Il diabete di tipo 1 potrebbe danneggiare lo sviluppo cerebrale nei bambini più piccoli #ADA2019

I bambini con diagnosi di diabete di tipo 1 in tenera età hanno mostrato un rallentamento della crescita nelle aree cerebrali legate a lievi deficit cognitivi rispetto ai coetanei sani, secondo quanto suggeriscono i dati preliminari di una nuova ricerca, non ancora pubblicati ma presentati al congresso dell'American Diabetes Association (ADA) 2019 che si è tenuto a San Francisco.

I bambini con diagnosi di diabete di tipo 1 in tenera età hanno mostrato un rallentamento della crescita nelle aree cerebrali legate a lievi deficit cognitivi rispetto ai coetanei sani, secondo quanto suggeriscono i dati preliminari di una nuova ricerca, non ancora pubblicati ma presentati al congresso dell’American Diabetes Association (ADA) 2019 che si è tenuto a San Francisco.

Lo studio ha confrontato la risonanza magnetica cerebrale di bambini con diabete di tipo 1 con quella di soggetti di pari età ma senza la malattia, per scoprire che le aree cerebrali a crescita più lenta erano associate a livelli più alti di zucchero nel sangue.

«Anche con la nuova insulina e le tecnologie che possono migliorare significativamente il trattamento della malattia, i bambini con diabete di tipo 1 sono ancora esposti a oscillazioni significative nel controllo glicemico, creando potenziali rischi per il cervello in via di sviluppo», ha detto l’autore Nelly Mauras del Nemours Children's Health System di Jacksonville, in Florida. «Comprendere i primi effetti del controllo della glicemia sullo sviluppo cerebrale è un passo necessario verso lo sviluppo di strategie per ridurre questo rischio e l’impatto sulla salute pubblica delle future disfunzioni cognitive correlate al diabete».

Minore sviluppo cerebrale nei bambini diabetici
Come parte dello studio Diabetes Research in Children Network (DirecNet), la presente ricerca ha coinvolto 138 bambini con diabete di tipo 1 provenienti da cinque centri medici negli Stati Uniti e altri 66 bambini di pari età senza diabete come confronto. I piccoli diabetici hanno ricevuto la diagnosi tra i 4 e i 7 anni, avevano un’età media di 7 anni e una durata media del diabete di 2,4 anni.

Per ogni partecipante sono state effettuate tre risonanze magnetiche, una all'inizio dello studio, la seconda dopo 18 mesi e l’ultima dopo tre anni. I ricercatori hanno anche raccolto informazioni sulla salute come il controllo medio della glicemia e hanno condotto test sulle capacità mentali e sulla memoria.

L’imaging ha permesso di rilevare differenze significative nella crescita totale del cervello e della materia grigia e bianca corticale e sottocorticale totale rispetto al gruppo di controllo in tutte le risonanze. In particolare, un insieme di regioni del cervello metabolicamente attive associate ad altri disturbi cerebrali, hanno mostrato una crescita minore nel gruppo con diabete di tipo 1 rispetto al gruppo di controllo. Queste regioni a crescita più lenta sono state associate a un aumento della glicemia durante la vita, come misurato dai valori di HbA1c.

«Abbiamo riscontrato differenze significative rilevabili e persistenti nel volume di diverse aree del cervello che partecipano a molte funzioni cognitive», ha spiegato Mauras.

Gli autori hanno anche testato le capacità di pensiero e di memoria dei bambini (funzione cognitiva) e hanno trovato una differenza da 5 a 7 punti nei punteggi del QI. «Ci sono differenze rilevabili nel QI, in particolare a livello verbale e nel vocabolario», ha aggiunto.

Controllo glicemico da migliorare, ma niente allarmismi
Mauras ha sottolineato che, anche se i risultati suggeriscono la necessità di una gestione ancora migliore della glicemia, i bambini che hanno partecipato allo studio stavano comunque facendo bene, sia a livello scolastico che extrascolastico. «Ci sono molti bambini intelligenti che soffrono di diabete di tipo 1. Ma i nostri dati e quelli di altri studi mostrano che l’attuale gestione della glicemia probabilmente non è abbastanza buona per prevenire le complicazioni cerebrali della malattia», ha aggiunto.

La dottoressa Mary Pat Gallagher, direttore del Pediatric Diabetes Center presso la NYU Langone Health di New York City, non coinvolta nello studio ma che ha familiarità con questi risultati, ha fatto presente che gli autori «non stavano dicendo che questi bambini sarebbero stati classificati come aventi problemi cognitivi, ma che hanno visto cambiamenti sottili nello sviluppo del cervello».

Per le famiglie che vivono con il diabete di tipo 1, per Gallagher questo «non è uno studio per il quale perdere il sonno, ma supporta le recenti raccomandazioni anche nei bambini molto piccoli. Non dobbiamo preoccuparci solo di mantenere un basso livello della glicemia -ha detto, vogliamo ottenere un controllo stretto dei livelli di zucchero».

Gallagher ha osservato che ci si è a lungo preoccupati di mantenere bassi i livelli ematici di zucchero, specialmente nei bambini molto piccoli. Ma ha fatto presente che di recente l'ADA ha modificato le sue raccomandazioni per concentrarsi maggiormente su un controllo più stringente della glicemia nei bambini in tenera età, perché questo momento della vita potrebbe essere un periodo vulnerabile nello sviluppo del cervello.