Diabete

Digital Diabetes Academy: due eventi per diffondere la cultura digitale in ambito diabetologico

La Digital Diabetes Academy Ŕ una nuova iniziativa pensata e realizzata da Novo Nordisk in partnership con 24ORE Business School che propone ai diabetologi un ciclo di sessioni in modalitÓ webinar focalizzati sulla cultura digitale e come essa pu˛ migliorare la gestione del diabete.á

L’emergenza coronavirus ha costretto anche il settore sanitario a confrontarsi con il social distancing e ha spinto alla modernizzazione dei processi di cura e gestione del paziente. Come rileva la recente ricerca dell'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità, è aumentato l’utilizzo di forme di Telemedicina: il 37% delle strutture sanitarie sta sperimentando il Tele-monitoraggio (27% nel 2019) e il 35% la Tele-visita (15% nel 2019).

Inoltre, anche dal punto di vista del paziente è aumentata la predisposizione verso il digitale negli aspetti legati alla salute: il 74% è interessato ad utilizzare soluzioni digitali per cercare informazioni su problemi di salute e malattie e il 73% per farmaci e terapie.

Un balzo verso il digitale che anche nell’ambito della diabetologia è stato importante, spinto dalla necessità di mantenere costante il monitoraggio dei pazienti e dall’esigenza di ridurre il rischio di contrarre l’infezione COVID-19.

In questo quadro, la Digital Diabetes Academy pensata e realizzata da Novo Nordisk in partnership con 24ORE Business School, propone ai diabetologi un ciclo di sessioni in modalità webinar focalizzati sulla cultura digitale e come essa può migliorare la gestione del diabete.

Il Board scientifico che ha partecipato alla realizzazione di questo progetto è composto da: Prof. Agostino Consoli, Professore ordinario di endocrinologia presso l’Università degli Studi G. D’Annunzio di Chieti-Pescara; Dott.ssa Ilaria Dicembrini, Diabetologa all’AOU Careggi di Firenze; Andrea Fortuna, Partner PwC  - Healthcare, Pharmaceuticals & Life sciences ; Prof. Antonio Nicolucci, Direttore di Coresearch srl; Dott. Basilio Pintaudi, Diabetologo all’Azienda Ospedaliera Niguarda Ca’ Granda, Milano.

Il corso si articola in due mezze giornate, e si propone di cogliere le attuali opportunità digitali per una gestione più smart del paziente.

Il primo appuntamento del 30 novembre si concentra sullo scenario della digitalizzazione del settore e della telemedicina, portando all’attenzione dei partecipanti una selezione di case studies che mettono in risalto opportunità, benefici ed implicazioni di una efficace gestione a distanza del paziente.

Il secondo appuntamento del 9 dicembre propone un focus sugli strumenti digitali a disposizione del personale medico per semplificare il proprio lavoro: social network, app e strumenti di digital Healthcare che docenti di Google, Apple e un divulgatore informatico di grande successo presenteranno come facili soluzioni da applicare nel day by day.

Il trend della digitalizzazione del rapporto medico-paziente non decelera e alcune evidenze dimostrano la volontà di investire maggiormente per realizzare questa trasformazione. Secondo il 69% dei Chief Information Officer di strutture sanitarie, nel 2020 è previsto un aumento di spesa per i servizi digitali. Focus molto rilevante anche per l’80% delle Direzioni strategiche.

In ambito diabetologico, la telemedicina può inoltre essere una preziosa alleata per limitare le problematiche legate all’inerzia terapeutica. Infatti, gli studi dimostrano che dal punto di vista terapeutico il primo anno di controllo metabolico è fondamentale nel decorso successivo della patologia. Inoltre, il raggiungimento e il mantenimento di un adeguato controllo metabolico e dei fattori di rischio cardiovascolare lungo tutto il corso della malattia sono cruciali per ridurre l’impatto clinico, sociale ed economico delle complicanze del diabete.

Ma i dati mettono in evidenza un ritardo generalizzato degli interventi di intensificazione terapeutica, un fenomeno in peggioramento durante l’emergenza Covid. Basti considerare che nel 2019 mediamente in un mese venivano effettuate più di 216.000 visite diabetologiche specialistiche ai pazienti affetti da diabete di tipo 2 e che, a causa della pandemia, sono state ridotte del 90%; nel trimestre di lockdown si stima ne siano saltate più di 580.000, di cui 20.000 prime visite. Grazie alla telemedicina, soprattutto nella sua forma di tele-monitoraggio, l’inerzia terapeutica potrebbe essere arginata.

Emerge dunque la necessità di sostenere l’implementazione di piattaforme per la gestione del paziente a distanza e rafforzare competenze trasversali di comunicazione digitale, da affiancare agli strumenti e ai metodi tradizionali; saranno infatti sempre più indispensabili per comunicare al fine di rendere la cura più sicura e il monitoraggio più efficace.


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