Diabete

Insufficienza cardiaca, l'antidiabetico dapagliflozin migliora il volume del liquido polmonare 

Il trattamento con l'SGLT2 inibitore dapagliflozin non è risultato associato a una riduzione del volume medio del fluido polmonare negli adulti con insufficienza cardiaca con frazione di eiezione ridotta rispetto al placebo, ma una percentuale maggiore di pazienti ha riscontrato un miglioramento del volume del liquido polmonare dopo 12 settimane, secondo una nuova analisi di sottogruppo dello studio DEFINE-HF.

Il trattamento con l'SGLT2 inibitore dapagliflozin non è risultato associato a una riduzione del volume medio del fluido polmonare negli adulti con insufficienza cardiaca con frazione di eiezione ridotta rispetto al placebo, ma una percentuale maggiore di pazienti ha riscontrato un miglioramento del volume del liquido polmonare dopo 12 settimane, secondo una nuova analisi di sottogruppo dello studio DEFINE-HF.

«Per quanto ne sappiamo, questo è il primo studio che ha dimostrato una più efficace decongestione del fluido polmonare con dapagliflozin, e potenzialmente con qualsiasi altro SGLT2 inibitore», ha dichiarato all'American Heart Association Scientific Sessions Mikhail Kosiborod, cardiologo del Saint Luke’s Mid America Heart Institute di Kansas City, in Missouri. «I pazienti con una diminuzione del volume del fluido polmonare, indipendentemente dal trattamento, hanno sperimentato una riduzione dei peptidi natriuretici e grandi miglioramenti nel punteggio clinico complessivo del Kansas City Cardiomyopathy Questionnaire (KCCQ). Questo è il primo sforzo per correlare le valutazioni non invasive del volume del fluido polmonare con i biomarcatori dell’insufficienza cardiaca e con lo stato di salute».

Lo studio DEFINE-HF
Ricerche precedenti hanno dimostrato una riduzione del rischio di ricoveri ospedalieri correlati a insufficienza cardiaca con gli SGLT2 inibitori in soggetti con diabete di tipo 2. Nello studio DEFINE-HF 263 pazienti con una precedente diagnosi di insufficienza cardiaca congestizia di classe II o III, con e senza diabete di tipo 2 e già in terapia medica ottimale per lo scompenso sono stati assegnati casualmente a ricevere dapagliflozin 10 mg oppure placebo per 12 settimane.

Nel gruppo trattato con dapagliflozin, i risultati hanno evidenziato miglioramenti clinicamente significativi dello stato di salute correlato all'insufficienza cardiaca e dei livelli del frammento N-terminale del peptide natriuretico di tipo B (NT-proBNP).

Insieme al trial DAPA-HF, DEFINE-HF colloca dapagliflozin e potenzialmente gli altri SGLT2 inibitori come un’opzione di trattamento di prima linea ideale per i pazienti con diabete di tipo 2 e una storia di insufficienza cardiaca o per quelli ad alto rischio di scompenso che necessitano di una gestione della glicemia. I risultati suggeriscono anche un potenziale utilizzo di questi agenti come terapia aggiuntiva al trattamento standard per l’insufficienza cardiaca nei pazienti non diabetici.

Dapagliflozin in una sottoanalisi dello studio
All'interno della coorte, 85 partecipanti (41 assegnati a dapagliflozin e 44 a placebo) hanno accettato di partecipare a un sottostudio in cui veniva misurato il volume del fluido polmonare tramite telerilevamento dielettrico, un metodo non invasivo per misurare la percentuale assoluta del volume del fluido polmonare al basale e dopo 12 settimane (intervallo normale=20-35%). Il volume al basale era del 34%.

Gli outcome includevano il volume del fluido polmonare medio e la percentuale di pazienti con un miglioramento/nessun cambiamento/deterioramento del volume del fluido polmonare, aggiustati in base al volume del fluido al basale, età, velocità di filtrazione glomerulare stimata e stato del diabete.

Miglioramento del volume del fluido polmonare
Dopo 12 settimane non è stata osservata alcuna differenza nel volume medio aggiustato del liquido polmonare con dapagliflozin rispetto al placebo (34% vs 35%, p=0,3). Tuttavia, un numero inferiore di pazienti trattati con l’ipoglicemizzante non ha riscontrato alcun cambiamento o un deterioramento del volume del fluido polmonare (47% vs 63%), mentre una percentuale maggiore ha mostrato un miglioramento del volume del fluido polmonare rispetto al gruppo placebo (53% vs 37%, p complessivo=0,04), ha detto Kosiborod.

Inoltre, i partecipanti con un miglioramento del volume del fluido polmonare hanno avuto una maggiore riduzione del livello di NT-proBNP rispetto a quelli senza variazioni nel volume del fluido polmonare (media –439 pg/ml vs –47 pg/ml, p=0,2), nonché una maggiore riduzione del livello di BNP (media, –143 pg/ml vs –18 pg/ml, p=0,01) e un più grande miglioramento dei sintomi specifici dell'insufficienza cardiaca e dello stato funzionale in base al KCCQ (media di 5,5 punti vs -2,8 punti, p=0,005).

Bibliografia

Kosiborod MN, et al. Abstract MDP473. Presented at: American Heart Association Scientific Sessions; Nov. 16-18, 2019; Philadelphia.


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