Glucagone nasale efficace e più comodo in caso di ipoglicemia nel diabete di tipo 1

Nei pazienti con diabete di tipo 1 una formulazione sperimentale di glucagone a somministrazione intranasale potrebbe rappresentare un'alternativa più facile e rapida da usare in caso di ipoglicemia rispetto alla versione iniettiva. Un nuovo studio ha confrontato l'efficacia delle due somministrazioni e i risultati sono stati presentati al congresso dell'European Association for the Study of Diabetes (EASD) che si è tenuto recentemente a Berlino.

Nei pazienti con diabete di tipo 1 una formulazione sperimentale di glucagone a somministrazione intranasale potrebbe rappresentare un’alternativa più facile e rapida da usare in caso di ipoglicemia rispetto alla versione iniettiva. Un nuovo studio ha confrontato l’efficacia delle due somministrazioni e i risultati sono stati presentati al congresso dell’European Association for the Study of Diabetes (EASD) che si è tenuto recentemente a Berlino.

Nello studio randomizzato di non inferiorità che confrontava le due formulazioni di glucagone sono stati arruolati 66 adulti con diabete di tipo 1. La forma nasale e quella intramuscolare si sono dimostrate efficaci al 100% nel trattare l'ipoglicemia indotta da insulina, senza significativi problemi di sicurezza.

«Questi risultati supportano il glucagone nasale come valida alternativa a quello per via intramuscolare per il trattamento dell'ipoglicemia grave», ha dichiarato Leona Plum-Moerschel, del Profil Mainz in Germania, durante la sua presentazione.

Più utile in situazioni di emergenza
La disponibilità di una formulazione nasale potrebbe facilitare la somministrazione di glucagone in situazioni di emergenza stressanti rispetto alla versione iniettabile, che richiede del tempo perché la siringa sia riempita e pronta all’utilizzo, ha spiegato. Infatti, ha aggiunto, «un caregiver può essere così sopraffatto dalla situazione da dimenticare alcuni passaggi, fino addirittura a iniettare il solvente senza aver sciolto prima il glucagone».

Reinhard Holl dell’Università di Ulm in Germania, ha dichiarato che «il glucagone intramuscolare funziona abbastanza bene se somministrato correttamente, ma viene utilizzato in situazioni di emergenza da persone senza esperienza medica, come genitori o partner di pazienti trattati con insulina. In questi casi molte persone sono troppo sotto pressione per somministrare correttamente il glucagone intramuscolare, oppure hanno timori nel fare un’iniezione, se non l’hanno mai fatto prima. Spesso infatti queste persone non hanno una preparazione adeguata».

«D'altra parte - ha aggiunto - il glucagone intranasale non ha bisogno di essere sciolto, non è necessaria alcuna iniezione e l'ostacolo psicologico per somministrarlo a una persona incosciente è sicuramente molto più basso».

Entrambe le formulazioni sono efficaci al 100%
Il glucagone nasale si presenta come una polvere secca da 3 mg pronta all'uso, da somministrare tramite un dispositivo portatile monouso. Può essere conservato a temperatura ambiente. L'utente deve solo premere uno stantuffo e il farmaco viene espulso nella cavità nasale, dove viene assorbito passivamente senza che ci sia bisogno di inalazione, ha spiegato Plum-Moerschel.

Studi precedenti hanno dimostrato che il prodotto è efficace sia nella popolazione adulta che in quella pediatrica, impiega meno tempo per la somministrazione e per trattare con successo l'ipoglicemia grave in contesti reali.

Lo studio ha confrontato la versione nasale da 3 mg con glucagone intramuscolare da 1 mg in ambiente ospedaliero. L'insulina è stata infusa fino a quando i livelli di glucosio nel sangue sono scesi al di sotto di 60 mg/dl, poi è stato somministrato il glucagone. Tutti i pazienti hanno ricevuto entrambi i trattamenti, in visite separate a 1-7 giorni di distanza.

L'outcome primario era la percentuale di partecipanti che raggiungevano un aumento del glucosio plasmatico ad almeno 70 mg/dl (≥ 3,9 mmol/l) o un aumento di almeno 20 mg/dl (≥ 1,1 mmol/l) rispetto al livello più basso di glucosio, entro 30 minuti dalla somministrazione di glucagone.

Entrambi gli obiettivi sono stati raggiunti nei due gruppi di trattamento in tutti i casi (100% di efficacia), nel 97% dei casi entro 15 minuti. Il tempo medio per il successo del trattamento è stato di 11,4 minuti per il glucagone nasale rispetto a 9,8 minuti per l'intramuscolare.

Plum-Moerschel ha sottolineato che queste finestre temporali si riferiscono al momento del dosaggio, non al momento in cui l’episodio ipoglicemico viene riconosciuto. «La ricostituzione del glucagone intramuscolare richiede un po’ di tempo, penso che sia abbastanza ragionevole dire che nel mondo reale ci possiamo aspettare che il tempo per il successo del trattamento sia sovrapponibile con entrambi i farmaci».

Profilo di sicurezza accettabile per un trattamento di emergenza
I sintomi correlati al glucagone nasale comprendevano in particolare lacrimazione oculare nel 63% dei casi, prurito nasale nel 49%, congestione nasale nel 39%, naso gocciolante nel 37% e starnuti nel 24% dei pazienti. Erano tutti effetti transitori e generalmente di intensità lieve/moderata, senza eventi gravi.

Gli eventi avversi correlati al glucagone e osservati in entrambi i gruppi comprendevano nausea nel 22% dei casi con la via nasale rispetto al 29% con quella intramuscolare, vomito rispettivamente nel 10% e 12% dei casi e mal di testa nel 12% e 7% dei pazienti. Nessuna delle differenze era significativa, anche se un paziente ha dovuto interrompere lo studio a causa di vomito moderato con glucagone nasale.

«Penso che possiamo essere tutti d'accordo sul fatto che il profilo di sicurezza è più che accettabile per un trattamento di emergenza», ha commentato Plum-Moerschel. «Personalmente mi aspetto che, grazie alla sua semplicità d'uso, il glucagone nasale aumenterà il numero di persone in grado di essere d’aiuto in una situazione d’emergenza».

«È sicuramente una nuova eccitante opzione con la possibilità di rendere più sicura la vita di molti pazienti trattati con insulina», ha concluso Holl.

Bibliografia

Suico J et al. Nasal glucagon: a viable alternative to treat insulin-induced hypoglycaemia in adults with type 1 diabetes. EASD 2018. Abstract 150.

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