Il diabete di tipo 1 potrebbe essere innescato da virus intestinali

Nei bambini gli enterovirus che permangono nell'intestino potrebbero scatenare la risposta autoimmunitaria dell'organismo contro le cellule beta pancreatiche, portando in seguito al diabete di tipo 1. Sono i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports. Due team di ricerca statunitensi e australiani hanno studiato l'effetto degli enterovirus per capire se è possibile impedire loro di promuovere lo sviluppo della malattia.

Nei bambini gli enterovirus che permangono nell’intestino potrebbero scatenare la risposta autoimmunitaria dell’organismo contro le cellule beta pancreatiche, portando in seguito al diabete di tipo 1. Sono i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports. Due team di ricerca statunitensi e australiani hanno studiato l'effetto degli enterovirus per capire se è possibile impedire loro di promuovere lo sviluppo della malattia.

Nello spettro dei fattori ambientali associati al diabete di tipo 1, si suppone che i virus contribuiscano in misura significativa allo sviluppo della patologia. Infatti, l'infezione da enterovirus spesso precede l'autoimmunità delle isole pancreatiche, e le percentuali di queste infezioni sono significativamente più elevate nei soggetti con diabete di tipo 1 rispetto ai controlli. A conferma, una revisione sistematica e meta-analisi di 26 studi con oltre 4.400 partecipanti hanno confermato l’esistenza di una associazione epidemiologica significativa tra enterovirus e diabete di tipo 1.

I classici enterovirus vengono trasmessi prevalentemente attraverso la via oro-fecale e causano l'infezione primaria nell'intestino, fornendo un potenziale serbatoio per la successiva diffusione nel pancreas, dove possono infettare e danneggiare direttamente le cellule β pancreatiche. Ciò è coerente con il recente rilevamento di proteine o Rna virali nel pancreas di 6 adulti sottoposti a biopsia entro 9 settimane dalla diagnosi di diabete di tipo 1.

In aggiunta, l’infezione persistente da enterovirus è associata a un aumento dell'infiammazione e della permeabilità intestinale, entrambi pronunciati nei topi e nei bambini con diabete di tipo 1. Una volta superata la barriera intestinale, i virus possono raggiungere altri distretti dell’organismo e, anche se si tratta di infezioni generalmente di lieve entità, se le particelle virali riescono a raggiungere il sistema nervoso centrale possono causare lo sviluppo di gravi malattie.

Una ricerca congiunta USA-Australia
I ricercatori del Center for Infection and Immunity della Columbia University e della University of New South Wales a Sydney, in Australia, hanno studiato l'effetto degli enterovirus per capire se è possibile impedire loro di promuovere lo sviluppo del diabete di tipo 1.

Lo studio caso-controllo ha valutato i campioni ematici e fecali prelevati da 93 bambini senza diabete di tipo 1, ma con almeno un parente affetto dalla malattia.

Gli autori fanno presente che, in precedenza, l’uso di metodi mirati di individuazione dei virus e l'attenzione selettiva di molti trial sugli enteroviris abbia aumentato il rischio di risultati distorti e una sovrastima dell’associazione con il diabete di tipo 1.

Per questo motivo nel presente studio hanno eseguito un sequenziamento completo del viroma per esaminare, senza potenziali errori, tutti i virus conosciuti che infettano i vertebrati in 182 campioni (feci e plasma) raccolti prima o alla sieroconversione da 45 bambini con autoimmunità delle isole pancreatiche e 48 controlli abbinati di pari età e sesso.

I campioni sono stati analizzati utilizzando il VirCapSeq-VERT (Virome-Capture-Sequencing for Vertebrate-infecting viruses), un metodo che permette di caratterizzare il viroma in modo più sensibile di altre metodologie convenzionali e che riduce notevolmente i potenziali errori di lettura.

Associazione virus-autoimmunità confermata
Gli esami del sangue non hanno dimostrato un'associazione tra enterovirus e rischio di diabete di tipo 1, a differenza delle analisi delle feci.

In oltre 2,6 miliardi di letture sono stati rilevati 28 generi di virus e il 62% dei bambini è risultato positivo per almeno 1 virus che infetta i vertebrati. Sono stati identificati 129 virus con presenza significativa e differenziata tra l'intestino dei casi e dei controlli, inclusi 5 tipi di enterovirus-A con una prevalenza più significativa nei casi.

«I nostri risultati forniscono un’ulteriore supporto all’ipotesi che gli enterovirus contribuiscano all’autoimmunità delle isole pancreatiche e confermano la proposta che la carica virale possa essere un parametro importante nella patogenesi della malattia», hanno scritto i ricercatori. «Inoltre, i nostri dati indicano un'associazione precedentemente non identificata tra l’autoimmunità e una maggiore presenza di enterovirus-A nell'intestino dei bambini, oltre a fornire un campionario di virus da valutare nelle prossime ricerche per determinare un nesso causale tra l'infezione da virus e il diabete di tipo 1».

Risultati da approfondire in ottica vaccino
Secondo Thomas Briese, epidemiologo e autore principale dello studio, «queste scoperte rafforzano il modello in base al quale gli enterovirus possono diffondere dall'intestino al pancreas di un bambino e innescare un meccanismo autoimmunitario rivolto contro le cellule che regolano la glicemia. Conoscere i tipi di virus coinvolti è un passo fondamentale verso lo sviluppo di nuove strategie per la prevenzione e il trattamento del diabete di tipo 1».

«Questi risultati dovrebbero essere convalidati in altre coorti con un campione di maggiori dimensioni e più timepoint longitudinali precedenti l’autoimmunità per determinare se esiste un nesso causale con il diabete di tipo 1», concludono gli autori, «poiché è fondamentale definire tutto lo spettro dei virus diabetogeni nell’ottica del futuro sviluppo di un vaccino».

Bibliografia

Kim KW et al. Higher abundance of enterovirus A species in the gut of children with islet autoimmunity. Scientific Reportsvolume 9, Article number: 1749 (2019)

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