L'ipertensione aumenta il rischio di diabete e di eventi cardiovascolari

Gli adulti con ridotta tolleranza al glucosio e ipertensione sono a maggior rischio di diabete e di eventi cardiovascolari a lungo termine rispetto ai non ipertesi. E' quanto emerge dai risultati di un'analisi post-hoc dello studio cinese Da Qing Prevention Study sulla prevenzione del diabete, pubblicata sul Journal of Diabetes.

Gli adulti con ridotta tolleranza al glucosio e ipertensione sono a maggior rischio di diabete e di eventi cardiovascolari a lungo termine rispetto ai non ipertesi. E’ quanto emerge dai risultati di un'analisi post-hoc dello studio cinese Da Qing Prevention Study sulla prevenzione del diabete, pubblicata sul Journal of Diabetes.

La terapia del diabete e delle sue complicanze cardiovascolari necessita di una strategia personalizzata rivolta al controllo sia dell'ipertensione che dell'iperglicemia.

Si stima che nell'ultimo decennio circa 92-113 milioni di adulti in Cina abbiano ricevuto una diagnosi di diabete, e che altri circa 148-493 milioni abbiano il prediabete. Per questi soggetti gli eventi cardiovascolari, principalmente infarto miocardico e ictus, rappresentano le principali cause di disabilità e mortalità.

Uno studio internazionale condotto in 22 paesi ha valutato i diversi fattori di rischio per l’ictus e ha identificato l'ipertensione e il diabete come i due più determinanti, oltre a fumo, obesità addominale e una storia di malattie cardiovascolari. Nel loro insieme questi fattori rappresentano il 90% del rischio di ictus.

I pazienti con ridotta tolleranza al glucosio hanno spesso fattori di rischio vascolare simili, come obesità, ipertensione e alterazioni metaboliche lipidiche, e rappresentano un terzo dei pazienti che vanno incontro a un attacco ischemico transitorio (TIA) o a un ictus ischemico, oltre ad avere un rischio 2 volte maggiore di ictus ricorrente.

Uno studio avviato nel 1986
Il trial originale Da Qing Prevention Study ha misurato i livelli glicemici plasmatici di oltre 110mila adulti cinesi 2 ore dopo una colazione standardizzata (100g di panino al vapore contenente 80 g di carboidrati). Al termine dei test, sono stati identificati 576 adulti con ridotta tolleranza al glucosio che sono stati inseriti in un programma di follow-up semestrale per 6 anni.

Nel 2009 sono stati seguiti per valutare i risultati degli eventi cardiovascolari (inclusi ictus e infarto del miocardio) e l'incidenza del diabete. I soggetti con ridotta tolleranza al glucosio sono stati stratificati in due gruppi in base al fatto che fossero ipertesi all'ingresso, 271 soggetti nel gruppo senza ipertensione e 297 in quello con ipertensione.

Il follow-up a 23 anni ha evidenziato la presenza di una ridotta tolleranza al glucosio comportava un rischio del 38% superiore di incorrere in malattie cardiovascolari.

Ipertensione favorisce lo sviluppo del diabete
L'attuale analisi post-hoc ha invece valutato in queste persone il ruolo della pressione arteriosa al basale e del glucosio plasmatico sul rischio di eventi CVD successivi, inclusi infarto miocardico e ictus, in relazione alla progressione del diabete.

I risultati del follow-up a 23 anni hanno mostrato una maggiore incidenza di diabete nei partecipanti con ipertensione al basale (80,8%) rispetto a quelli senza ipertensione (72,3%, p=0,02), equivalente al 26% di probabilità in più di sviluppare il diabete.

Per ogni aumento di 1 mmol/l della glicemia plasmatica a 2 ore negli ipertesi, si è verificato un aumento del 25% del rischio di diabete (HR=1,25). Gli stessi partecipanti hanno avuto un aumento del 9% del rischio di sviluppare il diabete per ogni aumento di 10 mm Hg della pressione arteriosa sistolica (HR=1,09, p=0,02).

Nei soggetti non ipertesi, pur non essendo stata trovata un'associazione tra pressione sistolica e sviluppo del diabete, l'aumento del rischio di diabete è stato invece del 36% (p=0,0001) per ogni aumento di 1 mmol/l di glucosio plasmatico a 2 ore.

Ipertensione e diabete aumentano il rischio cardiovascolare
Il rischio di eventi cardiovascolari era più alto negli ipertesi al basale (46,2%) rispetto ai non ipertesi (31,5%; p=0,04), equivalente a un rischio maggiore del 35%.

Dopo lo sviluppo del diabete l'incidenza di un evento cardiovascolare era inoltre più alta sia negli ipertesi (HR=1,77) che nei non ipertesi (HR=2,09).

I ricercatori hanno notato un rischio più elevato del 97% di un evento CVD associato all’insorgenza del diabete (HR=1,97), oltre a un aumento del 7% del rischio di un evento CVD (HR=1,07, p=0,02) per ogni aumento di 10 mm Hg nella pressione sistolica.

Infine nei soggetti ipertesi l'incidenza di ictus era significativamente più alta dopo l'insorgenza del diabete (24,7% vs 13,2%) come anche quella di infarto miocardico (5,5% vs 0,8%).

Conclusioni
In sintesi i risultati hanno mostrato che l'ipertensione di per sé non solo ha portato a una maggiore incidenza di malattia cardiovascolare, ma ha anche aumentato il rischio di eventi cardiovascolari accelerando lo sviluppo del diabete tra i soggetti con ridotta tolleranza al glucosio.

Riconoscendo che i pazienti con ridotta tolleranza al glucosio hanno un rischio cardiovascolare più elevato, l’analisi suggerisce che dovrebbero essere trattati in modo più aggressivo per prevenire questi eventi e, secondo gli autori, la prevenzione del diabete e la riduzione della pressione dovrebbero essere considerate strategie chiave per ridurre le macro-complicanze del diabete.

Bibliografia

Li X at al. Higher blood pressure predicts diabetes and enhances long‐term risk of cardiovascular disease events in individuals with impaired glucose tolerance: Twenty‐three‐year follow‐up of the Daqing diabetes prevention study. J Diabetes. 2018 Dec 16.

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