Miglioramenti nel diabete con antivirali ad azione diretta per l'epatite C

L'eradicazione del virus dell'epatite C con antivirali ad azione diretta (DAA) migliora il controllo glicemico nei pazienti affetti da diabete. Lo sostiene uno studio recentemente pubblicato su Diabetes Care in cui i ricercatori non solo annunciano un grande miglioramento nel controllo del glucosio tra i pazienti con diabete non adeguatamente controllato ma anche una diminuita richiesta di insulina.

L'eradicazione del virus dell'epatite C con antivirali ad azione diretta (DAA) migliora il controllo glicemico nei pazienti affetti da diabete. Lo sostiene uno studio recentemente pubblicato su Diabetes Care in cui i ricercatori non solo annunciano un grande miglioramento nel controllo del glucosio tra i pazienti con diabete non adeguatamente controllato ma anche una diminuita richiesta di insulina.

"Il nostro studio dimostra che c'è un cambiamento significativo nell’emoglobina glicata dei diabetici dopo il trattamento dell'epatite C con antivirali ad azione diretta", ha riferito la dottoressa Justine Hum, del Portland Veterans Affairs Medical Center, Oregon, aggiungendo “Quello che è stato davvero impressionante è stato il calo di circa l’1% dell’emoglobina glicata nei diabetici che avevano un HbA1c ≥ 7,2% prima del trattamento dell'epatite C con antivirali diretti”.

HCV e diabete
Studi epidemiologici hanno dimostrato che l'infezione da virus dell'epatite C è associata ad una maggiore prevalenza del diabete mellito di tipo 2; inoltre, nei pazienti con fattori di rischio per la sindrome metabolica, l’infezione cronica da HCV aumenta di ben 11 volte il rischio di sviluppo di diabete. Sono stati studiati i meccanismi molecolari che forniscono spiegazioni sul legame tra HCV e sviluppo di diabete o peggioramento del controllo glicemico nei diabetici conclamati.

Se l'infezione da HCV peggiora effettivamente il controllo glicemico, l'eradicazione dell'HCV, stabilita mediante risposta virologica sostenuta, potrebbe migliorare il controllo glicemico nei pazienti con diabete.

A sostegno di questa ipotesi, studi precedenti, in cui veniva utilizzato l’interferone, hanno sostenuto la correlazione tra eradicazione dell’infezione e miglioramenti nell’insulino-resistenza.

Tuttavia, a causa della perdita di peso indotta dal trattamento con interferone, componente di tutti i trattamenti antivirali precedenti al 2014, i risultati di questi studi non danno la certezza della stretta correlazione.

Ad oggi non è chiaro se l'eradicazione dell'HCV, ottenuta con regimi antivirali ad azione diretta (DAA), privi di interferone, determini un miglioramento nel controllo glicemico dei pazienti con diabete di tipo 2.

Lo scopo dello studio è stato quello di indagare la possibile relazione tra eradicazione dell’infezione da HCV mediante DAA e il miglioramento del controllo glicemico nei pazienti diabetici.

“A tale scopo abbiamo individuato 2.435 pazienti con diabete che hanno subito un trattamento antivirale DAA, privo di interferone e ribavirina, ed abbiamo confrontato, un anno prima e un anno dopo il trattamento per HCV, i cambiamenti medi di emoglobina glicata e l’uso di farmaci antidiabetici tra i pazienti che hanno ottenuto o meno una risposta virologica sostenuta” ha specificato la dottoressa Hum.

Ottenimento di ottimi risultati con DAA
Le terapie farmacologiche che i pazienti hanno ricevuto nello studio comprendevano la monoterapia ledipasvir/sofosbuvir, paritaprevir/ritonavir/ombitasvir e dasabuvir in monoterapia, o sofosbuvir più simeprevir in terapia di combinazione.

Nei pazienti con elevata emoglobina glicata al basale, l’abbassamento della HbA1c associata al trattamento antivirale è stata maggiore nei pazienti che hanno raggiunto la risposta virologica sostenuta (0,98%) rispetto a coloro che ritenevano il trattamento insufficiente (0,65%) (differenza media aggiustata 0,34; p = 0,02); “La diminuzione dell'HbA1c era significativa solo per i pazienti senza cirrosi e con HbA1c elevata al basale ma non per quelli con cirrosi e con diabete meglio controllato” ha specificato la dottoressa Hum.

L'uso di farmaci antidiabetici è diminuito maggiormente nei pazienti che hanno raggiunto la risposta virologica sostenuta; questa riduzione ha riguardato principalmente l’insulina il cui utilizzo è diminuito significativamente dal 41,3% al 38% nei pazienti con risposta virologica sostenuta contro un lieve aumento, dal 49,8% al 51%, nei pazienti che hanno sostenuto l’insuccesso del trattamento.

Entusiasta dei risultati ottenuti, la dottoressa Hum ha così commentato “Sarebbe perfetto se con il solo trattamento di antivirali ad azione diretta si potesse trattare l'epatite C, ottenere una riduzione dell'1% dell’HbA1c ed essere in grado di fermare l'utilizzo dell’insulina, insieme a tutti gli altri benefici epatici dell'eradicazione dell'epatite C”; gli stessi autori hanno però osservano che l'attuale studio è stato limitato a 15 mesi dopo l’interruzione del trattamento non valutando gli outcome a lungo termine, come lo sviluppo di complicanze diabetiche micro e macrovascolari.

Nonostante questo limite, i ricercatori sostengono che i risultati ottenuti giustifichino la considerazione del trattamento dell’HCV con antivirali ad azione diretta in tutti i pazienti con HCV e diabete ma, purtroppo, questa categoria di farmaci è incredibilmente costosa, pertanto si dovrebbe considerare la possibilità di trattare i pazienti con HCV e diabete in maniera tempestiva, prima che si verifichino fibrosi grave e complicanze della cirrosi.

Hum J. Et a. Improvement in Glycemic Control of Type 2 Diabetes After Successful Treatment of Hepatitis C Virus. Diabetes Care June 2017, dc170485; DOI: https://doi.org/10.2337/dc17-0485
leggi