Hai l'emicrania? Rischi meno il diabete

Le probabilitÓ di sviluppare il diabete di tipo 2 sarebbero del 30% inferiori nelle donne con emicrania attiva, un disturbo ritenuto la seconda causa di disabilitÓ a livello mondiale. Lo dicono i risultati di uno studio osservazionale francese su oltre 75mila donne pubblicato sulla rivista JAMA Neurology.

Le probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2 sarebbero del 30% inferiori nelle donne con emicrania attiva, un disturbo ritenuto la seconda causa di disabilità a livello mondiale. Lo dicono i risultati di uno studio osservazionale francese su oltre 75mila donne pubblicato sulla rivista JAMA Neurology.

La ricerca è stata stimolata dal sospetto di una relazione tra emicrania e diabete, ma finora nessuno studio era stato in grado di individuare esattamente quale fosse questa associazione. A quanto pare, i due disturbi potrebbero influenzarsi reciprocamente. Al termine delle loro analisi, i ricercatori hanno infatti «osservato un minor rischio di sviluppare diabete di tipo 2 per le donne con emicrania attiva e una diminuzione della prevalenza attiva dell'emicrania prima della diagnosi di diabete».

Secondo il Global Burden of Disease Study 2017, i disturbi della cefalea (costituiti principalmente da emicrania) sono la seconda causa di disabilità in tutto il mondo, mentre il diabete è la quarta. L'Organizzazione Mondiale della Sanità indica che l'emicrania colpisce almeno 1 adulto su 7 in tutto il mondo e che le donne hanno una probabilità di soffrirne quasi tripla rispetto agli uomini. Il disturbo colpisce prevalentemente gli adulti tra i 35 e i 45 anni di età ma può interessare anche le altre fasce, bambini inclusi.

Paul Rizzoli della Harvard Health Publishing ha confermato che il legame tra emicrania e diabete non rappresentava una novità per gli specialisti di cefalea. A lungo hanno osservato che i loro pazienti che soffrivano di emicrania tendevano a sviluppare il diabete con una frequenza diversa rispetto alla popolazione generale, e ora ci sono le evidenze che lo dimostrano.

Da capire i meccanismi della relazione
I ricercatori hanno utilizzato i dati dello studio di coorte E3N, un trial francese prospettico basato sulla popolazione avviato nel 1990 su un gruppo di donne nate tra il 1925 e il 1950 e terminato nel 2002. Nel tempo le partecipanti avevano compilato questionari periodici sulla salute e sullo stile di vita che includevano domande sull’emicrania. Le informazioni sulla diagnosi di diabete di tipo 2 provenivano dal database di rimborso farmaceutico del sistema di assicurazione medica a cui tutte aderivano.

Dopo 10 anni di follow-up, l’analisi finale su oltre 75mila soggetti ha evidenziato che le donne che soffrivano di emicrania attiva avevano una probabilità del 20-30% inferiore di sviluppare il diabete di tipo 2 rispetto a quelle senza il disturbo.

Resta da capire come possano essere spiegati questi risultati. Il primo autore Guy Fagherazzi, dell'Institut National de la Santé et de la Recherche Médicale (INSERM) in Francia, e colleghi auspicano che vengano condotte ulteriori ricerche per «concentrarsi sulla comprensione dei meccanismi coinvolti in questa associazione».

Ipotizzano che il legame potrebbe dipendere dall'attività del CGRP (calcitonin gene-related peptide), una molecola proteica che è comune nello sviluppo dell'emicrania ed è coinvolta anche nel metabolismo del glucosio. «È stato riportato -scrivono- che i topi con diabete indotto sperimentalmente hanno una densità ridotta delle fibre nervose sensoriali CGRP»

Amy Gelfand e Elizabeth Loder, dell'Università della California a San Francisco e della Harvard Medical School, hanno scritto in un editoriale di accompagnamento che «gli esperti di emicrania hanno discusso a lungo sul numero ridotto di pazienti con diabete di tipo 2 nei centri per la cura dell’emicrania». Hanno pensato che l'alto livello di zucchero nel sangue nel diabete potrebbe smorzare la produzione di una specifica proteina cerebrale a lungo associata all'emicrania, ma questo legame non è dimostrato.

Rizzoli ha osservato che, pur trattandosi di uno studio ampio e ben condotto, presenta alcune limitazioni, come l’aver esaminato soltanto donne prevalentemente di razza bianca e appartenenti a un gruppo piuttosto omogeneo di professionisti. «Tuttavia gli esperti ritengono che i risultati possano essere generalizzati ad altre popolazioni».

Bibliografia

Fagherazzi G et al. Associations Between Migraine and Type 2 Diabetes in Women: Findings From the E3N Cohort Study. JAMA Neurol. 2019;76(3):257-263

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