Doppio attacco alla glicemia, la resistenza all'insulina aumenta anche i livelli di glucagone

Diabete

I pazienti con diabete di tipo 2 non solo secernono poca insulina ma anche troppo glucagone, il che contribuisce a uno scarso controllo della glicemia. Un nuovo studio dell'Università di Uppsala appena pubblicato sulla rivista Nature Communications suggerisce che questo dipenda dal fatto che anche le cellule α pancreatiche che secernono glucagone diventano resistenti all'insulina.

I pazienti con diabete di tipo 2 non solo secernono poca insulina ma anche troppo glucagone, il che contribuisce a uno scarso controllo della glicemia. Un nuovo studio dell'Università di Uppsala appena pubblicato sulla rivista Nature Communications suggerisce che questo dipenda dal fatto che anche le cellule α pancreatiche che secernono glucagone diventano resistenti all'insulina.

Nelle persone sane l'insulina segnala alle cellule di assorbire il glucosio, riducendo così i livelli di zucchero nel sangue e fornendo energia ai tessuti. Nei pazienti con diabete di tipo 2 questo meccanismo smette di funzionare in modo adeguato, perché da un lato i tessuti diventano resistenti all’insulina e perché al contempo viene rilasciato una scarsa quantità di ormone. La conseguenza è un innalzamento dei livelli ematici di glucosio che nel lungo periodo provoca una serie di complicanze che diventano spesso invalidanti o addirittura pericolose per la vita.

Spesso chi soffre di diabete di tipo 2 ha anche livelli elevati di glucagone, un ormone secreto sempre dal pancreas, che ha un effetto opposto a quello dell’insulina, ossia innalza i livelli di glucosio nel sangue stimolando la gluconeogenesi e segnalando al fegato di immettere nel circolo gli zuccheri immagazzinati.

Dopo un pasto, il rilascio di glucagone viene normalmente bloccato per prevenire un'eccessiva produzione di glucosio da parte del fegato. Quando nei diabetici questo meccanismo smette di funzionare, l’eccesso di glucagone contribuisce ad alimentare un circolo vizioso che finisce per peggiorare ulteriormente l’eccesso glicemico. A dispetto dell’importanza della funzione del glucagone, si conosce ancora poco sui meccanismi che ne regolano la secrezione.

Anche le cellule alfa pancreatiche diventano “diabetiche”
Tramite tecniche di microscopia avanzata, un team di ricercatori dell’Università di Uppsala ha scoperto nuove informazioni su come le cellule α che producono glucagone vengono controllate dal glucosio. Come previsto, gli esperimenti hanno dimostrato che il glucagone viene secreto quando i livelli di glucosio sono bassi, mentre un loro innalzamento ne blocca il rilascio.

Tuttavia, nelle cellule α dei soggetti con diabete di tipo 2 questa regolazione risulta poco efficiente, al punto che alti livelli glicemici smettono di inibire la secrezione di glucagone. Per comprenderne il motivo, i ricercatori hanno isolato le cellule α di questi pazienti, separandole dal contesto tissutale nel pancreas e, sorprendentemente, hanno visto che continuavano a secernere glucagone anche quando il glucosio era elevato.

Il motivo, ha spiegato il primo autore dello studio Muhmmad Omar-Hmeadi, dipende dal fatto che normalmente le cellule α sono inibite dall'insulina e da altri ormoni che vengono rilasciati dalle cellule vicine in risposta alla glicemia elevata. Quando invece le cellule vengono isolate, viene meno la comunicazione cellula-cellula e la secrezione di glucagone procede anche quando non dovrebbe.

Nel diabete di tipo 2 anche le cellule α diventano resistenti all'insulina, proprio come quelle del fegato, del grasso e dei muscoli. Come risultato il rilascio di glucagone non viene più inibito dall’innalzamento della glicemia durante i pasti, i suoi livelli circolanti aumentano e questo può contribuire all'iperglicemia.

Bibliografia

Omar-Hmeadi, M et al. Paracrine control of α-cell glucagon exocytosis is compromised in human type-2 diabetes. Nat Commun 11, 1896 (2020).
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