come l'esposizione uterina al trattamento con insulina influisce sui neonati.

Un ampio studio di coorte finlandese
«Si ritiene che l'obesità materna, il diabete pregestazionale di tipo 1 e il diabete gestazionale aumentino i rischi di prole LGA e di parti prematuri. Tuttavia, le associazioni tra diabete insulino-trattato, diabete di tipo 2 non insulino-trattato e indice di massa corporea materna con questi esiti sono poco documentate» scrivono l’autore principale Linghua Kong del Karolinska Institutet di Stoccolma e colleghi.

Per questo motivo i ricercatori hanno condotto uno studio di coorte a livello nazionale su 649.043 nascite in Finlandia. Hanno analizzato le informazioni fornite da una banca dati nazionale sui bambini nati da gennaio 2004 a dicembre 2014, adattandole in funzione di diversi fattori relativi alla madre, come l’indice di massa corporea (BMI), l'anno di nascita, il fumo, l'età e il paese di nascita.

Si tratta del trial più ampio e completo mai realizzato che abbia valutato il rischio di LGA e prematurità nei neonati di madri con diabete trattate con insulina prima della gravidanza, oltre che l'effetto dell'indice di massa corporea (BMI) su queste variabili.

Il diabete materno trattato comporta rischi maggiori per la prole
In generale l’analisi ha evidenziato che il diabete materno trattato con insulina sembra essere associato a un aumento marcato del rischio di LGA e di nascita prematura, mentre l’aumento del rischio risulta più lieve, ma comunque significativo, nelle madri con diabete di tipo 2 e diabete gestazionale non trattati.

Valutando il contributo su LGA e parto prematuro del BMI, sono emerse interazioni statisticamente significative (tutte p<0,001) sia nel caso di diabete trattato con insulina che di diabete di tipo 2 e di diabete gestazionale non trattati.

In particolare, rispetto alle madri con peso normale senza diabete, un'obesità materna moderata (BMI 30-34) da sola era associata a un lieve aumento del rischio di avere una prole LGA (3,5% vs 1,5%), mentre nelle madri con anche diabete insulino-trattato comportava un rischio decisamente elevato di avere una prole LGA (39,6% vs 1,5%) e un parto pretermine (37,1% vs 5,0%).

Un’obesità moderata in presenza di diabete di tipo 2 risultava in un rischio mediamente elevato di prole LGA (16,4% vs 1,5%) e di parto pretermine (10,3% vs 5,0%), mentre in presenza di diabete gestazionale portava a un rischio più lieve di LGA (6,7% vs 1,5%) e non incideva sulla prematurità.

«Le donne gravide ad alto rischio che necessitano di insulina durante la gravidanza oppure hanno il diabete di tipo 2 e un indice di massa corporea elevato devono essere attentamente monitorate durante la gravidanza», ha commentato Monique Hedderson del Kaiser Permanente di Oakland, non coinvolta nello studio.

Ha osservato che la ricerca non ha potuto valutare l'adeguatezza del controllo della glicemia durante la gravidanza nelle donne trattate con insulina. «È possibile che questi esiti avversi possano essere mitigati mantenendo un adeguato controllo glicemico durante la gravidanza, ma per questo serviranno altri studi», ha aggiunto.

Lo studio ha diversi limiti, tra cui il fatto che ha usato i dati auto-riportati per il BMI materno pre-gravidanza e che non ha tenuto conto dell'aumento di peso durante la gestazione.

Bibliografia

Kong L et al. Associations of Maternal Diabetes and Body Mass Index With Offspring Birth Weight and Prematurity. JAMA Pediatr. Published online February 25

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