Infiammazione e alterazioni intestinali, nei diabetici esiste una "firma" identificativa

Gli adulti con diabete di tipo 1 hanno una "firma infiammatoria" che caratterizza la loro mucosa duodenale e li distingue dagli adulti con la malattia celiaca, anche se rimane poco chiaro se l'infiammazione è una causa o conseguenza del processo autoimmune. La scoperta, frutto dello studio dei ricercatori dell'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, è stata pubblicata sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism e potrebbe aprire la strada alla comprensione del legame tra questo tipo di diabete e le alterazioni a carico del'apparato intestinale.

Gli adulti con diabete di tipo 1 hanno una "firma infiammatoria" che caratterizza la loro mucosa duodenale e li distingue dagli adulti con la malattia celiaca, anche se rimane poco chiaro se l'infiammazione è una causa o conseguenza del processo autoimmune. La scoperta, frutto dello studio dei ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, è stata pubblicata sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism e potrebbe aprire la strada alla comprensione del legame tra questo tipo di diabete e le alterazioni a carico del’apparato intestinale.

L’obiettivo dello studio era di valutare il profilo infiammatorio intestinale e il microbioma dei pazienti con diabete di tipo 1 (T1D), rispetto a controlli sani e pazienti con celiachia.
A tal fine è stato valutato lo stato infiammatorio e la composizione del microbioma in biopsie della mucosa duodenale di 19 pazienti con T1D, 19 soggetti celiaci e 16 controlli sani presso l’Ospedale San Raffaele di Milano, tra il 2009 e il 2015.

L’infiammazione è stata valutata attraverso l’espressione genica e l’immunoistochimica. La composizione del microbioma è stata analizzata tramite il sequenziamento del 16S rRNA.
I ricercatori hanno valutato l'espressione di 91 geni correlati all'infiammazione - principalmente citochine, chemochine e recettori delle chemochine - e immunoistochimica per misurare l'infiammazione.

I ricercatori hanno osservato un aumento dell'espressione di 10 geni in pazienti con diabete di tipo 1 rispetto a pazienti con malattia celiaca o controlli: CCL13, CCL19, CCL22, CCR2, COX2, IL4R, CD68, PTX3, TNF-alfa e geni VEGFA. Tra questi geni, CD68, PTX3, TNF-alfa e VEGFA sono stati anche down-regolati nei pazienti con malattia celiaca, ma non nei controlli, secondo quanto riportato dai ricercatori nel lavoro.

Non è stata trovata alcuna associazione tra l'espressione genica e HbA1c, durata del diabete, complicazioni secondarie o la ragione che ha portato all’ endoscopia.
Nell’ analisi immunoistochimica, i ricercatori hanno confermato uno stato infiammatorio specifico per le persone con diabete di tipo 1 rispetto ai tessuti dei pazienti con malattia celiaca o controlli, caratterizzata da un aumento dell’infiltrazione di monociti/macrofagi (p <0.01).

I ricercatori hanno anche osservato una differenza nel microbioma della mucosa duodenale dei pazienti con diabete di tipo 1, notando un aumento dei Firmicutes, del rapporto tra Firmicutes a Bacteroidetes e una riduzione di Proteobacteria e Bacteroidetes. L'espressione di geni specifici per l’infiammazione del diabete di tipo 1 è stata associata con l'abbondanza di batteri specifici nel duodeno.

"I nostri risultati indicano che le persone con diabete di tipo 1 hanno una firma infiammatoria e un microbioma specifici, differenti da ciò che vediamo nelle persone che non hanno il diabete o in quelle con altre patologie autoimmuni come la malattia celiaca," ha sottolineato il professor Lorenzo Piemonti, vicedirettore del San Raffaele Diabetes Research Institute (DRI) in una nota stampa.

Come riportato nel comunicato stampa dell’Ospedale: “Il diabete di tipo 1, a differenza del diabete di tipo 2, insorge generalmente in giovane età ed è causato dall’attacco da parte del sistema immunitario nei confronti delle betacellule, le cellule del pancreas deputate alla produzione di insulina. L’interesse per lo stato infiammatorio e il profilo batterico intestinale dei pazienti con diabete di tipo 1 nasce dal sospetto che il meccanismo immunitario alla base della malattia abbia origine proprio a livello intestinale. Ma si tratta per ora solo di un’ipotesi.”

“Non sappiamo ancora se le alterazioni a livello del duodeno che abbiamo osservato sono la causa o la conseguenza della reazione autoimmune dietro la distruzione delle betacellule” ha aggiunto il prof. Piemonti. “Serve altra ricerca. Solo questo ci permetterà, in futuro, di identificare nuove strategie di trattamento che si concentrino sulle specifiche caratteristiche gastrointestinali delle persone che soffrono diabete di tipo 1”.

Pellegrini S. et al. Duodenal mucosa of patients with type 1 diabetes shows distinctive inflammatory profile and microbiota. (2017) jc.2016-3222.

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