Negli uomini anziani, bassi livelli ematici di testosterone o di diidrotestosterone sembrano essere fattori predittivi indipendenti di ictus, ma non di infarto miocardico, stando ai risultati di un recente studio prospettico pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology anfd Metabolism.

In questo studio, i ricercatori hanno valutato 3690 uomini di età compresa tra i 70 e gli 89 anni appartenenti al campione dell’Health in Men Study (HIMS, un ampio studio di popolazione australiano) per stabilire l’incidenza dell’infarto miocardico fatale o non-fatale e dell’ictus fatale o non fatale, sulla base delle cartelle cliniche. I partecipanti sono stati sottoposti a prelievi di campioni di ematici nella seconda fase dello studio HIMS, tra il 2001 e il 2004. I prelievi sono stati eseguiti tra le 8 e le 10:30 e sui campioni sono state misurate le concentrazioni plasmatiche del testosterone (T), del diidrotestosterone (DHT) e dell’estradiolo (E2) mediante cromatografia liquida accoppiata alla spettrometria di massa tandem (LC-MS/MS).

Le analisi hanno rivelato che, nel periodo considerato, 344 partecipanti hanno avuto un infarto del miocardio, 300 hanno avuto un ictus e 3046 nessuno dei due eventi. L’ analisi multivariata effettuata tenendo conto dell’età e di altri fattori non ha rivelato alcuna associazione tra T (HR 0,92; IC al 95% 0,66-1,28), DHT (HR 0,83; IC al 95% 0,59-1,15) o E2 (HR 0,84; IC al 95% 0,62-1,15) e rischio di infarto nei pazienti ricadenti nel quartile più alto rispetto a quelli nel quartile più basso.

Livelli elevati di T o DHT, invece sono risultati correlati a un minor rischio di ictus. Nel quartile più alto di concentrazione del T, infatti, l’HR è risultato pari a 0,56 rispetto al quartile più basso (IC al 95% 0,39-0,81, P = 0,002), mentre in quello più alto di concentrazione del DHT, l’HR corrispondente rispetto al quartile più basso è risultato pari a 0,57 (IC al 95% 0,40-0,81; P = 0,002).

Tuttavia, non si è trovata alcuna correlazione tra concentrazione dell’E2 e ictus (HR per il quartile più alto rispetto a quello più basso pari a 0,76; IC al 95% 0,54-1,08; P = 0,123).

“Livelli plasmatici elevati di T o DHT sono biomarker di un minor rischio di ictus, ma non di infarto. L’esposizione agli androgeni potrebbe influenzare gli outcome dopo un infarto, piuttosto che ridurne l’incidenza, mentre gli androgeni, ma non l’E2, sono fattori predittivi indipendenti di ictus” scrivono gli autori nelle conclusioni.

Inoltre, aggiungono i ricercatori, "sono necessari ulteriori studi per indagare i possibili meccanismi alla base di questa correlazione e valutare se modificare i livelli di T o DHT con terapie ormonali possa ridurre selettivamente il rischio di ictus nella popolazione in crescita degli uomini anziani".

B.B. Yeap, et al. In older men, higher plasma testosterone or dihydrotestosterone are independent predictors for reduced incidence of stroke but not myocardial infarction. J Clin Endocrinol Metab. 2014; doi:10.1210/jc.2014-2664.
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