Diabete - Endocrinologia

Effetti dell'inquinamento paragonabili a quelli dell'obesità nell'aumentare il diabete di tipo 2

L'esposizione agli inquinanti presenti nell'aria sembra influire negativamente sulla tolleranza al glucosio, sulla sensibilità all'insulina e sul profilo lipidico. A suggerirlo è uno studio osservazionale pubblicato di recente su Diabetes Care.

L’esposizione agli inquinanti presenti nell’aria sembra influire negativamente sulla tolleranza al glucosio, sulla sensibilità all’insulina e sul profilo lipidico. A suggerirlo è uno studio osservazionale pubblicato di recente su Diabetes Care.  

I partecipanti, selezionati nel campione dello studio Beta Gene, nel quale si sono valutati l’insulino-resistenza e la funzione beta-cellulare in un gruppo di soggetti americani messicani, hnnoa mostrato maggiori probabilità di avere un incremento del rischio metabolico, tra cui un aumento della resistenza all'insulina, dei livelli di colesterolo LDL e della glicemia a digiuno, se esposti a un inquinamento atmosferico a breve e a lungo termine.

"In questo studio su messicani americani, molti dei quali erano giovani adulti obesi geneticamente legati a donne con una storia di diabete gestazionale, l'esposizione agli inquinanti ambientali atmosferici è risultata associata a una gamma di outcome metabolici avversi correlati alla fisiopatologia del diabete di tipo 2" scrivono i ricercatori, guidati da Zhanghua Chen, della University of Southern California di Los Angeles. 

"L’entità dell’effetto di una differenza pari a 1 di deviazione standard del particolato fine sugli outcome metabolici è risultata simile all’impatto di una variazione di un’unità della percentuale di grasso corporeo o del BMI sugli stessi outcome metabolici".

Il campione analizzato era formato da 1023 persone: un gruppo di 694 donne messicane americane con diabete gestazionale confermate nei 5 anni precedenti e i loro fratelli o cugini, arruolati tra il 2002 e il 2008.

L’età media dei partecipanti era di 35 anni, il BMI medio era pari a 29,7 kg/m2 e tutti avevano una glicemia a digiuno inferiore a 7 mmol/l. I partecipanti sono stati sottoposti a un esame obiettivo, al test da carico orale di glucosio, al prelievo di campioni ematici a digiuno per la misurazione dei lipidi, a scansione DXA per la misurazione del grasso corporeo e a un test di tolleranza al glucosio modificato per misurare la sensibilità all'insulina e la funzione delle cellule beta, nonché a questionari sulla frequenza di assunzione di cibo e sull’attività fisica.

I ricercatori hanno poi misurato la qualità dell'aria ambientale tra il 2002 e il 2008 utilizzando i dati dal sistema di qualità dell'aria della Environmental Protection Agency degli Stati Uniti e del Southern California Children’s Health study.. Le esposizioni all’inquinamento atmosferico e a quello provocato dal traffico degli autoveicoli sono stati assegnati in base agli indirizzi di residenza forniti dai partecipanti.

L'esposizione a breve termine alle polveri sottili (PM2,5) è risultata associata a una minore sensibilità all'insulina, a un minor rapporto colesterolo HDL/LDL e indice di insulino-resistenza (HOMA-IR) superiore, nonché a una glicemia e un’insulina a digiuno più elevate e a livelli più alti di colesterolo totale ed LDL (P ≤ 0,036 per tutti).

Un aumento di 1 deviazione standard del PM2.5 nell’arco di 40 giorni è risultato associato in modo significativo a una diminuzione del 4,9% della sensibilità all'insulina, riferiscono i ricercatori.

Per quanto riguarda gli effetti a lungo termine, l'esposizione al PM2,5 per 12 mesi è risultata associata a valori più alti dell’indice HOMA-IR, della glicemia a digiuno e del colesterolo LDL (P ≤ 0,043 per tutti), dopo aver aggiustato i dati in base a età, sesso, percentuale di grasso corporeo e altre variabili.

Gli effetti dell'esposizione a breve termine al PM2.5 sulla sensibilità all'insulina sono risultati maggiori tra i partecipanti obesi. Invece, i ricercatori non hanno trovato alcuna associazione statisticamente significativa tra l'inquinamento dovuto al traffico veicolare e agli outcome metabolici dopo aver aggiustato i dati.

 "Controlli più rigorosi sull’inquinamento atmosferico potrebbero contribuire a ridurre il rischio di sviluppare diabete di tipo 2" ha detto Chen in un’intervista, aggiungendo che sono necessari studi volti a comprendere i meccanismi attraverso i quali l'inquinamento atmosferico aumenta il rischio di diabete di tipo 2, perché ciò potrebbe aiutare a mettere in campo interventi mirati tra le popolazioni ad alto rischio.

Z. Chen, et al. Ambient Air Pollutants Have Adverse Effects on Insulin and Glucose Homeostasis in Mexican Americans. Diabetes Care. 2016; doi:10.2337/dc15-1795.
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